Durante la scorsa settimana abbiamo avuto parecchie e interessanti rivelazioni per quanto riguarda il nuovo progetto del maestro Hideo Kojima, Death Stranding. Ora abbiamo una data ufficiale di rilascio del titolo (8 novembre 2019) ma non solo. Il nuovo trailer pubblicato da Sony infatti ci ha fornito ulteriori dettagli di trama, personaggi e soprattutto gameplay. Tuttavia, le immagini mostrate nel video non sono bastate a chiarire i dubbi dei fan circa la classificazione del gioco. Si tratta di uno stealth game, come i titoli della Metal Gear saga? O di altro? Dopo innumerevoli domande sui social, il game director ha risposto direttamente ai fan su Twitter. Secondo Kojima, Death Stranding non può essere definito essenzialmente come uno videogioco stealth ma farebbe parte di una categoria del tutto nuova: action game/strand game.

Via @HIDEO_KOJIMA_EN

Non è un mistero: Kojima stesso più volte aveva definito il titolo come “il capostipite di un genere totalmente nuovo di videogioco“. E nel tweet pubblicato ieri il maestro spiega anche i motivi per cui, pur avendo una componente stealth, Death Stranding non può essere definito esattamente come tale.

“DS non è uno stealth game. Il giocatore potrà muoversi con una visuale soggettiva, ma non si tratta nemmeno di uno sparatutto FPS. Il gioco Incorpora il concetto di connessione (mediante lo “strand”, un “filo”) creando un genere totalmente nuovo definibile come action game / strand game (“sistema di collegamenti sociali”).

L’introduzione di questo nuovo genere, strand game, spiegherebbe anche la grande importanza attribuita al titolo del gioco da parte di Hideo Kojima. La parola “stranding” si riferisce infatti sia al fenomeno dello spiaggiamento mortale dei Cetacei sia alla tematica della connessione. E quest’ultima, apparentemente, rappresenterebbe la meccanica principale di gioco.

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