Abbiamo incontrato per voi il bravissimo illustratore romano e ci siamo fatti raccontare qualcosa su di lui e sul suo lavoro

Quando ti capita di leggere un fumetto bello, intrigante, coinvolgente e lisergico come Instantly Elsewhere, puoi fare solo due cose, dopo averlo riposto con riluttanza e deferenza in libreria al termine della lettura.
Recensirlo, e incontrarne gli autori.

Come al solito, prima ho scritto la recensione (la trovate qui) e subito dopo sono passato al secondo punto delle cose da fare. Questa che segue è quindi l’intervista al primo dei due autori, prode disegnatore, Martoz.

Anche se è una domanda trita, capita spesso che mi chiedano “chi è stò Martoz?”, specie dopo che ho costretto qualcuno a leggere quello che produci. Quindi vai, spiegalo tu (e non fare economia di caratteri)

“Martoz è… un tizio che disegna, se vogliamo iniziare dai fondamentali. Diciamo che mi occupo di fumetto, illustrazione, street art e insegnamento. Quindi applico il disegno un po’ ovunque, laddove è possibile. Ho pubblicato fumetti con Shockdom, Coconino, Canicola, MalEdizioni, Inuit editions, Actes Sud, Dark Horse, Il Sole 24 Ore. Perciò è evidente che mi piace spaziare! Mi interessano le varie applicazioni possibili del disegno ma anche l’intero ventaglio di possibilità che ti dà il fumetto, dal pop all’autoriale, dal graphic novel al magazine e così via. Su Instagram si possono seguire alcune delle mie peripezie (alemartoz).”

Martoz

Come è nata la collaborazione con Lorenzo e quanto di tuo c’è nella storia di questo scrittore che deve scrivere sempre se non vuole che quello che non scrive si materializzi?

“Quando ci siamo conosciuti, abbiamo pensato quasi subito di fare qualcosa assieme. Affinità elettive. Tra l’altro io desideravo mettermi alla prova con una serie di paletti, una gabbia in tutti i sensi, per sperimentare un po’. La paternità dell’opera è senza dubbio di Lorenzo, la sua idea iniziale è rimasta tutto sommato la stessa fino alla fine.”

Martoz

“Quando si lavora assieme, tuttavia, ci si confronta e si sviluppa assieme il progetto anche nei dettagli. Abbiamo discusso sul senso della storia, sul finale, sulla presenza di contenuti extra, sui personaggi.”

Insomma, è un lavoro a quattro mani in cui c’è stata una certa commistione.

“Si, è questo ha reso tutto più interessante, sia lavorarci sù sia il risultato finale. Credo sia molto importante che ognuno dia un contributo al progetto in base alla propria personalità, sebbene in armonia col senso generale. Sinergia!certamente, la storia parla anche di noi, della nostra necessità di produrre e dell’iperattività.
Il protagonista ci somiglia per certi versi.”

Quali sono state le tue influenze artistiche? A un occhiata di parte, la mia parte, ci vedo di tutto, dai fumetti di Frigidaire a una certa scultura, pittura, da Sironi a Picasso. Tu cosa, in realtà, cosa ci hai messo dentro il tuo tratto?

Martoz

“Sironi mi piace molto, stessa cosa vale per le altre cose che hai evocato. L’estetica di Frigidaire è un’icona ed è fonte inesauribile di energia ed ispirazione. Ho parecchie influenze artistiche e nessuna in particolare. L’ispirazione segue vie misteriose e indirette. Trovo di grande ispirazione fare cose che non c’entrano niente col disegno, per trovare idee. A volte una camminata in montagna vale più di mille cataloghi d’arte, ad esempio.”

Ho visto che è in uscita adesso a febbraio la short story che hai fatto per il numero di 2 di WYRD di Pires e Fuso, in uscita per la Dark Horse.
Com’è stato lavorare per un editore americano? Prevedi una futura collaborazione più costante con loro?

“Una bella emozione! Devo dire che non ho avuto particolare tensione, anche se razionalmente pensavo di dover sentire ansie da prestazione. In fin dei conti la sceneggiatura era semplice e piena di cose belle da disegnare. La dead line era abbastanza serrata ma me la sono cavata. Se IO prevedo altre collaborazioni con loro è ininfluente, vedremo cosa ne pensano loro (eheh).”

“Per ora è stato molto bello pubblicare con un editore così importante e ringrazio Antonio Fuso per avermi coinvolto. Se poi questo porterà ad ulteriori collaborazioni, si vedrà, sarebbe fantastico. Devo dire che sono comunque soddisfatto del risultato in sè a prescindere dagli sviluppi.”

Progetti per il futuro? 

“Mi piacerebbe lavorare ancora con Lorenzo e poi riprendere un paio di progetti personali. Ma non c’è fretta, mi piace l’aspetto professionale del fumetto. Mi piace pensarmi più professionista che artista. Sebbene sia di base (e rimanga) un lavoro intellettuale e creativo preferisco considerarmi un “umile lavoratore”.
Inoltre, i progetti in collaborazione sono sempre avvincenti proprio per la presenza di paletti e di stimoli esterni. Forse dovrò spostarmi all’estero un paio di anni, ma del resto lavoro con internet… viaggio moltissimo, qualcuno sa di preciso dove io sia adesso?????”

Vi ricordo che Martoz ha pubblicato, oltre Instantly Elsewhere uscito con (Shockdom), anche Amore di lontano e La mela mascherata (Canicola Edizioni), Il cacciatore Gracco (Coconino), Remi Tot in Stunt e Remi Tot in La forchetta vibrante (MalEdizioni), Il Gracco (Coconino) e le illustrazioni per Gargantua e Pantagruele. Ediz. integrale: 4 di F. Rabelais (Gorilla Sapiens).

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