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Dada Adventure – La Recensione

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Oggi parliamo di Dada Adventure, manga di stampo tutto italiano. Con casa editrice Mangasenpai, collana di Progetto Idea dedicata alle produzioni editoriali a fumetti. Il prezzo di copertina è di 6,90€ per un manga in formato Tankobon 12×16,5 cm e circa 200 pagine tutte da leggere con lettura alla occidentale. A dare origine a questa idea i due autori: Leonardo Barghella curatore del soggetto, dei disegni e della grafica e Alessandro Starace curatore del soggetto e della sceneggiatura della storia. La serie, pubblicata nel 2017, è tutt’ora in corso e conta finora 3 manga usciti.

Gli Autori

Nel 2012 nasce la collaborazione tra Leonardo Berghella e Alessandro Starace. Disegnatore il primo e sceneggiatore il secondo. Tale collaborazione porterà nel 2014 alla nascita della pagina Facebook Cocorito Studio. Proprio da questa collaborazione, vediamo la creazione di una nuova web-comic che sarà presto conosciuta come Dada Adventure nel 2015. La serie verrà messa in pausa l’anno successivo, per dedicare spazio alla sua pubblicazione in formato cartaceo, offrendo un reboot della stessa. Nel 2017, sotto l’ala della casa editrice Mangasenpai, vediamo la nascita del primo manga italiano di successo Dada Adventure.

Una serie di influenze ma una chiara personalità per Dada Adventure


Una misteriosa bambina con una forte tenacia. Ecco a voi Dada Adventure
Una misteriosa bambina caduta dal cielo, chissà di cosa è capace?

La trama

La storia narra le vicende bizzarre di Dada, una misteriosa bambina dal passato e dalle origini ignote. Dada si risveglierà in una terra a lei sconosciuta senza alcun amico ma sarà proprio il suo primo legame, il troll Grenf OldHeart, ad iniziarla in questo magico mondo, donandole una piccola guida di avventurieri. Partita all’avventura sotto suggerimento del troll, spinta da un forte senso di curiosità ed esaltazione, si unirà presto a nuovi avventurieri. Questi personaggi presentano una propria caratterizzazione. Ognuno con delle caratteristiche uniche ma tutti, così come i lettori, conquistati dal carisma della bambina misteriosa. L’obiettivo di Dada? Farsi nuovi amici e partire all’avventura, esplorando il mondo che la circonda e sè stessa.

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Il lettore, trascinato da questo nuovo mondo, come  Dada, avrà l’impressione di partecipare in prima persona a questa meravigliosa avventura. Scoprirà ad ogni lettura i pezzi di questo puzzle: visiterà città di stampo medievale, foreste incantate, scalerà montagne e affronterà diversi tipi di trappole lungo il percorso, crescendo sempre di più, pagina dopo pagina.

Le influenze ci sono ma Dada ha carattere !

All’interno del manga non mancano le citazioni, o riferimenti, a personaggi dei manga più famosi. Questo lo si può notare nello stile del disegnatore: i tratti dei personaggi secondari  strizzano l’occhio a personaggi di saghe che tutti noi conosciamo come Dragon Ball o One Piece. Abbiamo alcune volte posizioni, smorfie o gesti che lo possono far ricordare ma se in questi possiamo vedere una nota di riferimento e di ispirazione, siamo sicuri nell’affermare che i personaggi principali di Dada Adventure possano mostrare tutte le caratteristiche e lo stile del suo creatore Leonardo Berghella.

A non mancare, nella sceneggiatura, sono i tipici riferimenti che si hanno nei giochi di ruolo: luoghi d’esplorare, equipaggiamenti da conoscere, caratteristiche da scoprire, individui da derubare, risse in locanda e tornei d’affrontare. Nel leggere i capitoli spesso mi immagino una sessione intorno ad un tavolo, con le stesse GAG che possono accadere durante la giornata. Tutto ciò offerto dalla penna di Alessandro Starace.

Un’ avventura piena di risate

Dada Adventure è un manga fantasy. Un racconto fantastico dove possiamo riconoscere l’eredità della fiaba. Non viene a mancare una chiave di lettura ironica e comica al suo interno. Come GuguGuru il girotondo della magia è una parodia di vecchi giochi di ruolo giapponesi, possiamo intravedere in Dada Adventure un modo per raccontare e ridere dei giochi di ruolo cartacei occidentali.


Non mancano le tipiche battaglie da shonen in Dada Adventure
C’è sempre un nuovo tipo di sfida per Dada

Interessante sono anche le pagine extra tra capitoli, dove possiamo esplorare in modo più “meccanico” il mondo di Dada Adventure. Ci viene mostrato l’equipaggiamento del gruppo, le loro statistiche, la loro crescita, la descrizione delle varie razze e vari approfondimenti sugli elementi tipici che compongono questo sistema.

Un mio personale parere

La storia è ben narrata e ogni vicenda, oltre a presentare nuovi personaggi e nuovi elementi che compongono il biosistema del mondo di Dada, viene collegata con la precedente. Tra le vignette esiste un flusso narrativo che non si interrompe mai. Un esempio sono nelle scene di viaggio, dove i personaggi non parlano ma vengono raccontati con la semplice rappresentazione visiva. Se da una parte abbiamo quindi un racconto fluido, divertente, che non annoia il lettore ma che lo spinge a leggere, dall’altra abbiamo un disegno che riesce ad esprimere le emozioni che i personaggi stanno provando, e molte volte possiamo notare una certa cura nei dettagli. Cura nata proprio dall’influenza di stili ben più maturi, come possono essere quelli di un Oda o di un Toriyama.

Questa influenza è ben visibile e potrà far storcere il naso ai non amanti di queste serie. Io stesso, leggendo in modo superficiale le prime pagine, mi sono trovato a provare un sentimento contrastante con l’opera. Piccola nota negativa è l’impressione che danno alcune vignette sul bordo sinistro del manga. Sembra che la scena sia stata tagliata o che ci sia un pezzo mancante, viene da pensare che la larghezza del volume del manga sarebbe dovuta essere più ampia.

Dada dovrà imparare molto

Dada non risplende di un “character design” accattivante e ricercato, tipico di queste genere. Continuando sulla protagonista, non si riesce ad entrare in empatia con essa. Non si riesce ad inquadrare nel suo complesso, o a comprendere cosa la spinge, a fare determinate azioni. Possiamo supporre che venga guidata da tipici sentimenti primordiali quali rabbia, gioia e curiosità.


Niente one piece per me, preferisco stare in Dada Adventure
“Ho cercato il tesoro dei pirati, poi ho smesso ed eccomi qui”

Conclusioni

Bisogna prima inquadrare il manga. Dada è una tela bianca. Così come il lettore che si approccia alla lettura. Dada cresce con il continuare della sua avventura, si evolve e così il lettore impara a conoscere il suo mondo e i suoi personaggi. Tra risate, scene comiche e situazioni improbabili. E’ il caso di dire, preso in mano il primo volume, di non giudicare il libro dalla copertina. La serie di Dada Adventure è comunque di facile lettura, un manga che si fa leggere con piacevolezza ma che non ignora quei dettagli che rendono il suo mondo vivo. Pulsante di una propria energia.


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