Dylan Dog incontra Martin Mystère (e non solo) per la terza volta e si stavolta si scatena davvero l’Inferno.

1990: Dylan Dog e Martin Mystère si incontrano per la prima volta, scatenando forze oscure.
1992: Il Detective dell’Impossibile e l’Indagatore dell’Incubo si ritrovano, rischiando di provocare addirittura una catastrofe!
2018: I due si riuniscono ancora, ma questa volta viene ridestato un orrore direttamente dall’inferno, dove il nero cuore di una mente malvagia è deciso a tutto pur di non far ritorno alla sua prigione.
E per Martin e Dylan è l’inizio di una caduta in fondo a un abisso…

Questo è il lancio che ha accompagnato l’uscita di questo terzo speciale Dylan Dog & Martin Mystère, certificando che in SBE questo, e il prossimo, saranno gli anni dei team-up e dei crossover.
In queste ultime settimane sono infatti arrivati in edicola Dylan Dog/ Morgan Lost, Zagor/Brad Barron e questo Dylan Dog/Martin Mystère.

Iniziamo da quest’ultimo team-up perché, a mio parere, è quello che maggiormente rende l’idea di quello che ci aspetta nel 2019.

Questo terzo capitolo delle avventure dei due detective dell’insolito di Casa Bonelli possiamo considerarlo una pietra miliare perché per la prima volta si rende manifesto che Zagor è il centro e il cuore del Bonelliverse. Dylan Dog & Martin Mystère probabilmente getta le basi (assieme al team-up con Brad Barron) per quel Crossover tra la SBE e la DC Comics annunciato al keynote di Lucca.

Due facce della stessa medaglia. Dylan e Martin nel tradizionale silenzio imbarazzato.

In questo albo, infatti, non assistiamo sono alla terza avventura congiunta tra i due, ma a una vera e propria sarabanda di personaggi Bonelli più o meno noti.

La storia, quindi. Devo dire che in questa lunghissima avventura che inizia con Jerry Drake e finisce con il pronipote di Quattrocchi ci passa veramente di tutto.

Nazisti pazzi, sciamanesimo, demoni dell’Inferno, murchadna e Atlantide, le idiosincrasie di Dylan e la permalosità di Martin, Dee e Kelly, Angie e Altrove. Praticamente un Martin Mystère estivo con un cast allargato, il tutto immerso in un mare di citazioni.

L’idea di Carlo Recagno, poi sceneggiata a tre mani e mezza con Alfredo Castelli (che ha solo dato alcune idee per il soggetto, una quarantina di pagine di sceneggiatura e un’abbondante dose di moral suasion) è quella di confermare la base comune per tutte le future interazioni tra i personaggi SBE ed eventuali visitatori da editori diversi.

Ha la stessa struttura, dicevamo, dell’annual estivo del BVZM tanto per i protagonisti principali della storia (Angie, Dee e Kelly, motori, come al solito loro malgrado, di tutto questo caos) che per le dinamiche narrative, a cui si aggiunge Dylan che è in realtà solo uno strumento nelle mani di alcune sue vecchie conoscenze.

Non poteva mancare un cattivo di alto profilo ma per scoprire chi sia dovrete comprarvi l’albo e leggervelo tutto d’un fiato.

Personalmente sono rimasto un filo deluso da questo hellzapoppin messo in campo da Recagno, certe soluzioni mi lasciano perplesso.
Reputo che non ci fosse tutta questa necessità del continuo penetrare la quarta parete per fare continue battute con lo spettatore. Non vedo la necessità di cercare un effetto umoristico in una storia dai toni drammatici.
Anche se è una pratica ormai diffusa mi lascia sempre una buona dose di fastidio, tanto al cinema quanto, e soprattutto, in una storia come questa.

Di contro, l’essere riuscito a “fondere” i due universi in maniera plausibile e senza strappi (dopo i protagonisti estivi del BVZM abbiamo alcuni comprimari importanti di Dylan come Madame Trelkovski e Lord Wells) è uno dei punti di pregio dell’albo.

Dylan Dog & Martin Mystère
Titan! E l’universo zagoriano è servito.

Recagno e Castelli non si limitano però a far incontrare questi due universi (i team-up in Casa Bonelli sono stati farina del sacco della “Volpe Grigia” Alfredo Castelli sin da tempi non sospetti) ma mette finalmente a confronto i due personaggi.

 Dylan e Martin mettono a nudo il loro carattere e la loro ideologia, anche le loro convinzioni dando finalmente un senso e una chiusa ai diverbi che hanno ogni volta che si incontrano. Ben conosciamo il pragmatismo dell’americano, condito con quel pizzico di cinismo che lo rende il buon personaggio che conosciamo, un carattere che è naturale vada a cozzare con il romanticismo e quell’idealismo fuori dalla realtà che invece rende l’inglese affascinante, specie per le donne.

In quest’avventura avranno la loro personale epifania, come novelli Ebenezer Scrooge scenderanno nell’abisso per completarsi e riconoscere i propri limiti e ritrovare un equilibrio nei rapporti con l’altro fondamentali per capirsi e prevalere sul Male.

Dylan Dog & Martin Mystère
Jerry Drake alias Mister No.

Dylan Dog & Martin Mystèere: L’abisso del male
Soggetto: Carlo Recagno
Sceneggiatura: Carlo Recagno, Alfredo Castelli
Disegni: Giovanni Freghieri, con la partecipazione di Giulio Camagni e Sergio Giardo, e con i contributi di Giancarlo Alessandrini, Luca Enoch, Lucio Filippucci, Nicola Genzianella, Giuseppe Matteoni e Giuseppe Palumbo.
Copertina: Angelo Stano

Albo di 189 pagine, 6.90 € – Disponibile la variant con speciale sovracopertina poster a 9 €.

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