Una Nuova Edizione

A 10 anni dalla prima pubblicazione di Brass Lancashire, l’autore Martin Wallace incontra il gallo coi visori notturni (Roxley games) e la sapiente mano di Damien Mammoliti per ridare lustro al vecchio capolavoro. Brass, è una delle indiscusse opere di punta di una delle menti più brillanti in campo ludico le cui prime produzioni però non si distinguono certamente per la cura estetica (date un’occhiata al tabellone dell’annata 2007 per capire di cosa parlo).

La nuova sontuosa edizione conferma che stiamo vivendo, da qualche anno, nell’epoca dorata dei giochi da tavolo. Ricercatezza artistica e qualità dei materiali sono finalmente considerati aspetti essenziali del game design e non caratteristiche minimamente funzionali e accessorie. Questa consapevolezza è palpabile in casa Roxley che nell’aprile del 2017 lancia sulla piattaforma Kickstarter un progetto comprensivo di due scatolozze ad un prezzo tutto sommato onesto (una cinquantina d’euro). Un clamoroso successo (13.699 sostenitori) che arriverà sui tavoli un anno dopo.

Brass Lancashire e Brass Birmingham

Perché due scatole? Accanto alla nuova edizione di Brass Lancashire, l’autore e i Roxley Men affiancano una inaspettata nuova versione, molto simile ma con delle piccole sostanziali differenze. Un azzardo secondo molti. Migliorare un capolavoro si può? Dalle prime impressioni parve incredibilmente di sì… il nome di questa presunta eresia è Brass Birmingham.

Ambientazione e caratteristiche

Inghilterra, epoca della rivoluzione industriale, 1770-1870. Dalla fuliggine del Lancashire ci spostiamo nella laboriosa Birmingham.
Se nel Lancashire il pane è duro, qui a Birmingham non riuscirete proprio a digerirlo senza la birra. Ma non fatevi illusioni perché la disponibilità del nettare inglese è scarsa oltre che destinata ad esservi sottratta, pertanto è facile rimanere col boccone di traverso! Il gioco è per 2-4 giocatori smaliziati.

Brass Birmingham, tabellone

Un peso medio-alto quindi, dalla durata stimata di 60-120 minuti; non un’infinità se considerate che attraverserete due epoche: quella del trasporto delle merci lungo i canali e quella delle ferrovie. Il gioco è graficamente ben ambientato, sebbene durante lo svolgimento della partita i calcoli strategici disperderanno l’impressione tematica che rimane comunque ben salda nello sfondo del meraviglioso tabellone di Birmingham e dintorni e grazie a materiali di primo livello.

Componenti

Il tratto artistico in scala di scuri è fortemente evocativo. Il tabellone è stampato sia sul fronte che sul retro (lato dark e lato diurno che in realtà appare piuttosto crepuscolare) per onorare un’edizione che si fregia del titolo Deluxe, e per andare incontro alle difficoltà di lettura che effettivamente sul lato scuro potrebbero essere percepite (bisogna farci un po’ l’abitudine). Le carte sono goffrate (telate, per i non addetti), le poker chips consistenti (presenti solo nell’edizione Deluxe), decorate con stile e alloggiate all’interno di un cofanetto dedicato. Per rappresentare la birra dei comodi barilotti d legno senza infamia e senza lode.

Brass Birmingham, tabellone
tabellone, lato diurno
Brass Birmingham, Poker Chips
poker chips di Brass Birmingham e Brass Lacashire, Deluxe

Il resto dei segnalini è di buona fattura, mentre di evidente pregio sono i segnalini industria con la bordatura nera (ho detto che è Deluxe, no?). Unico appunto la finitura del tabellone che, sebbene graficamente sia una chicca, avrebbe meritato la “telatura”, così come anche le plance, comunque robuste. Dopo l’impatto con la sontuosità del tabellone e dopo aver risolto il dubbio tra stenderlo sul tavolo per una partita o farne un quadro da appendere al muro, vi ritroverete nel pieno della gestione di un sistema di gioco che ha fatto la storia del game design.

segnalini industria: cotonificio

Meccaniche

Nei panni di noti personaggi dell’epoca (Richard Arkwright, James Watt, Eliza Tinsley e compagnia bella) costruirete industrie siderurgiche, miniere di carbone, fornaci, cotonifici e… birrerie, allo scopo di ottenere il maggior numero di punti vittoria. Come anticipato, il gioco è suddiviso in due epoche alla fine delle quali ciascun giocatore sommerà: i valori di tutte le industrie girate sul lato opposto e i bonus di collegamento per le connessioni realizzate (fluviali nella prima epoca, ferroviarie nella seconda epoca). Attraverso l’attenta gestione della mano di carte (8, tra carte località e carte industria, pescate casualmente) i giocatori si misureranno con gli articolati intrecci di meccaniche economiche, di piazzamento e costruzione reti. La messa in opera di una rete strategica, produttiva per il giocatore e di intralcio per gli avversari, è il cuore pulsante di Brass. Al proprio turno ogni giocatore dovrà giocare dalla propria mano due carte, svolgerne l’azione e ripristinare la mano a 8 carte. Quando sia il mazzo di pesca che le carte in mano ai giocatori saranno esaurite, si procederà col conteggio di fine epoca.

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da sinistra verso destra, carta industria siderurgica, birrificio, carta doppia cotonificio/manifattura

Costruiamo il nostro impero!

Giocare una carta in Brass vuol dire:

Costruire Edifici Industriali sulle città della mappa scartando dalla mano: una carta Industria (permette di costruire una industria su uno spazio città su cui esista già un collegamento con canali/ferrovie/industrie propri); oppure, una carta Città (permette di fare lo stesso ma su qualsiasi città, ovvero senza vincoli di collegamento); Creare Collegamenti (qualsiasi carta), permette di espandere le reti fluviali e ferroviarie; Vendere le Merci al Mercante (qualsiasi carta), permette di girare i segnalini industria sul lato opposto riportante il punteggio; Sviluppare le Industrie (qualsiasi carta), permette al giocatore di sbarazzarsi di edifici di basso livello per piazzare più velocemente edifici performanti; Chiedere Prestiti (qualsiasi carta), permette di ottenere 30 sterline indietreggiando di tre livelli sul tracciato delle rendite; Fare Ricognizione (qualsiasi carta), ovvero prendere due jolly (se le cose vi dovessero dire proprio male!).

Capirete presto che la costruzione della rete è di vitale importanza in quanto è attraverso di essa che trasporterete le merci necessarie alla costruzione delle industrie. Le industrie infatti richiedono una spesa in termini di carbone (cubetti neri) e ferro (cubetti arancioni) che, se non disponibili sulla mappa andranno prelevati dal mercato (rappresentato da località esterne) al quale bisognerà essere collegati, direttamente o indirettamente, ovvero tramite collegamenti propri o altrui.

industrie e collegamenti a Birmingham, epoca de canali

La birra!

Ma veniamo alla birra, la grande introduzione in questa nuova versione di Brass.
La costruzione di molti edifici industriali e la costruzione simultanea di due ferrovie, oltre ai normali costi in materie prime, richiede la spesa di un barile di birra. La birra sarà disponibile sul tabellone in modo imprevedibile in quanto saranno i giocatori a decidere quando costruire i loro birrifici. Sopra ai birrifici andranno infatti piazzati da uno a due barili, a seconda del periodo in cui vengono costruiti.

Brass Birmingham - Birra
La Birra

Dal momento che tutti possono beneficiarne (ammesso esista un collegamento tra l’industria che un giocatore intende costruire e la birra da depredare), accade spesso che il proprietario del birrificio rimanga a secco e che non possa portare a termine un’azione pianificata (il proprietario del birrificio è l’unico a potervi attingere senza vincoli di collegamento)! Se nel “vecchio” Brass Lancashire il confronto era serrato, qui è malefico. L’interazione è altissima. Alla competizione tattico-strategica del già validissimo Lancashire, Birmingham aggiunge, con l’introduzione della birra, un ulteriore elemento di sfida che aumenta la complessità generale. Il pubblico a cui si rivolge è sicuramente quello dei giocatori esperti.

Difficile alla prima ma più chiaro una volta compresi i tempismi e le sinergie. Brass Birmingham segna l’incredibile passaggio dall’eccellenza del fratello maggiore, all’ambrosia. Pertanto, alla domanda “migliorare un capolavoro si può?” la risposta è senza ombra di dubbio, sì!

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