Le Terrificanti Avventure di Sabrina: Un racconto di mezzo inverno – Recensione

Considerando una prima stagione de “Le Terrificanti Avventure di Sabrina” incentrata sul rovesciamento del patriarcato al suono di “Lode a Satana”, non dovrebbe stupire che lo speciale di Natale di Netflix abbia una visione poco sentimentale del natale, o meglio, del solstizio.

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È tempo da dedicare alla famiglia, sia viva che morta, ma è anche un periodo pericoloso. Tra demoni che rapiscono i bambini e folletti di Yule dispettosi, “Le Terrificanti Avventure di Sabrina: un racconto di mezzo inverno” è la puntata ideale per chi è stanco dei soliti racconti sdolcinati di natale. Sicuramente c’è una morale dietro la storia, ma ogni eccessiva dolcezza è mitigata da un bel “Satana ci benedica tutti!”.

Un episodio di collegamento

Non aspettatevi che “Un racconto di mezzo inverno” sia un episodio a parte, è direttamente collegato agli episodi della prima stagione e servirà da introduzione ad alcuni avvenimento della seconda stagione.

Ritroviamo una Sabrina (Kiernan Shipka) dai capelli color platino, con il suo nome scritto ormai nel libro di Satana. Sabrina ha deciso di restare distante dai suoi amici mortali, per dare a loro il tempo di metabolizzare la notizia che lei è una strega. Più difficile sarà per Harvey Kinkle (Ross Lynch) che ammette di continuare a vedere suo fratello morto ogni volta che guarda la sua, ormai, ex ragazza.

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Zia Zelda (Miranda Otto) sta cercando di immedesimarsi nella sua nuova vita da madre, e di scendere a patti con se stessa per il gesto commesso nascondendo la bambina, Leticia, a padre Blackwood. Il cugino Ambrose (Chance Perdomo), nel frattempo si gode lentamente la sua ritrovata libertà, ora che non è più agli arresti domiciliari. Mary Wardwell/Madame Satan (Michelle Gomez), intanto, cerca di capire come mai dopo che ha fatto tutto quello che le era stato chiesto, Satana l’abbia abbandonata.

Yule e il solstizio d’inverno

Un racconto di mezzo inverno” è basato principalmente sulla tradizione di Yule e la festa del solstizio d’inverno, un ruolo chiave viene infatti dato ai Folletti Yule e alla loro madre Grýla.
Questi nuovi personaggi forniscono un ulteriore gradino ai miti in via di sviluppo in “Le Terrificanti avventure di Sabrina” ma, per quanto divertenti e piacevoli nella storia, non sono il fulcro della puntata, che, come sempre, sono Sabrina e la sua famiglia.

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Più spessore per amici e famiglia

L’episodio serve si personaggi, per crescere ed imparare dai loro errori, anche se non sempre ci riescono. Sabrina, per esempio, determina un confine netto tra lei e i suoi amici mortali. Ma, decide però di superarlo, con il suo regalo ad Harvey e il suo tentativo di aiutarlo con il padre alcolizzato. Inoltre, ostinata a parlare con la madre morta, incontrata nel limbo, ingaggia le sorelle sinistre per una seduta spiritica, che avrà però risultati prevedibilmente disastrosi.
Ma, mentre Sabrina decide di non imparare dai suoi errori, Harvey fa l’esatto oppost: Decidendo di non permettere più a nessuna magia – neanche quella benefica – di intromettersi nella sua vita, e questo probabilmente influirà ancora di più sulla loro complessa relazione.

Anche la complessa e sofferta decisione presa da Zia Zelda nei confronti della piccola Leticia, espone la donna ad un emotività molto profonda che avevamo visto davvero poco nella fredda zia Zelda, e che sicuramente avrà importanti ripercussioni anche nella seconda stagione della serie.

E voi avete già visto lo speciale “Le terrificanti avventure di Sabrina: un racconto di mezzo inverno”?
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