Uno delle regole che ogni buon recensore di cinema dovrebbe avere è il non farsi prendere troppo dalle aspettative per un determinato film. 
L’hype è un’arma a doppio taglio. Se da una parte ci permette di vivere positivamente l’arrivo di un film, dall’altro, a meno che il titolo non sia eccelso per i nostri standard, ne rimarremo delusi. 
E’ questo il caso di Venom.

Vi avevamo parlato già qualche giorno fa del film evitando gli spoiler. La pellicola però ha diviso in due il pubblico, e se quell’analisi era pro Venom, questa decisamente no.

Venom

La recensione

Non perdiamoci ulteriormente in chiacchiere e iniziamo a parlare di Venom, e da questo momento è attivo l’allarme SPOILER.

Per la trama vi rimando alla recensione uscita prima di questa, sarebbe infatti inutile ripetersi.

Precisiamo che quest’articolo analizzerà la parte puramente cinematografica del film e solamente in piccola parte sfrutterà la parte cartacea per muovere critiche alla pellicola.

Venom

Spesso la nostra passione per il cinema si scontra con la passione per i fumetti. La maggior parte dei cinecomics infatti, sono spesso vittime di pesanti accuse da parte della critica, mentre il pubblico continua ad apprezzarli.

Venom, presenta fondamentalmente sei problemi principali:

  • cattiva distribuzione dei tempi;
  • scrittura quasi inesistente;
  • caratterizzazione dei personaggi;
  • il villain;
  • il doppiaggio;
  • buchi di sceneggiatura.

Andiamo ad analizzare insieme questi punti, che rendono il film difficile da godere per gli amanti del cinema.

Scrittura

Le aspettative per Venom erano elevatissime. Era dal lontano 2007, ovvero da Spider-Man 3,che il pubblico non rivedeva sul grande schermo il simbionte più amato di sempre.
Uno dei dubbi principali che ha tormentato i fan nei mesi precedenti all’uscita del film è stato il chiedersi come il personaggio sarebbe potuto esistere senza la presenza di Peter Parker nel film.

Venom

La pellicola però si regge bene anche senza il ragno e la sua assenza non è pesante. Oltre a questo però il film sembra quasi essere stato scritto in modo meccanico.

Una limitazione è stata posta dalla scelta della produzione di rendere il film accessibile quasi a tutti, classificandolo PG-13, anche se la pellicola è tranquillamente visibile da tutti, bambini compresi, vista la completa assenza di sangue e le scene di violenza che si contano sulle dita di una mano

Con tante storie possibili si è deciso di non rappresentarne “nessuna” e di definire Venom uno sfigato. Il personaggio è carico di brutalità e di cattiveria e, fumettisticamente parlando, piace proprio per questo. Lo spettatore però non dovrebbe dispiacersi per la morte del simbionte, proprio per la crudeltà intrinseca del soggetto.

Venom

Il film è stracolmo di citazioni, ma senza che queste siano funzionali allo svolgimento del film.

I personaggi

Ad accompagnare una sceneggiatura scarsa si affianca una caratterizzazione dei personaggi pessima. 
Difficilmente si riesce ad entrare in sintonia con il protagonista e gli altri attori.

Per quanto Tom Hardy sia un ottimo attore, non riesce a salvare un personaggio che è fondamentalmente privo di ogni profondità di sorta e, la sua interpretazione sopra le righe, fa addirittura storcere il naso in alcune scene.

Se il personaggio principale è così poco caratterizzato vi lascio immaginare i restanti interpreti.

A questo quasi inesistente approfondimento dei personaggi, si aggiungono le reazioni umane dei comprimari che sono tutto fuorché normali. 
Il personaggio di Anne Weying, compagna di Eddie, interpretato da Michelle Williams, quando vede l’ex ragazzo trasformato in Venom grida per cinque secondi per poi trattare Brock come se fosse una persona normale.

Il problema della distribuzione dei tempi

La pellicola sul simbionte dura poco meno di due ore (112 minuti per la precisione). Il problema è che nei primi 56 minuti di film succede poco o nulla. 
Nella prima parte ci viene descritta la vita di Eddie Brock e gli sceneggiatori provano a farci entrare in sintonia con il personaggio, senza però, come già detto, mai riuscirci. Immaginate, pertanto vedere per tutta la prima metà del film, situazioni in cui non ci sentiamo coinvolti e che subiamo passivamente.

Venom

Ovviamente invece, la seconda parte deve compensare tutto quello che non è successo fino agli ultimi cinque minuti della prima, ed è pertanto una serie di scene velocissime che servono solo a portare il film alla conclusione.

Venom vs Riot

Se Venom riusciamo a vederlo solo a ridosso della fine del primo tempo, Riot è mostrato subito.
Sfuggito dal controllo della Life Foundation, infatti, il simbionte riconosciuto come leader anche da Venom stesso, si “vede” fin dalle prime scene del film.

Venom

Il problema è che ritroviamo Riot nella sua vera forma solo negli ultimi dieci minuti della pellicola, durante il combattimento finale tra i due simbionti e in pochi altri momenti. Di lui sappiamo solo che vuole invadere la Terra per assorbirne tutti gli elementi nutritivi, e lasciarla spoglia e deserta.

I buchi di sceneggiatura

La parte più dolente del film, merita una categoria a sè. La pellicola non riesce ad essere coerente con se stessa.

Durante gli esperimenti condotti da Colton Drake, CEO della fondazione e controparte umana del villain, ci viene detto che i simbionti devono avere una certa percentuale di compatibilità con l’ospite, cosa che viene ribadita da Venom più avanti.

Come possiamo vedere sin dai primi minuti però Riot sembra non seguire questa legge, anche se il simbionte “cattivo” sembrerebbe più zombificare i suoi ospitanti, che conviverci, passando da una persona all’altra.
Anche Venom, però non rispetta la regola e per salvare Eddie dalle grinfie della Life Foundation si “fonde” con Anne, dando vita a She-Venom (ed ecco qui la parte eccessivamente citazionistica del film).

Venom

Altro buco profondo di sceneggiatura è nella scena finale. I simbionti sono deboli al fuoco, che è uno dei pochi modi di ucciderli. 
Venom, sfrutta proprio le fiamme dell’esplosione del razzo per distruggere Riot, ma nell’incendio viene coinvolto anche lui. Nel tentativo di salvare il giornalista, il simbionte gli fa da paracadute ma prende fuoco. Prima di morire però pronuncia questa frase:

“Addio Eddie”

Così facendo, il film ci lascia intendere che Venom effettivamente muoia alla fine della pellicola. Dopo qualche scena però rivediamo Brock parlare con il simbionte, senza che ci venga mostrata alcuna scena che ci faccia capire che Venom sopravviva dopo l’incidente. 

Mi auguro che il problema in questo caso sia stato un errore di adattamento dei dialoghi, altrimenti l’errore è grave.

Il doppiaggio

Il voice acting è il minore dei problemi della lista, ma è giusto anche parlare di queste cose in una recensione.

Venom

Il doppiatore di Tom Hardy è Adriano Giannini, diventato famoso per aver dato voce a Heath Ledger nel Cavaliere Oscuro. Il problema è che non tutti i personaggi sono Joker
Un bravo doppiatore dovrebbe essere in grado di dare una inflessione e delle sfumature nuove alla propria voce, adattandosi al personaggio che ha sullo schermo, e non riutilizzare voci già rese iconiche dal film di riferimento.

Conclusioni

Quando vado a vedere un film mi trovo sempre nella situazione di dover discutere con persone che non prendono il cinema in modo “serio” e che trovano film tecnicamente discutibili, belli.

Qui però non si parla del gusto personale, bensì di dati oggettivi. Venom, infatti a chi guarda i film solo per puro divertimento, potrebbe piacere. Chi guarda apprezza anche il lato tecnico, invece, non potrà fare a meno di notare certi problemi.

Il film pertanto non ha soddisfatto le mie aspettative e spero che il sequel riesca a risollevare le sorti del nuovo universo appena nato.

Venom

Menzione d’onore va fatta alla colonna sonora, su temi molto moderni e attuali, con la canzone dei titoli di coda scritta e cantata da Eminem (che scherzosamente definisco con i miei amici “la parte migliore del film”).

Ma personalmente sono molto interessato ai vostri commenti sul film. Fatemi (e fateci) sapere come avete trovato Venom con un commento.

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