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Baby e Netflix accusate di favorire la prostituzione minorile

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La nuova serie tv italiana, “Baby”, è disponibile da ieri su Netflix, e dopo Le Terrificanti avventure di Sabrina e 13 Reasons Why, anche lei si trova al centro di una bufera.

baby netflix

La storia è liberamente ispirata alla vicenda delle baby squillo dei parioli del 2013, e non solo. La serie vuole far luce su cosa vuol dire davvero essere giovani oggi nella capitale, una storia vera che parla di adolescenti che hanno un disperato bisogno di amore.

La serie è ora accusata dal National Center on Sexual on Exploitation (NCOSE) di Washington di favorire e promuovere la prostituzione minorile.

La storia è però solamente ispirata fatti realmente accaduti. Gli autori hanno ribadito più volte che, l’intento non era quello di spettacolarizzare il tema della prostituzione ma, di puntare piuttosto sullo schema del romanzo di formazione e raccontare la difficile adolescenza dei personaggi coinvolti.

baby netflix - 13 reasons why

Le accuse

Però, secondo il NCOSE la serie tv mostrerebbe solo: 
 “un gruppo di adolescenti che entrano nel mondo della prostituzione come se si trattasse di una versione glamour di una parabola di formazione. Per le leggi federali, statunitensi e internazionali, qualunque individuo, non ancora diciottenne, sia coinvolto in rapporti sessuali a pagamento è da considerarsi vittima di prostituzione minorile. Nella vicenda reale a cui Baby si ispira, la madre di una delle adolescenti coinvolte è stata arrestata per sfruttamento della prostituzione minorile“.

Non è la prima volta che l’associazione attacca Netflix e la nuova serie. All’inizio dell’anno quando la serie è stata annunciata il NCOSE si è mobilitato, insieme ad altri 55 sopravvissuti allo sfruttamento sessuale, consegnando a Netflix una lettera in cui esprimevano preoccupazione per il nuovo show.

Dan Hawkins direttore generale del NCOSE afferma che la piattaforma streaming è interessata solo ai propri profitti. Ha poi puntualizzato che nonostante siamo al centro dell’era #METOO, Netflix ignora il reale problema dello sfruttamento sessuale e delle vittime di tali abusi:

Mentre il mondo è nel pieno della campagna #MeToo, Netflix si dimostra completamente sorda alla realtà dello sfruttamento minorile. Nonostante le proteste, continua a promuovere e celebrare la prostituzione insistendo su titoli come Baby, dando priorità al guadagno rispetto alle rimostranze di chi è davvero stato vittima di abusi“.

Non è la prima volta

Non è la prima volta che la piattaforma streaming  si trova al centro di pesanti critiche. Sono state molte le serie Netflix accusate di diffondere messaggi sbagliati per gli adolescenti. A Insatiable, ad esempio, fu rimproverato di promuovere il fat-shaming, e a 13 Reasons Why di minimizzare bullismo ed autolesionismo.

E voi avete visto Baby? Cosa ne pensate?
Fatecelo sapere nei commenti 🙂

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