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Dragon Ball Legends, bene ma non benissimo.

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Dopo il successo di Dokkan Battle, Goku e i suoi alleati tornano su dispositivi Android e Apple. Andiamo ad analizzare uno dei titoli Bandai Namco più attesi e discussi dell'ultimo periodo.

Non sono trascorse nemmeno due settimane dal rilascio ufficiale per Android di Dragon Ball Legends, il nuovo picchiaduro free-to-play targato Bandai Namco, eppure il numero di download fino ad oggi ha raggiunto cifre spaventose.

C’è da dire che negli ultimi anni il franchise di Dragon Ball ha visto una clamorosa impennata, dovuta al manga di Dragon Ball Super, da cui è stato tratto un anime, perciò non ci stupisce vedere il titolo in testa alle classifiche del Play Store.

Fatte queste premesse, passiamo alla vera e propria recensione di Legends, con la quale analizzeremo le caratteristiche principali del titolo, per poi assegnare una votazione.

Shallot intrigante, ma basta con i viaggi nel tempo.

Al primo avvio del gioco si viene catapultati subito nel bel mezzo dell’azione. Trascorso qualche minuto nel tentare di capire come sia strutturato il gameplay del titolo, ci viene presentato il protagonista della storia: Shallot, un saiyan mai visto prima che indossa una strana armatura, proviene dal passato e ha perso la memoria. In effetti, questo personaggio è stato creato da Akira Toriyama in persona appositamente per Legends.

L’arco narrativo dedicato al nuovo saiyan si colloca sicuramente posteriormente alla Saga del Torneo del Potere, poiché notiamo che sono presenti diversi personaggi introdotti a partire da Dragon Ball Super, come Lord Beerus, Whis, e il pattugliatore galattico Jaco.

Legends utilizza il trito e ritrito stratagemma dei viaggi nel tempo per giustificare lo sviluppo successivo della trama. Dopo aver terminato il tutorial, infatti, si presenta a noi Re Kaioh del Nord, il quale ci informa del fatto che a breve avrà inizio il Torneo del Tempo, competizione in cui sarà possibile affrontare i più potenti guerrieri appartenenti a tutte le linee temporali.

Titoli come Legends non possono essere giudicati in base alla trama, poiché puntano principalmente sul gameplay. Tuttavia, avremmo preferito che Bandai Namco si fosse impegnata maggiormente nello sviluppare una trama quantomeno originale, e non basata ancora una volta sui viaggi nel tempo (Come già accaduto in Xenoverse e Xenoverse 2)

Divertimento assicurato, ma non per molto

Ripetiamolo, Dragon Ball Legends non esige chissà quale risultato. Senza mezzi termini, questo videogioco rappresenta fondamentalmente un fan-service per gli appassionati di Dragon Ball. Nonostante questo, il gameplay ci cattura dal primo istante, mostrandosi da subito responsivo.

Legends, come già detto, è un picchiaduro. Lo scopo è sconfiggere il team avversario, semplice. Nel corso dei combattimenti è possibile compiere tre azioni principali: schivare, caricare l’aura e attaccare. Per le prime due è necessario spostare o tenere premuto il nostro dito sullo schermo, mentre per l’attacco bisogna selezionare una carta tra le quattro disponibili a schermo. Tali carte, di diversi colori, indirizzano l’azione del nostro personaggio.

Per quanto riguarda la modalità storia, il nostro team può essere composto al massimo da tre personaggi, i quali sfidano squadre avversarie composte da uno, due o tre membri.

Un accenno va fatto anche agli eventi trasversali, complementari alla storia e che servono principalmente per guadagnare punti esperienza per i nostri personaggi. Il primo evento disponibile, ad esempio, è stato quello di Radish, nemico che va affrontato in più tornate per poter completare l’evento.

Ciò che caratterizza il gioco, essendone il vero punto cardine, è il PvP. Tramite questa modalità è possibile sfidare in contemporanea altri giocatori reali. Risulta fondamentale, a questo punto, elaborare una propria strategia per ogni incontro, adattarsi al team avversario e migliorare la propria reattività per concatenare quante più mosse possibili. In più, va detto che tale modalità funziona piuttosto bene e capita raramente che il gioco si interrompa o che cada la connessione.

Se il PvP diverte, la modalità storia risulta ripetitiva e noiosa. Tuttavia lo stesso Pvp, dopo diversi match, perde terreno mostrandosi simile in tutto e per tutto alla modalità storia. I combattimenti cominciano ad annoiare, soprattutto quando si incontrano players con personaggi sproporzionatamente più forti dei nostri.

Grafica eccellente per un free-to-play

Nulla da dire, davvero. Personaggi fedeli all’originale (in pieno stile Dragon Ball, si vede la mano di Toriyama), pochissimi cali di frame, effetti spettacolari. Le ambientazioni, spesso monotone, rappresentano forse l’unica pecca del comparto grafico. Ogni personaggio possiede un attacco peculiare (ad esempio, il Cannone dell’Anima di Tensing o il Makankosappo di Piccolo). Tali tecniche sforzano il motore grafico del gioco, che risponde in maniera eccellente mostrando effetti speciali fantastici per un free-to-play come Legends.

I personaggi giocabili sono molteplici, alcuni presenti in più forme, come accade per Goku e Vegeta. Buone anche le animazioni in combattimento. I tre tipi di rarità (Hero, Extreme e Sparking) amplificano in modo differente il design del personaggio, rendendolo più o meno bello. Interessante anche il fatto che possano essere cambiati i costumi, rendendo i nostri eroi più intriganti alla vista a seconda dei nostri gusti.

Un’ultima considerazione

Legends vuole evidentemente ricalcare il successo del suo predecessore, Dokkan Battle. Effettivamente, i due titoli mostrano diverse somiglianze, dal sistema di potenziamento dei personaggi fino alle Summon con cui è possibile ottenere i personaggi giocabili. Non c’è nulla di male nel riprendere le caratteristiche di un gioco precedente, sia chiaro, ma forse Bandai Namco ha esagerato.

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