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Il titolo del fumetto di questa settimana: Hellboy Omnibus

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Il fumetto in questione deve ancora uscire (il suo volume celebrativo), però mi sembra giusto parlare di un personaggio che ha fatto la storia (piccola) del fumetto moderno.

Hellboy Omnibus di Mike Mignola A.A. V.V.
All’Inferno!

Mike Mignola non ha solo creato un bel fumetto, inventando Hellboy, ma ha creato un vero e proprio universo narrativo. Un universo coerente, complesso, con le sue fregole e pieno di personaggi.

E non dimentichiamoci che un fumetto come Hellboy é riuscito anche a generare ben tre pellicole (l’ultima in ordine di arrivo è il film di Neil Marshall). Una cosa non da poco visto che stiamo parlando di un personaggio lontano sia da Marvel che DC!

25 anni e non sentirli

Pubblicato per la prima volta nel 1994 dalla Dark Horse Comics, Hellboy diventa in breve tempo uno dei titoli indipendenti più popolari di sempre. E il successo lo si deve al suo creatore. Mignola, infatti, ha saputo mescolare storie pulp, supereroi, fantascienza, folklore dell est-europa, fiaba e letteratura gotica per regalarci un personaggio unico.

Perchè, diciamocelo, il personaggio di Hellboy è quanto di più lontano ci possa essere dalla classica figura del supereroe. Chi potrebbe mai fidarsi di qualcuno che assomiglia in tutto e per tutto ad un diavolo?

E poi ha la pelle di un colore rosso acceso e con ha mano, la destra, ricoperta da un enorme guanto di pietra. Una manona che all’occorrenza può essere utilizzata anche come arma. Un outsider, quindi.

Hellboy incute timore a prima vista ma, si sa, a volte le apparenze ingannano e quindi si deve fare il doppio del lavoro per diventare gli eroi. Ma il nostro povero diavolo non ha il fairplay di un Superman o la preparazione tattica di Bat-Man. Al contrario risulta essere irascibile, sempre pronto a menare le mani e, il più delle volte, causa dei suoi stessi problemi. Però in questo caso non è colpa sua, visto che è anche il predestinato a portare l’Apocalisse nel nostro mondo.

Che la fine del mondo abbia inizio!

Mike Mignola non scrive solo un ottimo fumetto con un eroe suo malgrado, ma, come Tolkien, sviluppa un intero mondo intorno al protagonista. E lo fa creando diverse tastate, parallele al fumetto principale, con protagonisti personaggi altrettanto oscuri e pittoreschi. Non solo per spiegare il mondo in cui si muove Hellboy, ma anche per indagare quei personaggi che entrano in contatto con lui.

C’è il cacciatore di streghe, l’uccisore di vampiri con la gamba di legno, c’è il giustiziere mascherato della New York degli anni ’30. Tutti eroi di un unico universo e che agiscono l’uno all’oscuro dell’altro perchè vivono le loro avventure in epoche diverse tra loro. Come ogni personaggio di un fumetto che si rispetti, anche Hellboy può morire, come avviene ne “La Tempesta e La Furia”. E quando lo fa finisce irrimediabilmente all’Inferno. Un luogo dove il nostro eroe dovrà vedersela con le schiere infernali e dove dovrà difendersi dall’accusa di aver ucciso Satanain persona.

Leggende mortali

C’è tutto, in un fumetto come Hellboy, un titolo mai banale e che ha saputo di volta in volta rinnovarsi negli anni. Con trame orchestrate nei minimi dettagli dove tutto si incastra alla perfezione per regalare ai lettori un affresco potente. Senza dimenticare la meraviglia per quella magia che solo un fumetto sa regalare.

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