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Better Call Saul 4 – Finale di una grande stagione

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ARRIVA AL TERMINE ANCHE LA QUARTA STAGIONE DI BETTER CALL SAUL. LA SERIE SPIN-OFF DI BREAKING BAD CHE SI AVVICINA SEMPRE PIU' AL SUO COMPIMENTO

E’ stata rilasciata da ieri sulla piattaforma di Netflix, la decima e ultima puntata della quarta stagione di Better Call Saul.

Chi va piano …

Essendo questa serie uno spin-off dell’acclamata da critica e pubblico Breaking Bad, la maggior parte del pubblico si è avvicinata alla serie per continuare a respirarne la sua aria.
Meth, narcotraffico e pollo fritto, tutto ciò che ognuno possa desiderare da una serie TV.

Better Call Saul rispetto alla “serie originale” si presenta come prequel ed è dunque completamente fruibile anche dai non conoscenti del mondo di Walter White e Jessie Pinkman.

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Dopo anni di trepidazione, però, finalmente un passo dopo l’altro, con stenti e riprese ci siamo quasi.
Finalmente Better Call Saul si avvicina alla time line narrativa di Breaking Bad.

Better Call Saul

Better Call Saul accosta Breaking Bad

Sono tantissime le svolte che questa stagione ha rivolto verso l’universo seriale che ha tanto fatto innamorare serial addicted e non.

Iniziando dallo sviluppo della malattia del capostipite della famiglia Salamanca, arrivando all’introduzione di personaggi già conosciuti, questa stagione presenta più di tutte grandi passi in avanti.

In primis dopo anni si capisce la provenienza del nome con il quale conosciamo James McGill in Breaking Bad: Saul Goodman.

Viene inoltre svelato in questo arco narrativo come e con quali mezzi Gus crea il suo laboratorio sotterraneo, nel quale si cucinerà la famosa blu sky meth.

Un degno finale di stagione

Giunti alla decima puntata della stagione, Jimmy coadiuvato dall’aiuto della sempre presente Kim, deve presentarsi davanti una commissione di avvocati.

Questa volta però non è il difensore di qualche sbadato spacciatore, bensì di se stesso.
La missione di giornata è riottenere il permesso di tornare a praticare il mestiere di avvocato.

Il piano è semplice e conciso, stupire la giuria, arrivare ai loro cuori cercando di risultare il più vero possibile.

La pratica di impietosimento nei confronti della giuria prevedeva la lettura di una lettera ricevuta in testamento dal fratello defunto Charles.

Durante la lettura Jimmy però ha un tracollo emotivo, non riesce a sfruttare la lettera che ritiene troppo personale per essere condivisa.

Per la prima volta in questo frangente vediamo un Jimmy indifeso, quasi rassegnato a delle spoglie mortali invece di quelli di una roccia dura estranea ai sentimentalismi.
Questo suo comportamento estremamente sensibile rende possibile la sua riammissione all’albo degli avvocati.

A colloquio con Kim rivela però quanto tutto quello appena detto fosse una messa in scena.
Questo riporta Kim, e spettatori compresi, coi piedi per terra e le fa capire con assoluta consapevolezza la visione patologiacamente machiavellica che Jimmy ha della vita.

In chiusura assieme i moduli della riammissione Jimmy richiede quelli del cambio di nome con il quale desidera professare e alla domanda di quale nome si tratti risponde con un:
” It’s all good man”

Saul Goodman
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