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Recensione – Doomsday Clock #1

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Il primo albo di Doomsday Clock, grazie alla sceneggiatura di Geoff Johns e i disegni di Gary Frank, parte con il piede giusto e ci riporta alle atmosfere di Watchmen.

Prima di cominciare questa nuova avventura, come già anticipato nel nostro articolo “E’ in arrivo Doomsday Clock“, vi consiglio di leggere “Watchmen” e “La Spilla“, in quanto fondamentali per capire le trame che ci accompagneranno.

La storia

Geoff Johns si prende una grossa responsabilità e fissa i primi tasselli per portare la storia e i personaggi di Watchmen nell’Universo DC.

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Nonostante Johns abbia dichiarato che non si tratti di un sequel diretto di Watchmen, mette subito in chiaro, per chi ancora avesse dei dubbi, che Doomsday Clock è legato in maniera fondamentale all’opera di Moore. Nelle prime tavole, infatti, viene spiegata tramite giornali e TG la situazione creatasi dopo il finale di Watchmen e ne vengono citati tutti i personaggi principali.

In questo primo capitolo, il protagonista principale è Rorschach, ma non è chiaramente Walter Kovacs, morto nel finale di Watchmen; si tratta infatti di un’altro uomo che ne ha preso il posto; per i più attenti, ci sarà una tavola in cui potrete farvi un’idea dell’etnia del personaggio. Il nuovo giustiziere mascherato è stato assoldato da qualcuno per liberare una donna dal carcere, ma l’evasione non andrà come previsto e porterà con sè delle conseguenze.

Un cartello nella prima pagina recita “The End is Here” ed infatti il mondo è sull’orlo di una guerra nucleare. Mentre i governi si sbriciolano e panico e pazzia collettiva dilagano nelle strade, qualcuno ha un piano per fermare tutto questo, ma sarà essenziale ritrovare il Dr. Manhattan per portarlo a termine.

In questo albo, i riferimenti all’Universo Dc Comics si trovano nelle ultime pagine: Clark Kent ha un incubo terribile ed è costretto a rivivere la morte dei suoi genitori.

Considerazioni

In questo primo capitolo, Geoff Johns tratta il materiale originale di Moore con il massimo rispetto, riuscendo a creare nuovi scenari che si prospettano davvero interessanti per la continuazione della serie. Inserire nuovi personaggi è una capacità nota dell’autore statunitense e anche questa volta sembra aver dato ai lettori altri protagonisti da scoprire.

Le tante domande che ci siamo fatti dopo “Rebirth” non troveranno nessuna risposta in questo primo numero e, anzi, si moltiplicheranno. La curiosità ci accompagnerà nel lungo cammino di Doomsday Clock, in attesa di capire come Johns legherà i due mondi, ma per questo ci sarà da aspettare ancora molto.

Johns sembra aver deciso di raccontare la storia senza tralasciare nessun dettaglio, infatti è molto preciso nello spiegare tutte le situazioni che si creano durante il percorso. Non era facile affrontare un mostro sacro come Watchmen, ma se c’è una persona che può spingersi a tanto, è proprio Geoff Johns.

Il finale di questo primo capitolo, invoglia a leggere subito il secondo; in fondo è questo che dovrebbe fare un fumetto, stupire e invogliarci a proseguire il racconto, purchè anche il finale sia in linea con la storia raccontata, ma per questo mi sento di dire che siamo in buone mani.

Disegni

I disegni e le copertine di Gary Frank sono come al solito magnifiche e la colorazione di Brad Anderson chiude il cerchio in maniera perfetta. Anche qui, come già visto in “Rebirth” e in “The Button“, ritroviamo l’omaggio all’opera prima, con le tavole impostate dalle classiche 9 griglie e la citazione nel finale del capitolo.

Vi ricordiamo che il primo albo di Doomsday Clock, sarà disponibile, grazie a RW Edizioni, dal prossimo weekend e prevede tre versioni: cover regular, variant con pin e variant olografica. Alla fine della serie, le 12 variant pin formeranno l’orologio dell’apocalisse simbolo dell’opera.

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