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Deva, a Tale of Gods – Recensione

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Volumi 1 e 2

Deva – A tale of Gods, è un fumetto tutto italiano scritto e disegnato da Martina A. Batelli. Attualmente consta di 2 volumi, il primo dei quali è uscito lo scorso anno. Il secondo, invece, uscirà in occasione di Cartoomics 2019. Ringraziamo in anticipo la casa editrice Tatai Lab che ci ha permesso di leggere in anteprima entrambi i volumi.

Trama

Siamo in un fantasy dall’ambientazione orientale. Il mondo è diviso tra l’Impero, in cui governano gli Dei-fratelli Siong e Mei, e la Federazione dei quattro regni, ognuno dei quali ha a capo un sovrano. La storia inizia quando la delegazione dei quattro regni va al cospetto degli imperatori per parlare di questioni politiche. Nella strada verso casa, la delegazione, con a capo la bella e forte Wu, aiuterà a far scappare il sarto della corte imperiale: Unalome. Quest’ultimo, è una persona molto gentile, anche se, a causa del suo strano aspetto, può incutere paura. Per motivi misteriosi, gli è proibito uscire dalle mura del palazzo imperiale, e non ha idea di come sia fatto il mondo al di fuori del castello. Nel corso del viaggio, faremo la conoscenza di molti personaggi particolari come la sopracitata Wu, e GamGon, uno Yati. Diretti discendenti degli dei, gli Yati si contraddistinguono perchè hanno 4 braccia. Insieme decideranno di aiutare Unalome e proteggerlo dagli imperatori.

Il secondo volume di Deva riprende da dove era terminato il primo e, finalmente, scopriremo di più sugli Dei, sui poteri dei regnanti e sulle origini di Unalome ma… attenzione al cliffhunger finale!

Character Design
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Tutti i personaggi, principali e secondari, sono ben caratterizzati non solo dal punto di vista grafico. In poche vignette infatti, riusciamo a capire l’indole e il carattere del personaggio. Inoltre quello che colpisce particolarmente di Deva, sono i colori, brillanti ed allo stesso tempo eterei. Cosa che si sposa appieno con il tema del racconto: gli Dei!

Interessante anche la scelta di cambiare il sottotitolo. Mentre il Volume 1 si intitola Deva – A tale of Gods, il Secondo reca il sottotitolo – A tale of Hope.

Commento personale

I primis, quello che mi ha colpito di Deva sono i disegni di Martina.
Tutti i personaggi da lei rappresentati hanno particolari interessanti. Ad esempio presentano lunghe chiome fluenti (che invidio molto), abiti molto originali e ricchi di dettagli che ricalcano la personalità del personaggio stesso. Devo ammettere che sono stata rapita anche dalla lettura fluida e ricca di colpi scena. Ho dovuto aspettare un anno per poter leggere il secondo volume e adesso vorrei poter avere già tra le mani il terzo.

Se foste curiosi di conoscere il catalogo Tatai Lab, abbiamo recensito in anteprima anche Shuricat che uscirà sempre in occasione di Cartoomics. E anche GG Vol.1, Green Hell e Into the Net.

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