Unsane (2018): Recensione del film di Soderbergh

Il Thriller girato con un iPhone 7

Unsane, rilasciato nei cinema dal 5 Luglio 2018, è un film di genere thriller e horror psicologico diretto da Steven Soderbergh, vincitore dell’Oscar come miglior regista nel 2001 con Traffic.

 

Trama

La protagonista di questo disturbante e angoscioso film è Sawyer Valentini, interpretata da una incredibile Claire Foy, una giovane donna da poco trasferitasi in Pennsylvania, dove ha un lavoro e una vita frenetica.
Sawyer però sembra tormentata ed ossessionata dal suo passato, la donna infatti, dopo aver lasciato Boston a causa di un uomo che la perseguitava, vive costantemente nell’ansia e nella paura quasi paranoica di esser ancora sotto il controllo del suo stalker, David Stine (Joshua Leonard).

Per questo motivo Sawyer deciderà di rivolgersi ad un counselor all’interno di una clinica psichiatrica, l’Highland Creek Behavioral Center. La sua speranza è quella di potersi confidare, essere ascoltata da qualcuno che possa aiutarla a superare questi blocchi mentali e liberarla da pensieri paranoidi.

La situazione prenderà però una piega per niente piacevole, dopo il suo incontro con la consulente psicoterapeuta si ritroverà trattenuta contro la sua volontà all’interno della clinica psichiatrica, dopo aver firmato delle “scartoffie di routine” senza leggerle, nelle quali approva il suo ricovero inconsapevolmente.

Sawyer dovrà condividere la stanza con alcuni pazienti con disturbi psichici per 24 ore, che diventeranno poi una settimana a causa della sua ribellione di fronte a questa ingiustizia.

Sawyer è vittima di una truffa sanitaria che le impedisce di lasciare l’ospedale finché la struttura non riceverà il contributo della sua assicurazione.
Come se non bastasse, il suo stalker, David, riesce a trovarla e si fa assumere come infermiere dall’istituto, sotto una falsa identità.

 

Cosa è reale e cosa no?!

Ma è reale quello che Sawyer vede o tutto nella sua testa ed è davvero Unsane?
E’ davvero vittima di un’ingiustizia sanitaria o è incapace di intendere e di volere ed è soggetta ad allucinazioni paranoidi che l’hanno portata ad impazzire a causa del trauma subito?
La ragazza si ritroverà internata ed impossibilitata a comunicare con il mondo esterno, costretta ad ingerire pillole di dubbia origine, legata ed immobilizzata al letto per frenare le sue crisi di ribellione nel tentativo invano di far capire agli infermieri che lei non è pazza e che il suo stalker è proprio lì, davanti agli occhi di tutti.
Ma ovviamente chi vuoi che creda ad una donna in camice, con un inquietante sguardo, in un posto pieno di matti?!

Sawyer troverà il solo appoggio da un paziente dell’ospedale, che a differenza degli altri sembra sano di mente, un ragazzo afroamericano di nome Nate (Jay Pharoah) apparentemente in cura  da un’overdose  di oppiacei.

 

 

 

 


Dubbio e claustrofobia

Guardando Unsane lo stesso spettatore inizierà a chiedersi se Sawyer sia realmente sana ed innocente o inconsapevolmente fuori di testa.
Per più di metà film il dubbio sarà persistente, fino a confondere ma allo stesso tempo intrigare.
Il mistero sulla sanità mentale della protagonista verrà svelato solo più avanti, rendendo il film più convenzionale.

Soderbergh inoltre si dimostra abilissimo nel trasmettere a noi spettatori tutte le sensazioni provate dalla protagonista.
Come lei ci si sente prigionieri, in gabbia, desiderando che il film, dalla durata di quasi due ore, finisca presto, per porre fine al senso di oppressione.
Manca il respiro ed i ritmi fin troppo lenti della pellicola rendono la visione angosciante e ambigua, fino ad immergersi nella psiche della giovane donna vittima dei suoi fantasmi.

La Regia

L’intero film è stato girato con in iPhone 7 Plus, un esperimento non da poco per il nostro regista, ma con delle grandi pecche.
Le riprese, con una visuale spesso dal basso verso l’alto e i primi piani disturbanti, conferiscono al film quella caratteristica di horror e dramma psicologico che gli permette di prendersi gioco dello spettatore.
Mentre l’ampiezza dell’inquadratura in “stile grandangolo” circondano lo spettatore di uno spazio angusto, dal quale si vorrebbe fuggire.

 

 

 

 

 

Tra critica e Attualità

In questo film Soderbergh affronta dei temi molto delicati ed attuali, in primo piano vi è infatti lo Stalking, una condotta ancora oggi fin troppo sottovalutata;
il regista esplora la psiche di queste donne (ma anche molti uomini) perseguitate, costrette a cambiar vita e nascondersi, con la costante paura che il loro stalker le possa trovare e far loro del male, suscitando quella terribile sensazione di non essere mai realmente al sicuro.
Soffocate da uomini follemente “innamorati”, ossessionati ed incapaci di rinunciare a loro, disposti a tutto pur di averle.

Steven Soderbergh

Inoltre il regista muove una critica alle istituzioni, al sistema sanitario statunitense colmo di corruzione e strani meccanismi interni con il solo obiettivo di far soldi, sporchi ma pur sempre soldi.

Conclusioni

Unsane è dunque un film sicuramente, per quanto mi riguarda, ben riuscito.
Un prodotto che probabilmente dividerà gli spettatori in 3 parti, chi lo gradirà, chi lo detesterà e chi non capirà se apprezzarlo o meno.
Io mi ritrovo tra la seconda e terza parte; è una storia che sicuramente intriga, coinvolge e lascia sensazioni di un certo spessore emotivo nello spettatore.
Alcune scelte stilistiche sono senza dubbio azzardate e tendono a distrarre e storcere un po’ il naso, ma nel complesso si presenta come una pellicola piacevole e avvincente.

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