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Nerdpool.it incontra la cosplayer Robin Rose

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Questo mese Nerdpool.it ha avuto la fortuna di intervistare Robin Rose, giovane cosplayer e artista italiana. Siete curiosi? Andiamo a vedere insieme che cosa abbiamo scoperto…

_ Ciao Robin, grazie per aver accettato questa intervista ed essere qui con noi a raccontarci un po’ di te e della tua passione per il cosplay. Prima di tutto, ti andrebbe di presentarti ai nostri lettori?

Salve a tutti cari lettori. Sono Robin Rose, modella, cosplayer ma soprattutto nerdy inside. Prima di tutto, grazie per avermi dato la possibilità di raccontarmi in quest’intervista. Sono una ragazza di ventun’anni, vivo a Padova, la mia città. Nella vita lavoro, amo leggere i manga e guardare gli anime giapponesi fin da quando ero piccina. Inoltre, dal 2017 ho scoperto il mondo del cosplay. Ho sempre avuto un debole per gli shonen, parliamoci chiaro, sono cresciuta con “Dragon Ball”,“One Piece” e “Naruto”; credo che la mia passione per il cosplay sia nata proprio dal mio amore verso gli shonen e gli shojo. Infatti, tutti i miei cosplay sono tratti da manga e anime giapponesi.

_ Dal tuo profilo instagram è possibile notare la tua forte passione per il mondo nipponico. Quando hai iniziato a interessarti a manga e anime? Hai altri “interessi nerd”?

Effettivamente dal contenuto che posto sui social, il mio amore per manga e anime giapponesi è più che palese. È nato tutto quando ero molto piccola: ricordo ancora quando nel 2001 cominciai a vedere le puntate che trasmettevano in TV di “One Piece”; non capivo quasi nulla perché avevo solo quattro anni, ma venni affascinata dai disegni, dai colori e dalle ambientazioni. Un mondo fantastico. Si può dire che il mio amore per gli anime e manga sia cominciato proprio con l’opera di Oda. Crescendo poi ho continuato sempre a leggere nuove uscite e informarmi su nuovi anime in uscita. Ancora adesso, cerco sempre titoli nuovi che magari qui in Italia sono sconosciuti. Sono una persona estremamente curiosa a cui piace scoprire nuovi titoli e nuove trame.

_ Grande curiosità: cosa significa per te essere una cosplayer?

Che cosa significa essere cosplayer? Do una risposta puramente soggettiva: per me vuol dire tornare indietro nel tempo. Faccio un esempio, così magari capite meglio. Prendiamo due personaggi a cui sono molto legata, Nico Robin e Sakura Haruno. Fin da quando le ho viste su carta oppure alla TV da bambina, mi ci rispecchiavo in loro, volevo essere in qualche modo simile a loro. Ho amato questi due personaggi, e continuo ad amarli tutt’oggi. Arrivando al punto, quando vesto i loro panni, la bambina dentro di me fa i salti di gioia. Per me essere cosplayer è come una perenne sindrome di Peter Pan. Ovviamente cerco di interpretare ogni personaggio che porto nella maniera più fedele, mettendoci sempre qualcosa di personale.

_ Quanto è importante, secondo te, conoscere ed essere appassionato del personaggio che si interpreta? Ritieni che nel cosplay sia importante saper “recitare” o solo “indossare” i panni di un personaggio?

La conoscenza del personaggio è alla base. Io non porto un personaggio se non mi piace oppure se non riesco a trovare qualche cosa di peculiare a me. I personaggi che porto sono personaggi che amo e li studio con molta attenzione. Credo siano importanti entrambe le cose: quando “indossi” un qualsiasi personaggio, io do per scontato che si sappia anche “recitare” quel personaggio. Dico subito, che per me l’interpretazione è fondamentale. Un cosplayer può indossare un abito e starci da Dio, ma se manca di interpretazione, lo considero un lavoro a metà.

_ Quanto tempo dedichi solitamente alla realizzazione dei tuoi cosplay? Non solo dal punto di vista del costume in sé, ma anche rispetto allo studio del personaggio, la sua espressività e gestualità…

Dipende. È tutto relativo. Ci sono personaggi che mi vengono naturali, perciò la parte dello studio è veramente risicata. Altri invece, magari più complessi, hanno bisogno di più tempo perché possa comprenderli al meglio. Per quanto riguarda la realizzazione del costume, anche qui è tutto relativo: alcuni personaggi richiedo più tempo, altri meno tempo. Una cosa però ci tengo a precisare: come cosplayer, tendo a scegliere personaggi tratti da shonen e shojo, quindi bene o male, tra le varie opere ci sono delle cose in comune, delle peculiarità.

_ Quali sono i tuoi progetti per il futuro sia in ambito cosplay che non?

Di progetti futuri ne ho parecchi. Nell’ambito cosplay avrei una valanga di nuovi personaggi da portare come Juvia Lockser, Faye Valentine, Uzumaki Kushina e altri ancora. Non sto qui ad elencarli, altrimenti ci metterei ora. Per ora, realizzo ciò che il mio tempo libero mi permette di fare. Impegni e lavoro permettendo, mi piace andare alle fiere, ai comics; ho partecipato a molteplici raduni, di “Dragon Ball”, “One Piece” e “Naruto” in cui ci si diverte molto a stare tutti in compagnia. Il mio progetto più grande, sul quale momentaneamente sto investendo parecchio, è quello di costruire le basi per diventare doppiatrice: non è una strada semplice, serve molta determinazione, serve studiare molto dal punto di vista teatrale e bisogna imparare la corretta dizione a menadito. Qui a settembre ricomincio a studiare recitazione, dopo un pausa di due anni. Prima del cosplay ho frequentato corsi di recitazione e studiato dizione per due anni; a settembre ricomincio la gavetta, perciò sicuramente avrò ancora meno tempo per dedicarmi al cosplay, ma conoscendomi lo troverò un posticino.

_ Ti è mai capitato di dover gestire delle critiche rispetto ai tuoi cosplay? Come hai reagito?

Se dicessi di no, sarei una bugiarda. Mi è capitato agli inizi, quando non sapevo bene come gestire il tutto. Io reputo i miei lavori fedeli rispetto alle opere da cui sono tratti, mai volgari o sopra le righe. La mia reazione? Due anni fa mi sarei infuriata, l’avrei presa sul personale. Ora invece ho capito che prendersela con i classici “leoni da tastiera” non ha senso, anche perché di tempo per star dietro all’ultimo commento non ne ho molto. Soltanto tempo e fatica sprecati.

_ Il cosplay può essere complicato talvolta per chi decide di entrare in questo mondo per la prima volta. Quali consigli ti sentiresti di dare a queste persone?

Primo consiglio che mi sento di dare a chi volesse entrare nel mondo cosplay: sii sicuro di te stesso e delle tue capacità. Questo mondo talvolta sa essere tanto competitivo quanto bello, perciò una buona autostima è fondamentale. Però, quello che mi sento di dire è che l’importante è divertirsi, perché alla fine il cosplay è un gioco, lo dice la parola stessa. Ricordo che il cosplay per me è un passatempo, un divertimento, non una competizione.

“Grazie mille per avermi prestato parte del vostro tempo. Spero che l’intervista vi sia piaciuta. Alla prossima!” – Robin

E anche noi ringraziamo la bellissima Robin Rose per averci raccontato la sua esperienza e le sue opinioni riguardo al magico mondo del cosplay!

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