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Recensione Maria Antonietta, la giovinezza di una regina di Fuyumi Soryo

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Il nuovo manga dell'autrice di Cesare, il creatore che ha distrutto

Finalmente dal 16 di Maggio anche in Italia è disponibile Maria Antonietta, la giovinezza di una regina, volume auto conclusivo di Fuyumi Soryo.

Questo breve tankoubon racconta solo una piccola parte della vita della Regina, in particolare, da quando lascia l’Austria nel 1771 e il suo primo periodo a Versailles.

In poche pagine l’autrice ci fa capire i turbamenti e le difficoltà che la Delfina ha avuto nell’integrarsi nel nuovo ambiente.

Immaginate di avere 14 anni, e di essere spediti a 1570 km da casa, in terra straniera, a sposare uno di cui avete visto solo un ritratto. Di non conoscere bene la lingua e soprattutto le regole alquanto pittoresche della corte di Versailles.

Leggendo Maria Antonietta, non può non venire in mente l’ormai cult Lady Oscar (Versailles no bara) di Riuoko Ikeda. Le due opere non si possono mettere a confronto, il manga della Ikeda è molto romanzato ed è stato pubblicato per la prima volta ben 46 anni fa.

Prendiamo ad esempio solo la figura della Regina. In Lady Oscar, vengono messi in risalto, in particolare nella prima parte del manga, complice anche la linea voluta dall’editore, i lati più frivoli del carattere di Maria Antonietta, come il poco impegno negli studi e la sfacciataggine. Cose che traspaiono anche nel volume della Soryo ma velatamente. Del Delfino invece differisce il character design, in Lady Oscar è un ragazzo non troppo alto e sovrappeso. Questo deriva da testi dell’epoca che lo descrivevano, in modo volutamente errato, in questa maniera. Gli studi più recenti hanno invece constatato che in gioventù Re Luigi XVI era molto alto e dalla corporatura esile, descrizione ripresa in questo volume.

Per quel che riguarda lo stile grafico, la Soryo, unisce linee sottili ed eleganti tipiche del suo stile, alla minuziosità dei particolari. Tutto, dagli abiti ai fondali, fa trasparire lo sfarzo e la regalità della Corte francese. Inoltre, i visi ed in particolare gli occhi dei personaggi, hanno una profondità che si ritrova in pochi altri manga. Ho trovato la figura di Maria Antonietta graficamente molto simile ai ritratti dell’epoca, non si può dire lo stesso del Delfino di Francia, che per carineria, l’autrice gli ha abbellito i lineamenti del viso.

L’edizione italiana edita da Star Comics impacchetta bene il tutto. La sovracopertina ha dettagli in oro, che ricordano un libro rilegato e la copertina in bianco e nero con veduta dall’alto dei giardini di Versailles.

A fine volume troviamo la bibliografia e approfondimenti sui personaggi e sulla Reggia di Versailles. Inoltre, questo è il primo manga nella storia, a ricevere il supporto in materiali e dettagli riguardanti costumi, architetture e usanze da parte dellÉtablisement Public du Musèe et du Domaine National de Versailles, come si può appurare dal logo sulla copertina.

La Soryo non è mai stata un’autrice mainstream qui in Italia, nonostante opere bellissime seppur singolari come Mars e Cesare, il creatore che ha distrutto. Consiglio questo volume, in particolar modo, agli amanti della storia ed a chi predilige fumetti esteticamente belli.

See you space cowboy,

Federica

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