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I 5 PRODUCT PLACEMENT IN JURASSIC WORLD II

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GUIDA ALLA RICERCA DEL PRODUCT PLACEMENT IN JURASSIC WORLD - IL REGNO PERDUTO.

Che ci piaccia o no è inevitabile, tutti i film sono prodotti per guadagnare. Intendiamoci, ciò non significa che tutte le produzioni sono fatte solo per estorcere soldi a ignari lavoratori così come le televendite.

 È però fondamentale che un film, per poter essere prodotto, abbia a disposizione ingenti somme di denaro per tenere in piedi la baracca. Stipendi, catering, attrezzature, auto blu, astronavi, parrucchieri, ministri regali personali…. Ah no, sorry, mi sono confuso…

Un importante fetta del capitale iniziale dal quale partire per la redazione di un film deriva dalla pubblicità. Qui entra in gioco un aspetto fondamentale della stesura di un copione, il product placement.

È inutile negarlo, ma ha sempre fatto parte del mondo cinematografico ficcare in testa al consumatore la voglia di comprare. Gli americani, grandi baluardi del capitalismo moderno da sempre si son serviti del mezzo iconografico per pubblicizzare i prodotti.

Più o meno riusciti, più o meno presenti da sempre sul restio regista incombe la figura del pubblicitario che lo obbliga a farti fare inquadrature, a caso di: scarpe, auto, computer ristoranti.

Anche le grandi produzioni che non ti aspetti avevano più o meno inserimento di prodotti a fini commerciali. Vedi IBM in 2001 Odissea nello spazio, per esempio.

Oggi, con quello che vorrebbe essere il primo di una serie di articoli a riguardo, parleremo assieme del product placement in Jurassic World, il regno perduto.

Faccio presente che da ora in poi pongo un MINI SPOILER ALLERT, dato che parlerò del contesto di inserimento delle pubblicità. Non rivelerò alcun segreto di trama o colpi di scena, ma se volete andare al cinema ancora “vergini” forse meglio skippare la spiegazione.

 

BECK’S & BUDWEISER

La situazione che coinvolge questo inserimento è chiara (scura, rossa, doppio malto).

I due protagonisti del film, Owen e Claire si trovano in un bar per la prima volta dopo essersi “lasciati” alla fine del primo capitolo della saga tre anni prima.

Claire cerca di convincere Owen a tornare su Isla Nublar per la missione di recupero dei dinosauri.

A mente fredda, mentre discutono di chi ha lasciato chi l’ultima volta, sorseggiano, anzi tengono davanti a loro, una bottiglia di Beck’s.

Nel bar in cui si svolge questa reunion non possono mancare tavoli da biliardi e la classica pubblicità Budweiser. Onnipresente in tutti i film americani in cui si gira qualche scena al bar.

 

JOHN DEERE

Questo è il vero capolavoro di product placement in Jurassic World.

Immagino la scena dei produttori che da un momento a l’altro stanno per iniziare le riprese e ricevono una chiamata:

“Buongiorno, siete i soci di Jurassic Coso? Il film coi dinosauri che piacciono a mio figlio?”

“Sì, siamo noi. Chi è lei?”

“Sono il direttore marketing della John Deere, piacere di conoscerla. Vorrei fare un regalo per il 10 compleanno di mio figlio e dato che di iPhone ne ha già 3 pensavo qualcosa di più carino.”

“Un bel viaggio nel nostro parco a tema?? Molto carino per i bambini affezio…”

“No, no, no… pensavo più a inserire il logo dell’azienda che un giorno diventerà sua in un film che tanto gli piace. Geniale no?!”

La reazione dei produttori, una volta sentita la cifra sarà stata:

“Ohhh, ma certamente sig. Deere, con piacere.”

Ma in privata sede sarà stato più un:

“Ma moh come ci inserisco un dinosauro che taglia l’erba nel film? Creo un dinosauro intelligente che però si annoia a mozzicare la gente?”

Quindi il premio come peggior inserimento commerciale del film va sicuramente a questo marchio.

In un momento a caso del film, quello dove si raggiunge il punto massimo pathos e tristezza, vedendo morire un mastodontico dinosauro che perde il convoglio di salvataggio. Claire, raggiunto il convoglio, per non farsi riconoscere in quanto ricercata, si mette in testa un cappellino con il logo dell’azienda del padre del bambino viziato e osserva la scena con aria afflitta.

Male, male signori. Tranquilli che ne farete a vangate di soldi con sto film. Non era necessario.

 

APPLE

I criteri con il quale Apple si propone a ficcarsi nei film sotto forma di pubblicità sono molto interessanti e seguono criteri rigidissimi:

  • È un film che dura più di uno starnuto? Sì;
  • È a colori? Sì;
  • Si nota c’è inquadrato un qualsisi schermo durante il film? Sì

DIIIING DIIING DIIING. Ci stiamo.

Infatti Apple è sempre stata super presente nei colossal degli ultimi venti anni.

Si sa che il marchio Apple ha conquistato un posto nella storia per la sua esuberanza proposta nella pausa del Super Bowl. Fra tutte si ricorda la pubblicità del 1984 per il lancio del primo Macintosh. Qui una donna “rivoluzionaria” (rappresentante la Apple) sottraeva dal giogo dell’alienazione un mucchio di uomini (la IBM) lanciando un martello su un maxi schermo che li invitava a sottoporsi al suo controllo. Orwell Approved ?.

Il product placement in Jurassic World di Apple non era troppo complicato. Ci sono super menti che hackerano sistemi di aerazione…. Con tanto di backend impastati ehhh…

Ma il malcapitato è stato un video, che ritraeva Owen alle prese con una piccolissima Blue, riprodotto su un Mac Book immacolatamente candido.

A fare la scoperta di questa ripresa è la nipote di Lockwood che si infiltra di nascosto nel sotterraneo per….. no niente… niente spoiler. Sorry.

 

CONVERSE ALL STAR

Le All Star sono come Coca Cola.

Fanno pubblicità giusto perché altrimenti il reparto Marketing di Converse non riuscirebbe a giustificare le enormi spese dei loro festini.

Non ne hanno bisogno, tutti sanno qual è il paio di scarpe ginniche per eccellenza.

“Ma vabbeh Coca Cola fa cambiare il colore di Babbo Natale, noi che facciamo? Molliamo il colpo? Giammai.”

È sempre la nipote di Lockwood che indossa la stessa mise per tutto il film con tanto di ripresa in primo piano delle sue zampine foderate in un paio di Converse All Star nuove di pacca. Ovviamente alte alle caviglie, ovviamente nere. Manco a dirsi.

 

MERCEDES

In Germania c’è crisi signori, si vede, l’economia gira poco da quelle parti.

Soprattutto a farne le spese è il mercato automobilistico, strano a sentirsi ma è proprio così.

Non ho altre spiegazioni altrimenti non capisco come mai l’unico inserimento commerciale nel film di Merces-Benz è un camioncino scassato da un dinosauro del quale si intravede a mala pena il logo frontale.

Quanto meno, non hanno portato troppo fastidio a regista e sceneggiatore.

 

Fonte immagine copertina: www.jurassicworld-ilfilm.it 

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