Ad un anno di distanza dalla pubblicazione di Dragon Ball FighterZ é finalmente giunta l’ora di tirare le somme su uno dei migliori videogiochi del franchise mai creato. 

Alla fine di questo articolo scopriremo cosa ha reso grande un classicissimo picchiaduro bidimensionale; ma partiamo dall’inizio.

La Toei, giá da qualche anno, aveva ripreso a sfruttare al massimo la sua gallina dalle uova d’oro attraverso Dragon Ball Super. Con enorme successo il brand si é rinvigorito riprendendo a macinare milioni come all’apice del suo successo. 

Occorreva una ciliegina  sulla torta nel grande progetto transmediale messo in piedi da Bandai e Toei e ,Dragon Ball FighterZ, si é rivelato essere molto di piú. 

Analizzando piú nel dettaglio i passi che hanno portato ad un simile risultato, é doveroso menzionare, in primis, la scelta degli sviluppatori. Con una certa lungimiranza, i lavori vennero affidati ai talentuosi Arc System Works, giá famosi in patria per le serie Guilty Gear e BlazBlue e messi subito a lavoro su un progetto ambizioso e affascinante.

I lavori proseguirono senza apparenti intoppi e la presentazione all’E3 di Los Angeles lasciò il mondo videoludico basito: mai si erano scorte tanta magnificenza e fedeltá all’opera originale di Toriyama

Partiamo proprio dalla grafica, il primo vero punto di forza del gioco.

Il sogno di tutti i fan di Dragon Ball che si realizza: ritrovarsi in un episodio dell’anime. 

Ogni elemento scenografico è ricostruito con  cura e l’atmosfera dell’opera originale trasuda da ogni pixel, ma non è tutto! 

Sotto questa sfavillante presentazione si nasconde un titolo solido con un gameplay rodato e meccaniche ben implementate.

Alla base, il titolo è fortemente influenzato nelle meccaniche dalla serie “Versus” di Capcom, infatti ritroviamo la formula di combattimenti a squadre tre contro tre, con uno spiccato accento sulla velocità e la spettacolarità dell’azione. Non mancano mosse tag e super devastanti, il tutto reso fluido da un sistema di combo semplificate: in due parole, accessibilità per i novizi e una buona profondità per i giocatori più smaliziati.

In ultimo, la compaggine competitiva ha donato una spinta mediatica fortissima al titolo.

Quindi è tutto oro ciò che luccica? 

Certo che no! 

Ancora oggi il titolo soffre di problemi di bilanciamento e i contenuti single player si sono rivelati alla lunga un pelino stantii. Complice una narrazione della main quest che non decolla mai e della ripetitivitá di fondo del genere di appartenenza. 

Insomma, tante luci e poche ombre ci consegnano un prodotto che, per quanto imperfetto, resta senza dubbio il miglior titolo a tema Dragon Ball mai creato. Lontano dal capolavoro, ma vicino ai cuori dei fan.

E il futuro? 

Bandai Namco ha lasciato trapelare un progetto a tema Dragon Ball. Chi però si aspettava un seguito diretto di FigherZ resterà deluso, ma, chi come la vostra Padme  ha sempre sognato un gioco di ruolo basato sulle iconiche Sfere del Drago, può gioire e sognare con me.

La grafica mi ha estasiata per fedeltá e dettaglio all’anime originale, tuttavia, prima del gioco vero e proprio si devono saltare parecchi filmati esplicativi e narrativi che, per chi come me freme per l’azione, possono risultare un tantino noiosi.

La trama in questo caso è un semplice riempitivo per arrivare al dunque, anche se esistono molti tipi di videogiochi in cui è necessaria, ma non è questo il caso.

A tal proposito sono passata direttamente ai menù, creati come una sorta di piccolo villaggio animato in cui ci sono una serie di punti in cui si può interagire in vario modo. Si può  fare una partita veloce; iniziare un Torneo; giocare online; acquistare oggetti etc. 

Gli incontri tre contro tre sono velocissimi e spettacolari e ricordano, come precedentemente detto la serie “ Versus” di Capcom. Il sistema di combo è estremamente semplice ed anche chi come me non è un esperto videogiocatore, può riuscire, con una facilità enorme a fare delle mosse spettacolari ed efficaci. 

Insomma, l’ho trovato da subito decisamente divertente, soprattutto nello story mode, in cui ero effettivamente Goku. Da amante dell’anime mi sono sentita completamente immersa e parte dell’opera firmata da Akira Toriyama

Nella partita contro il computer, i personaggi sono molto simili a quelli originali anche nello stile di combattimento e nella personalità. Non ci sono grandi sbilanciamenti, che tuttavia sono più percettibili nell’uno contro uno dove ci sono guerrieri più forti di altri.

In conclusione posso dire che, da tempo, io e tutti i più sfegatati fan del franchise aspettavamo un gioco di Dragon Ball di questo livello. Il nostro desiderio è stato decisamente esaudito con qualcosa che ci riportasse all’interno dell’anime con velocità, accessibilità e spettacolarità.

Nell’attesa di un vostro parere su questo piccolo, grande capolavoro, vado a divertirmi ancora un pò a smanettare con Dragon Ball FighterZ, sperando di sbloccare il mio adorato Bardack!

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