Con i suoi fumetti Stan Lee ha creato un immaginario collettivo talmente potente da segnare nel profondo intere generazioni.

Anche Stan “The Man” Lee, purtroppo, se n’è andato.

Ha lasciato Terra-616, dove per lavoro scriveva fumetti, ed tornato a sedere fra i Celestiali, quegli dei che, in epoche remote, forgiarono l’Universo Marvel e distribuirono i poteri.

L’Uomo e la sua sedia.

Ci ha lasciato uno scrittore che con i suoi fumetti, e i suoi personaggi, è riuscito a cambiare per sempre il nostro immaginario collettivo.

Un cambiamento che è iniziato tanto tempo fa, quando ancora la Marvel si chiamava Timely.

A quel tempo i dirigenti della futura Casa delle Idee erano in cerca di qualcuno che creasse dei personaggi che potessero rivaleggiare con quelli della DC Comics.

Scontro fra Titani.

Compito sicuramente da far tremare i polsi, visto che si trattava di confrontarsi con geniali archetipi come Superman, Batman, Wonder Woman. Insomma, con tutta la Justice League of America al completo.

A Stan Lee, però, viene il classico colpo di genio. 

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità.

Prendiamo per esempio l’ultimo figlio di Kripton: in questo caso è il giornalista Clak Kent ad essere l’identità segreta, non Superman.

Clark Kent è goffo, insicuro, pavido e pieno di difetti.

Questa è l’immagine che si è fatta di noi l’uomo d’acciaio venuto dalle stelle, è il travestimento che Superman deve utilizzare per confondersi in mezzo a noi.

Quando si trasforma in Superman Clark diventa l’eroe perfetto che non ha problemi e che vince sempre. Tutte le insicurezze e tutti gli errori vengono lasciati sulle spalle del suo povero alter ego.

Lo stesso discorso vale sia per Wonder Woman, l’amazone e Dea della caccia, che per Batman, identità segreta sotto cui si cela il magnate, playboy e multimiliardario Bruce Wayne.

Personaggi praticamente senza l’ombra di un difetto e abituati a vincere.

La Casa delle Idee.

Stan Lee prende tutto ciò, lo ribalta contro i super eroi stessi e lo mette nei suoi fumetti. Crea così i primi super eroi con i super problemi.

Un intuizione che gli permette di creare quel Peter Parker che, nel costume dell’Uomo Ragno, causa la morte di suo Zio Ben ponendo sulle sue spalle un’enorme responsabilità verso tutto e tutti.

Il famosissimo arrampicamuri è uno di quei pochi personaggi che, oltre a combattere i cattivi, fra l’altro, deve fare fare i conti anche con una costante mancanza di quattrini.

Da vita al tragico destino del Dottor Banner, un uomo costantemente diviso fra la razionalità dell’uomo di scienza e la totale e incontrollata distruzione causata da una bestia verde e senza freni che risponde al nome di Hulk.

Il moderno cavaliere

Delinea, nei suoi fumetti, un industriale come Tony Stark. Un uomo schiavo di se stesso e in continuo conflitto con i propri demoni, sia materiali che creati dai fumi dell’alcohol, che cerca redenzione diventando il cavaliere in ramtura Iron Man.

Ci racconta di come Thor, il Dio Asgardiano del Tuono, uno dei figli di Odino, venga imprigionato in un bastone sulla Terra come cosguenza dei suoi mal celati sentimenti troppo umani e troppo poco divini.

Crea Daredevil, il primo supereroe non vedente.

Grazie a Stan Lee, e ai suoi nuovi fumetti, la Marvel spicca il volo. I lettori si accorgono subito della differenza, si affezionano subito a questi nuovi eroi un po’ più umani e ne decretano un successo senza precedenti.

Gli eroi Marvel solcano i cieli, questo è indubbio, ma facendolo portandosi addosso un senso di umanità molto ben rappresentato.

Eroi in continua evoluzione.

Quello che “The Smiling” lascia a noi tutti è un pantheon di personaggi che non deve solamente lottare contro spietati supercattivi, ma deve fare i conti anche con la vita di tutti i giorni.

Crea il supereroe moderno

Che dire ? Grazie di tutto, Stan. Soprattutto perchè, come già detto da qualcun’altro, senza di te non saremmo stati noi. Excelsior.

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