La cancellazione di Swamp Thing da DC Universe sta portando con se degli strascichi importanti. I vari report indicano che, oltre alla motivazione legata al budget, il nuovo servizio streaming nei programmi di WarnerMedia, sta portando a una rivalutazione della piattaforma streaming legata alla sola DC Comics.

Il progetto di WarnerMedia, vede il lancio di una nuova piattaforma nel primo trimestre del 2020. Wall Street Journal riporta anche dei prezzi e dei contenuti, che sarebbero legati oltre alle produzioni originali Warner Bros, a HBO e Cinemax.

Per ora i vertici di WarnerMedia e HBO hanno le bocche cucite, ma gli indizi ci sono tutti, basti pensare alla serie di Watchmen, che sarà prodotta e distribuita dalla stessa HBO. Inoltre i diritti di Doom Patrol sono stati rilasciati alla stessa HBO per il lancio della serie al di fuori dagli Stati Uniti, contrariamente a quanto fatto in precedenza con Titans, che è ancora su Netflix.

I PREZZI

Il nuovo servizio streaming avrebbe un prezzo di 16-17 dollari al mese, superiore rispetto a quello indipendente di HBO che è attualmente di 14,99 dollari. Paragonato ad altri servizi streming, la tariffa è molto più alta, se si pensa al piano standard di Netflix ($ 12,99), Showtime ($ 10,99) e VOD di Hulu ($ 5,99 con annunci; $ 11,99 senza). Inoltre e più del doppio di Disney Plus, previsto per il lancio del 12 novembre ad un prezzo accattivante di $ 6,99 al mese.

La sfida per WarnerMedia è di sfruttare HBO come spina dorsale del nuovo servizio di streaming, senza compromettere i prezzi HBO esistenti o contribuire al taglio dei ricavi.

Il CEO di AT & T. Randall Stephenson, in una conferenza sull’investimento in JP Morgan, ha detto il mese scorso che la strategia go-to-market di WarnerMedia per il servizio streaming si baserà su fornitori di pay-TV come Comcast e “spingerà anche la distribuzione digitale.” I clienti HBO su piattaforme di pay-TV otterrebbero il servizio WarnerMedia incluso.

Il servizio di streaming WarnerMedia sarà così legato ad HBO, “lo circonderemo con la libreria Warner Bros.”, che include versioni recenti come “Aquaman” e “A Star Is Born” e classici come “Casablanca“, ha detto Stephenson alla conferenza del 14 maggio. Warner Bros. detiene anche i diritti su un gran numero di programmi TV, tra cui “Friends“, “Seinfeld” e “The Big Bang Theory” e “porteremo molti di questi diritti di licenza in nuove piattaforme” ha proseguito.

E IL FUTURO DI DC UNIVERSE?

Le ipotesi per la piattaforma del DC Universe sono varie, ma le più concrete parlano di un trasferimento dei contenuti sulla nuova piattaforma di WarnerMedia. La seconda soluzione sarebbe quella di mantenere il servizio con prezzi vantaggiosi, ma il conflitto sarebbe evidente; quindi la prima ipotesi è quella che sembra più concreta.

La recente acquisizione di Time Warner da parte di AT & T., sta creando alcuni cambiamenti che interessano soprattutto DC Comics. Resta ancora da capire se saranno positivi per i fan. Per ora la cancellazione di Swamp Thing e altre scelte come quella di non presentarsi al San Diego Comicon, non sono certamente popolari.

Le reazioni del web alla cancellazione di Swamp Thing sono state molto forti; tanto da creare l’hashtag #SaveSwampThing, che è stato subito di tendenza su Twitter. Se è vero che il pubblico ha visto una sola puntata, questo forte attaccamento evidenzia il fatto della bontà del lavoro fatto fino ad ora dalla piattaforma DC Universe.

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I fan delle serie tv sanno anche come muoversi per provare a salvare un prodotto amato; vedi la recente situazione di Lucifer, ma il caso Swamp Thing sembra molto più complesso.

I MOTIVI DELLA CANCELLAZIONE

Le prime indiscrezioni parlavano di divergenze creative o di produzione; in realtà la scelta è stata causata da problemi finanziari con lo stato del North Carolina. Citando come fonte Star News, il giornalista John Gholson ha dichiarato sul suo account twitter, che Warner Bros ha deciso di interrompere la produzione di Swamp Thing a causa di un disguido sulla tassazione del North Carolina, lo stato dove la serie è stata girata. Infatti la major avrebbe speso molto più del previsto e non sarebbe riuscita a mantenere la qualità sui livelli della prima stagione.

Sembra che lo stato avesse promesso una riduzione di imposta di 40 milioni di dollariche, per problemi burocratici, non è più stato in grado di mantenere. Si parla dunque di un budget praticamente raddoppiato, che viene stimato attorno agli 80 milioni.

In questo modo il costo di una possibile seconda stagione si è rivelato così non più sostenibile per il la piattaforma. Di certo i dubbi rimangono, anche perchè la cancellazione è avvenuta rapidamente, il che fa quasi pensare che non siano state vagliate soluzioni alternative. Considerando che anche Doom Patrol, terminata due settimane fa, attende di essere rinnovata, ci fa pensare se fosse proprio il caso di cancellare la serie dopo una sola puntata trasmessa.

A questa e altre domande, speriamo di avere risposte quanto prima dai diretti interessati. Nel frattempo non ci resta che goderci le prossime nove puntate di Swamp Thing.

Restate con noi per i prossimi aggiornamenti riguardanti il DC Universe.

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