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La fidanzata di Minami di Uchida Shungiku – Recensione

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Cosa fareste se la vostra fidanzata si rimpicciolisse improvvisamente? La premessa del manga La fidanzata di Minami di Uchida Shungiku (Coconino Press) è proprio questa: Chiyomi, un giorno, rimpicciolisce diventando alta solo un paio di centimetri e si rifugia a casa del suo fidanzato, Minami. Il ragazzo la tiene nascosta in camera sua, le procura cibo, le crea vestiti adatti alla sua statura insieme ad altri oggetti indispensabili per la quotidianità, dagli attrezzi per il bagno ad una camera da letto completa di tutto. Minami è dolce e comprensivo con Chiyomi e la sua assurda situazione, accontenta ogni sua richiesta, anche quelle un po’ capricciose, e le sta accanto silenzioso e ben conscio che un futuro insieme è difficile

Non si sa se Chiyomi tornerà mai normale e Minami deve stare molto attento a lei, non lasciarla troppo sola e prendersi cura dei suoi bisogni. Ci sono poi i forti sentimenti dei due ragazzi, in particolare il desiderio di Minami di avere una qualche intimità con Chiyomi, di poterla toccare e amare come quando era normale. Difficile, però, resistere quando gli ormoni scalpitano e le compagne di classe si avvicinano sempre più a Minami, visto che la sua fidanzata è scomparsa nel nulla. L’amore del ragazzo, però, è forte e nonostante le difficoltà e le incertezze verso il futuro, farà di tutto per la sua fidanzata, fino all’ultimo…

Un design accattivante

Innanzitutto voglio menzionare un attimo la copertina che ha un taglio e un design che non avevo mai visto prima. La prima copertina di sole immagini semi-nasconde la seconda copertina, con titolo, la trama e ideogrammi. Sicuramente attira il lettore a prendere questo volume, sfogliarlo e alla fine, forse, acquistarlo pure. Almeno questa è stata la mia esperienza trovandolo esposto nella mia fumetteria. E sfogliandolo brevemente i disegni semplici e minimali e la trama mi hanno attratto. Leggendolo poi mi sono resa conto che la storia era molto bella. E non vi preoccupate che se non siete esperti di manga: c’è una bella spiegazione su come leggerlo e anche un interessante saggio sull’autrice.
La fidanzata di Minami sembra inizialmente una storia divertente e anche banale ma che alla fine fa riflettere, mostrando le difficoltà di amare e convivere con una persona diversamente abile. La situazione in cui si trovano Minami e Chiyomi la possiamo vedere come una metafora. Si mostra la vita di chi si trova ad occuparsi quotidianamente di una persona che ama ma che non può vivere da sola a causa della sua disabilità. Una cosa che colpisce per il suo attaccamento alla realtà e per la  giovane età dei due ragazzi e dei problemi, più o meno seri, davanti ai quali si trovano a dover affrontare, insieme.

Semplicità e riflessione

Un aspetto interessante e reale, che si capisce e apprezza proseguendo la lettura del volume. Il divertimento e la spensieratezza dei primi capitoli lasciano pian piano spazio a riflessioni più profonde che mettono a dura prova non solo i protagonisti, ma anche il lettore che intanto si è affezionato ai due ragazzi e spera in un lieto fine. Un lieto fine che non c’è e il finale è alquanto amaro e triste (non posso negarlo), ma ha il suo perché. Si comprende la scelta dell’autrice di far finire così la storia e, anzi, ci si rende conto che non poteva finire diversamente, purtroppo.
Una storia piacevole e leggera, ma che racchiude riflessioni e anche qualche insegnamento. I disegni nella loro semplicità e schematicità sono comunque efficaci, rendono molto bene il movimento e le emozioni dei personaggi, la differenza di statura di Minami e Chiyomi e i loro corpi, anche nella loro nudità. Non viene nascosto nulla: sia il disegno che la storia non nascondono davvero nulla al lettore che si affeziona e si riconosce nei personaggi, simpatizzando per loro. Anche se il finale potrebbe lasciare un po’ di amaro in bocca La fidanzata di Minami è una bella lettura, per nulla pesante e che nella sua semplicità fa anche riflettere.

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