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Abbiamo giocato la versione Pc-Steam del survival della londinese Solar Sail Games e ne siamo rimasti in parte colpiti.

Arriviamo a giocare Smoke and Sacrifice a quasi sei anni dall’incantevole Don’t Starve di Klei Entertainment, il survival-horror che di fatto ha dettato lo standard del genere dal 2013 a oggi.
Ed è stato tutto sommato un giocare interessante.

La storia

L’intro della storia è subito avvincente.
Smoke and Sacrifice narra le avventure di Sachi, una giovane madre che deve sacrificare il proprio figlioletto ad un crudele macchinario chiamato Albero del Sole per colpa di un gruppo di maghi pazzi che regola e gestisce la vita in maniera dispotica nel villaggio in cui la donna vive. Si dice che senza il sacrificio dei primogeniti la Luce si spegnerebbe e le tenebre e il gelo invaderebbero il mondo.
Peccato che sia comunque esattamente quello che accade.

Quando le Bestie attaccano il villaggio, Sachi ha modo di scoprire che in realtà l’Albero del Sole non è altro che un passamondi.
Quasi una citazione del ciclo di Death Gate di Weiss e Hickman e del suo “Kicksey-Winsey”.
Il mondo in cui è finito il primogenito di Sachi è, ovviamente, anche quello dove inizia il survival vero e proprio.
È un mondo oscuro e ostile, come ci aspettavamo, popolato da creature mostruose e per niente bene intenzionate.

Smoke and Sacrifice

Anche se di un survival si tratta, in Smoke and Sacrifice non ci sono molte possibilità di lasciarci la pelle, perché non è sopravvivere lo scopo dell’avventura, quanto trovare il figlio di Sachi.

Tutto il gioco è finalizzato al recupero del primogenito e al ricongiungimento tra madre e figlio.

Naturalmente la componente di pericolo non è del tutto assente, c’è la nebbia che uccide ogni cosa da cui dobbiamo stare decisamente alla larga, ma scoprire cosa sia è uno dei cardini dell’avventura.
Ma se posso darvi un consiglio, procurarsi delle lanterne è un passo nella direzione giusta.
Ci sono belve feroci, c’è il gelo da cui proteggersi e ben altro, ma lo scopo principale è quello di indagare.

Non aggiungo altro per non spoilerare, ma voglio ancora sottolineare come questo survival cerchi a tutti i costi di voler essere anche un rpg, questo non gli riesce molto bene e purtroppo spesso i dialoghi risultano abbastanza elementari.

Smoke and Sacrifice

Il Gioco

L’elemento principe di una quest investigativa è raccogliere oggetti e indizi. Tanti oggetti. In Smoke and Sacrifice questa raccolta sarà abbastanza intensa. In nostro aiuto e in quello di Sachi interviene una mappa che la donna ha con sé e un diario dove sono annottate le quest.

Per poter sopravvivere in questo ambiente ostile avremo bisogno di pozioni, oggetti e tutto quello che è necessario per andare avanti incolumi e passare da una location all’altra di questo mondo sotterraneo. Per costruire gli oggetti che ci servono abbiamo un menù in cui sono contenute le ricette, selezioniamo quella che ci serve e, se abbiamo le materie prime necessarie, teniamo premuto il tasto azione sino a quando l’oggetto non è pronto.

Smoke and Sacrifice

Questo è uno dei limiti del gioco: la ripetitività della main quest.
Si tratta del modello classico: elemento/oggetto da risolvere/conquistare necessario per passare di location e che può essere risolto/costruito solo dopo che un pg ci ha detto come e cosa cercare/fare.

Alcuni di questi oggetti hanno bisogno di attrezzi particolari che andranno cercati attentamente, una necessità che può comportare snervanti sessioni di backtracking. Il viaggio rapido, anche se implementato, è legato all’utilizzo di monete difficili da trovare.

Smoke and Sacrifice

Di contro, è impossibile cambiare location se non si dispone dell’equipaggiamento sufficiente per raggiungere la successiva.

Per quanto riguarda gli oggetti costruiti, questi hanno un loro tasso di usura, ma possono essere riparati direttamente nell’inventario.

Fortunatamente non ci dobbiamo preoccupare che Sachi muoia di fame o sete perché questi due bisogni fisiologici non sono stati implementati. Se è palese che si sia speso in fase di sviluppo per rendere il crafting un punto di forza, tanto è ben gestito, altrettanto non possiamo dire per le meccaniche di combattimento.

Smoke and Sacrifice

Il combat system, infatti, è abbastanza limitato: un solo pulsante per l’attacco e uno per la schivata e, onestamente, dopo che abbiamo iniziato a costruire armi complesse degne di un munchkin di alto livello, e iniziamo ad affrontare mob a ogni piè sospinto, la cosa è abbastanza deludente.

Sachi attacca con l’arma che impugna (se non ne ha usa i pugni) e si difende schivando i colpi dei nemici balzando in una direzione indicata.

La grafica e tutto il resto

Da un punto di vista prettamente grafico, Smoke and Sacrifice ha seguito la strada tracciata da Don’t Starve, come abbiamo accennato all’inizio di questa recensione. Rispetto al titolo della Klei ha un mondo di gioco in 3D, con i vari oggetti in 2D. L’inquadratura è fissa, una panoramica isometrica che ci fa vedere Sachi lateralmente.

Smoke and Sacrifice

Tutti gli elementi 2D sono disegnati e animati a mano. Le animazioni, non tante, sono funzionali al gameplay ma risultano esteticamente “vuote” e abbastanza bruttine stilisticamente, e questo a causa dell’assenza del 3D negli edifici e in generale di tutta l’oggettistica.

Testato su Pc, il gioco è fluido, non ha glitch di alcun tipo, mostra un’animazione senza sbavature e gradevole.
La colonna sonora è piacevole e scandisce ed accompagna bene l’intera avventura.

La configurazione necessaria per poterlo giocare su Pc (che potete leggere nella scheda a seguire) non è esosa in termini di prestazioni.

Requisiti minimi

Sistema operativo: Windows 7/8/8.1/10 (32-bit)
Processore: Intel Core i3-4130 / AMD Phenom II X4 o equivalente
RAM: 4 GB
Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 650 / AMD Radeon HD 5770 / Intel HD Graphics 530 o equivalente
DirectX 11
4 GB di spazio su Hard Disk

Requisiti consigliati

Processore: Intel Core i5-6400 / AMD FX 6300 o equivalente
RAM: 8 GB
Scheda video: Nvidia Geforce GTX 650 / AMD Radeon HD 5770 o equivalente

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