una serie di sfortunati eventi 3 - trailer - netflix- neil patrick harris

La terza e ultima stagione di “Una serie di sfortunati eventi” così come gli anni ’80 per Raf è passata fuggevole ma non senza lasciare traccia.
Negli ultimi anni poche serie TV sono riuscite in questa impresa con me, da sempre amante dell’intrattenimento cinematografico su quello serializzato.

Il viaggio meta-fisico

La stagione ha inizio nell’esatto momento in cui avevamo interrotto la precedente: un carretto con all’interno i due Baudelaire maggiori che corre verso un dirupo.
I due si salvano grazie alle rinomate doti inventive di Violet.

Le avventure che porteranno lo sfortunato trio di ragazzini verso il completamento delle loro sventure li farà intersecare con tutti i personaggi principali delle due stagioni precedenti.

Ricca di incontri e scontri con amici e nemici è la strada che porterà i componenti della famiglia a trovarsi e perdersi l’un l’altro per lo scopo comune.

La sentenza finale con il quale tutte le dis-avventure della famiglia Baudelaire dovrebbero concludersi è presieduta dal primo lume di speranza dei ragazzini dopo la perdita dei genitori: il Giudice Strauss.
La presenza però di una giuria corrotta finirà con l’incrinare tutto.
Altro monito di come in degli eventi così resi infantili nei suoi mezzi ci sia una profonda critica sociale da parte dell’autore.

La conclusione delle avventure dei ragazzini Baudelaire li porterà a marcare la struttura ciclica con il quale è stata creata la loro storia, così come quella della vita di ognuno di noi.

Con la sconfitta del conte Olaf, che in punto di morte ha un lume di redenzione, i ragazzi hanno un’opportunità unica.
Prendere finalmente in mano la loro vita senza l’influenza di personaggi che dalla loro custodia trarrebbero solo beneficio personale.

La vita dei Baudelaire così come quella di una neonata, nipote del narratore primo amore della madre dei ragazzi Baudelaire (la famosa Beatrix), è pronta per essere riscritta.

Da un inizio sulle cime del monte Irto alle profondità dell’oceano fino ad arrivare alla superficie marina.
Il tutto è legato da un filo rosso, una zuccheriera.
Il contenuto della zuccheriera così come previsto potrebbe anche andare in secondo piano, se solo non fosse per il suo impiego farmaceutico.
Lo “zucchero” non è niente di più di un espediente per la concentrazione della bramosia di ognuna delle fazioni più o meno buone dell’opera, che in fine sarà completa di buone speranze per il futuro.

Il viaggio che da fisico diventa geografico mostra come la rinascita dei giovani Baudelaire dalle ceneri sia degno di una fenice che ha imparato a crescere sotto il calore della brace.

Una serie di sfortunati eventi 3

Conclusioni

Nel suo complesso nell’ultima così come nelle due precedenti stagioni “Una serie di sfortunati eventi” ha un grande pregio, non si smentisce mai rimane sempre coerente.
Coerente con le premesse con le aspettative e con il rapporto che ha con lo spettatore.

La produzione prende sì spunto dalle opere letterarie di Lemony Snicket scritte per un pubblico più infantile, ma non risulta certo distaccare l’attenzione da temi più attuali nella vita dei più vissuti.

Sono inoltre ragguardevoli e da notare le citazioni che la trama degli episodi dedica ad altre opere.
Richiami/omaggi che innalzano la narrazione dei fatti di “Una Serie di Sfortunati Eventi” anche a un pubblico più affine a un intrattenimento più “raffinato”.

Un esempio su tutti è la piccola Sunny che salva i fratelli facendoli scivolare sopra uno slittino lanciandosi all’urlo di “Rosabella”, la famosa chiave di volta di uno dei film più celebri di Orson Welles.

Inoltre, in approdo sull’isola dove hanno passato un periodo anche i propri genitori i Baudelaire vengono accolti da una bimba chiamata Venerdì, così come nei libri di Robinson Crusoe.

L’evoluzione delle persone e dei personaggi è anche uno dei temi che sicuramente entrano a far parte della disamina della serie nel suo totale.

I ragazzini Baudelaire, protagonisti dell’opera, crescono con l’evolversi delle tre stagioni.
La fabula è più corta del tempo intercorso per le produzioni, ma la crescita anche fisica degli attori sembra dare respiro a una crescita emotiva dei personaggi.
La vita li ha portati da un atteggiamento di piena spensieratezza a una forza d’animo che permette loro di superare tutte le difficoltà di una vita che li ha resi indipendenti così precocemente.

Una serie di sfortunati eventi

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