Nel corso dell’estate appena conclusa, Discord, la piattaforma di VOIP che negli ultimi anni ha sostituito prepotentemente colossi come Skype e TeamSpeak, ha deciso di fare competizione anche allo store su PC per antonomasia: Steam. Tra le varie funzionalità che il client offre come alternativa al negozio di casa Valve, l’esclusività temporanea di alcuni titoli ci ha portato giochi come At Sundown.

At Sundown

Sviluppato da Mild Beast Games, quello che ci troviamo davanti è un connubio tra Hide and Seek, il party game più famoso al mondo ed uno sparatutto con visuale dall’alto (in pieno stile Bomberman). Riuscirà questo insolito mix a fare breccia tra gli appassionati dei party games?

Gangster from the Unknown

At Sundown ci propone un viaggio in una società non troppo avanti rispetto alla nostra e di interpretare quattro membri delle bande che ogni notte si scontrano in combattimenti d’armi all’ultimo sparo. Sebbene tutta questa premessa è stata ricavata semplicemente analizzando tutte le ambientazioni (ben sei, divise in altrettante minimappe che variano la difficoltà degli ostacoli) e i personaggi fino ad ora presentati, è evidente come al titolo manchi una vera e propria identità, basandosi su concept stereotipati in quanto al design degli avatar, senza però andare ad approfondire l’origine del proprio mondo.

At Sundown

E sebbene in un party game la storia non sia la componente principale, qualche paragrafo per ogni personaggio avrebbe reso giustizia a personaggi anonimi e che non offrono nulla che li differenzi l’uno dall’altro agli occhi del giocatore, andando così a penalizzare la longevità generale del titolo.

Mezzanotte di fuoco

Una volta selezionato il proprio avatar ed impostato la partita (scegliendo tra tante modalità di gioco disponibili e opzioni extra), i giocatori verranno sparsi nella mappa e lasciati a loro stessi, in mappe dove a farla da padrone è il buio e dove le loro uniche fonti di luce saranno sparse nel campo di battaglia o a portata di mano. Infatti, una volta celati nell’ombra, gli avatar diventeranno completamente invisibili ma anche facilmente rintracciabili una volta utilizzata un’arma da fuoco. La vittoria arriverà solo a chi riuscirà a sopravvivere di più in maniera più stealth possibile, talvolta utilizzando power-up come un semplice scudo o una ben più silenziosa katana.

At Sundown

Per quanto riguarda le armi a disposizione, possiamo ritenerci più che soddisfatti. Il gioco promuove vari stili di approccio, che vanno dal più diretto come può essere un fucile a pompa, al più silenzioso di un fucile da cecchino. Inoltre, tutte le armi sono dotate di un fuoco secondario che promuovono strategie alternative per poter ostacolare il rifugio del propri avversari. Infine, ogni personaggio è dotato di un dash attivabile tramite la pressione di un semplice tasto, che ci permetterà non solo di fuggire a delle imboscate improvvise, ma anche a tenere d’occhio (o a rivelare) la posizione del nostro personaggio.

Hotline and Field

Le mappe, come detto in precedenza, si dividono in 6 aree specifiche e suddivise in mappe grandi o piccole, a seconda della difficoltà degli ostacoli che il giocatore preferisce. Si passerà quindi da zone aperte come il giardino (ideale per scontri puliti senza gimmick) ad arene come la discoteca, dove bisognerà seguire la musica per non essere scoperti. Sebbene il design delle arene è stato progettato egregiamente, alcuni re-spawn risultano troppo vicini ai nostri avversari, rendendo il rientro in gioco dei nostri avatar fin troppo breve e frustrante.

At Sundown

Tecnicismi

Sebbene il gameplay risulta essere il punto principale dell’intera offerta, At Sundown non propone un comparto grafico che fa gridare al miracolo: l’intera presentazione ci è risultata spenta, con texture fin troppo minimalistiche e con arene che nelle loro varie versioni, ci sembrano fin troppo un more of the same. Il comparto sonoro si è rivelato più che buono, con temi originali dedicati ad ogni area di gioco, armi distinguibili tra di loro.

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