Marte
(Afp)

Negli scorsi giorni le pagine di scienza dei siti web più autorevoli (e non solo) hanno titolato “Acqua liquida su Marte”. Frase che probabilmente non ci suona nuova; e allora dov’è l’eccezionalità? Cosa cambia davvero questa volta rispetto ai precedenti annunci? Procediamo con ordine.

Chi ha condotto la ricerca?

Un team italiano composto dai ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), Agenzia spaziale italiana (Asi), Università di Roma Tre, Cnr, Università di Chieti e Università di Roma La Sapienza che hanno pubblicato la scoperta di un bacino d’acqua (liquido) sotto la calotta di ghiaccio del Polo Sud marziano.

Marte
(Ansa)
Cosa rende questa scoperta su Marte eccezionale rispetto alle precedenti?

I dati, forniti dal radar italiano Marsis che si trova a bordo della sonda europea Mars Express, hanno rivelato ai ricercatori italiani la presenza di un bacino “stabile” alla profondità di 1.5 chilometri. E’ già noto da anni che sul pianeta rosso fossero presenti corsi d’acqua e bacini in superficie. Come anche la presenza di ghiaccio, o addirittura proprio di acqua liquida, ma non erano permanenti. Le condizioni climatiche non permettevano infatti di poterli definire stabili. La grandezza della scoperta questa volta sta proprio nell’aver individuato un bacino sotto la superficie che non ghiaccia, ma rimane allo stato liquido.

Marte
(Ansa)
E ora cosa dobbiamo aspettarci?

La vita. Sì, perché arrivati a questo punto abbiamo completato il quadro delle precondizioni che garantirebbero lo sviluppo della vita. Il susseguirsi degli “indizi” scoperti negli ultimi anni, e quest’ultimo in primis, potrebbero far pensare anche a “una nicchia biologica”

Cosa ne pensate di questa scoperta? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto e continuate a seguirci su nerdpool.it

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