Cold War
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Fondazione Cineteca Italiana propone presso Cinema Spazio Oberdan di Milano a inizio febbraio una ricca programmazione.

La Douleur

Film di Emmanuel Finkiel, tratto dal romanzo omonimo di Marguerite Duras.
Candidato per la Francia ai prossimi Academy Awards, il film è stato osannato dalla stampa francese.
La Douleur è il diario di un’attesa, il racconto lacerante e delicato di un’assenza, il viaggio interiore di una donna che attraversa la violenza della Storia e dei sentimenti.

Il romanzo omonimo e autobiografico di Marguerite Duras da cui il film è tratto, scritto nel 1944 e pubblicato nel 1985, nel quale la Duras descrive il periodo difficile che trascorse nell’attesa del ritorno del suo amato marito Robert Antelme, membro della Resistenza francese catturato dai nazisti che occupavano Parigi.

«Questa donna che attende il ritorno del marito dai campi di concentramento – ha dichiarato il regista Emmanuel Finkiel – faceva eco alla figura di mio padre, una persona che aspettava sempre.

Anche quando ebbe la certezza che la vita dei suoi genitori e di suo fratello era finita ad Auschwitz. (…) Lessi il libro della Duras per la prima volta a 20 anni.
Ritornando a questa storia trent’anni più tardi per farne un adattamento cinematografico, ho provato la stessa indicibile commozione che provai alla prima lettura.
Lo scopo di questo film è quello di far rivivere quell’emozione lungo tutto il dispiegarsi degli eventi…»
Scopo raggiunto pienamente, perché il film, grazie a una scrittura espressivamente forte, alla messa in scena rigorosa e intensa e alla magnifica interpretazione degli attori – su tutti Mélanie Thierry e Benoȋt Magimel – riesce a commuovere e a catturare, facendoci vivere in prima persona i sentimenti profondi e contrastanti della protagonista.

Cold War 

Premio per la miglior regia al festival di Cannes 2018 e candidato agli Oscar 2019 come miglior film straniero, miglior regia e miglior fotografia.

Con questo film il regista polacco Pawel Pawlikoski dimostra di aver raggiunto una maturità estetica con pochi uguali nel cinema contemporaneo, firmando una straordinario mélo che racconta una delle storie d’amore più travolgenti viste su grande schermo negli ultimi anni.

Un uomo e una donna si incontrano nella Polonia del dopoguerra ridotta in macerie.
Provenendo da ambienti diversi e avendo temperamenti opposti, il loro rapporto è complicato, eppure sono fatalmente destinati ad appartenersi.

La donna elettrica

Senza dubbio una delle sorprese dell’attuale stagione cinematografica. Diretto dal regista islandese Benedikt Erlinsson, si tratta di una commedia intelligente, divertente e anticonformista, che ha entusiasmato il Festival di Cannes

Protagonista è una donna che agisce concretamente per difendere l’ambiente e la natura del suo paese, l’Islanda, dall’intrusione di multinazionali.

La Douler

Iniziativa interessantissima di Fondazione Cineteca Italiana imperdibile per gli abitanti dell’hinterland milanese.

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