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Thronebreaker: The Witcher Tales – Recensione

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Nel Maggio del 2017, CD Projekt Red entrò nel giro dei giochi di carte elettronici con la beta di Gwent, gioco basato sulla popolare serie di romanzi The Witcher scritta da Andrzej Sapkowski, per poi uscire definitivamente su PC il 23 Ottobre 2018. Assieme ad esso, CD Projekt ha provato a rafforzare l’offerta tramite un’espansione single player, Thronebreaker: The Witcher Tales, rilasciata a pagamento. Sarà stata la mossa più saggia?

Thronebreaker

Onora la madre

La storia di Thronebreaker segue le gesta di Meve, regina della Lyria e Rivia privata del suo trono a seguito di una ribellione interna provocata dai Nilfgaardiani e che ha come proprio epicentro Villem, suo figlio. Il giocatore sarà chiamato a prendere il comando di Meve e guidare lei e il suo esercito alla riconquista della corona. Il racconto segue i canoni della serie principale: Saremo noi a decidere che percorso prenderà la sovrana, se sceglieremo di farci strada con un bagno di sangue oppure combattere quando è davvero necessario. Questo, ovviamente, comporta la presenza di multipli finali e di potersi godere il titolo più volte, provando nuove combinazioni di scelte e scoprire ulteriori dettagli sul background di alcuni personaggi.

Thronebreaker

Card Games on Horses

Il titolo si divide tra l’azione sui campi da gioco di Gwent e l’esplorazione di varie mappe dove si svolgeranno le vicende narrate. Nell’overworld potremo interagire con vari NPC, ottenere risorse tra soldi e legna da usare per creare nuove carte, arruolare nuove unità e completare le tantissime quest secondarie a nostra disposizione. Tramite l’accampamento invece, potremo bere un boccale di birra e dialogare con i nostri alleati per scoprire di più sul loro conto, rileggere i rapporti che troveremo sul nostro cammino, modificare il nostro deck e creare delle nuove unità, allenarci contro la CPU e potenziare l’accampamento con strutture più avanzate, che ci permetteranno di avere qualche bonus in più in-game.

Thronebreaker
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La componente Gwent rimane pressoché invariata rispetto al gioco online: due contendenti si sfidano in un tira e molla da tre round dove tra abilità, comandi e truppe, bisognerà portare in campo una board col punteggio più alto possibile. Può capitare però, di trovarsi davanti a partite abbreviate durante una quest e l’altra o in veri e propri rompicapi, dove non basterà la semplice forza bruta per completarli. Se da un lato le partite standard non brillano di difficoltà, una volta comprese le basi e ottenute le carte personaggio ideali per la vostra strategia, i rompicapi sono adatti per chi vuole una sfida interessante e allo stesso tempo divertente.

L’abito reale

La presentazione è notevole. A livello grafico troviamo uno stile artistico da “Graphic Novel” con personaggi non troppo fumettosi che si integrano bene con il mondo attorno a loro e con espressioni ben delineate durante i dialoghi. A livello sonoro, troviamo una soundtrack che, sebbene in alcuni casi possa sembrare ripetitiva, stupisce durante le battaglie più concitate contro un boss.

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