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Need for Speed Heat: Cinque caratteristiche necessarie per il successo

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Ecco cinque caratteristiche da migliorare assolutamente in Need for Speed Heat. Gli sviluppatori riusciranno a creare il miglior capitolo della serie?

Il recente annuncio di Need for Speed Heat ci ha portati a fare alcune considerazioni sulle condizioni necessarie affinché il prossimo capitolo si riveli migliore dei predecessori. Nonostante le diverse iterazioni della serie nel corso degli anni, il nome Need for Speed si è ormai legato indissolubilmente a giochi ambientati in un contesto di natura open world, con grande enfasi sul tuning e un gameplay fortemente arcade.

Infatti, buona parte dell’esperienza si basa sulla messa a punto dei propri bolidi seguita da folli corse a velocità sconsiderate, con curve da affrontare in derapata. Si tratta di una tipologia di arcade non apprezzata da tutti – dato che la fisica non viene considerata – tuttavia, funziona e diverte. Ciò non toglie che la serie abbia dei problemi di un certo spessore, e quindi, in attesa del gameplay reveal che si terrà alla Gamescom, ecco cinque caratteristiche imprescindibili per la buona riuscita di Need for Speed Heat.

Il mondo di gioco

Partiamo da un elemento fondamentale quando si parla di racing open world, ovvero, l’ambientazione. Oltre ad una location appetibile da un punto di vista puramente estetico e paesaggistico, il mondo di gioco deve essere anche ben strutturato.

Ambientazioni non sempre riuscite

Facciamo però un piccolo passo indietro e ripartiamo da Need for Speed (2015) per spiegare meglio la questione. Il reboot della serie si rifà ai due Underground; Ventura Bay è una città prettamente notturna con alcune aree crepuscolari che creano un effetto suggestivo. Piacevole sia da vedere che da percorrere, ricorda città della West Coast come Los Angeles, peccato non abbia la stessa densità.

In questo caso il problema risiede in una mappa con una struttura vecchia di almeno un decennio. I quartieri sono praticamente delle isole – di dimensioni piuttosto ridotte – collegate tra di esse solamente da una rete autostradale. Insomma, in questo caso, a mancare è la sostanza.

Distretti Ventura Bay NFS
Ventura Bay è la città giusta per correre, tuttavia è stata sfruttata male a causa di una struttura troppo limitante.

Passiamo a Payback, che propone un mondo di stampo più aperto, essendo ambientato nella Fortune Valley, che rimanda al Nevada e zone limitrofe. In questo caso la superficie percorribile è superiore, dato che viene lasciato spazio all’off-road. Purtroppo, per garantire (forse) ecosistemi differenti, le diverse zone sono collegate tra di esse ancora una volta da una rete autostradale. Ciò vuol dire che gli spazi tra le diverse “regioni” sono letteralmente vuoti ed è un peccato, perché se fossero stati percorribili, avrebbero concesso più opportunità.

Mappa NFS Payback
Fortune Valley è un luogo generalmente meno affascinante di Ventura Bay. Purtroppo anche questa volta, pur offrendo una superficie percorribile superiore, la struttura del mondo è gestita nuovamente ad “isole” .

Il futuro è nelle mani di Palm City

Affinché il mondo di gioco presente in Need for Speed Heat si riveli di buona fattura, dovrebbe avere dunque una struttura più coesa e stratificata. Ciò vuol dire che il tessuto urbano dovrebbe essere ricco di strade principali e secondarie, con molteplici scorciatoie e vie alternative da sfruttare in gara. I diversi quartieri non dovrebbero essere delle isole separate bensì parte di un unico insieme e, l’autostrada, dovrebbe rappresentare una via supplementare per le corse più veloci. Infine, ci auguriamo che la città sia ricca di punti d’interesse tali da renderla unica, memorabile.

Need for Speed Heat Media trailer
Siamo curiosi di scoprire se Palm City sarà all’altezza delle aspettative.

Gare ed eventi

Potrà sembrarvi banale, ma un altro degli elementi fondamentali in un racing di questo tipo sono le competizioni, che dovrebbero riempire completamente la mappa. Nell’ottica di un videogioco che andrebbe fruito per mesi, c’è un assoluto bisogno che i contenuti al lancio siano sufficientemente adeguati. In caso contrario c’è il rischio che il titolo venga abbandonato in tempi piuttosto brevi.

Prendendo in esame i due capitoli precedenti, Need for Speed (2015), ad esempio, è uscito con pochissimi contenuti risultando piuttosto insipido. In quell’occasione è stata adottata una linea di aggiornamenti live-service, che hanno rimpolpato in parte l’esperienza, rendendo il gioco un po’ più corposo.

Con NFS Payback è stato fatto un leggero passo in avanti con risultati buoni ma non eccellenti. In particolare, la mappa è stata riempita di attività secondarie quali salti, autovelox, gare di velocità o di drift e perfino piloti erranti da sfidare. Purtroppo è stata riposta meno attenzione agli eventi principali che sono risultati poco vari e in quantità limitata.

Need for Speed Payback attività
Le attività secondarie di NFS Payback sono ben distribuite in tutta Fortune Valley e racchiudono il lato più arcade del titolo, con svariati punteggi da battere.

Più gare per un mondo più vivo

Need for Speed Heat avrà bisogno di un cospicuo numero di gare principali e secondarie, in egual misura. In questi termini la campagna divisa tra competizioni legali e clandestine potrebbe garantire una certa varietà, ma è ancora tutto da vedere.

Uno dei modi per tenere vivo il gioco potrebbe essere quello di aggiungere gratuitamente nuovi eventi proprio come in Need for Speed o, in alternativa, dare ai giocatori un editor di tracciati. Immaginatevi quindi di poter scegliere la tipologia di gara, le sue regole insieme alla possibilità di condividerla e un sistema di valutazione per i giocatori. Quest’ultima opzione risulterebbe sicuramente più complessa ma, se ben gestita, potrebbe risolvere i problemi contenutistici del titolo.

NFS Payback Eventi
Gli eventi in Payback non sono poi così tanti, ci auguriamo che Need for Speed Heat ne abbia molti di più.

Intelligenza artificiale

Uno degli aspetti che speriamo siano stati rivisti in Need for Speed Heat è l’intelligenza artificiale avversaria. Il reboot della serie si basava su un effetto elastico fin troppo marcato, mentre, con Pyaback è stato fatto qualche passo in avanti. In generale, l’ia qui risulta abbastanza aggressiva ma pensiamo possa essere migliorata ancora. Discorso diverso invece per la polizia, che può vantare di diverse volanti tutte perfettamente coordinate e che, danno il via ad inseguimenti mozzafiato.

Considerando che altre serie come Forza Horizon che si basa sui Drivatar o l’imminente GRID, che può vantare su un sistema altrettanto complesso, è lecito aspettarsi che anche su Need for Speed venga riposta attenzione su questo aspetto di fondamentale importanza.

Siamo sicuri che gli inseguimenti con la polizia ci daranno del filo da torcere, ma sapranno fare altrettanto i comuni avversari?

Modalità online

Le modalità online sono un altro di quegli aspetti che – nei capitoli precedenti – hanno avuto una gestione abbastanza problematica. Infatti, con Need for Speed è stata proposta un’esperienza always online, cosa che non è andata giù a gran parte dei giocatori. Ricordiamo infatti che il digital divide è ancora un problema non da poco in molte regioni del mondo.

Con Payback, gli sviluppatori hanno optato per una modalità offline e le speedlist. Quest’ultime consistono in una serie di gare tra cui votare mentre si aspetta all’interno di una lobby. Ovviamente anche questa scelta ha fatto storcere il naso alla community, che ha chiesto a gran voce una modalità free roaming. E quando questa è arrivata, dopo diversi mesi, non consentiva di partecipare agli eventi, era praticamente desolata. Tutto ciò che potevano fare i giocatori era quindi incontrarsi, sfidarsi tra di loro e magari fare qualche foto di gruppo, ma nulla di più.

Per non scontentare i giocatori, Need for Speed Heat avrà bisogno sia di una modalità All-Drive che delle speedlist.

Quindi, è già stata confermata la modalità offline per Need for Speed Heat, ma restano ancora dubbi su quelle online. La situazione ideale sarebbe quella di poter contare sia sulle speedlist che una modalità All-Drive simile a quella del reboot. In questo modo si accontenterebbero sia i giocatori che vogliono partecipare soltanto alle gare, che quelli che desiderano tutto il pacchetto fatto di scorribande per la città ed eventi da affrontare in compagnia.

Feature accessorie

Ok, forse stiamo barando un po’ ma, in questo paragrafo parleremo di tutti quegli elementi di minore importanza che, sommati vanno a migliorare la qualità dell’esperienza. Cominciamo dalle microtransazioni, che sono quasi certamente inevitabili ma che, ci auguriamo, non incidano sulle dinamiche di gioco. È già stato confermato che non ci saranno le Speed card di Payback quindi, questa volta possiamo aspettarci un sistema di progressione sensato. Per quanto sia difficile, speriamo comunque che questa forma di monetizzazione venga lasciata in disparte in favore dei più tradizionali DLC, che andrebbero ad espandere l’esperienza di gioco.

NFS Payback Microtransazioni
Need for Speed Payback è un buon gioco, peccato che l’inserimento delle microtransazioni abbia rovinato il sistema di progressione. Uno dei più grandi scivoloni di Ghost Games.

Più dettagli, maggiore qualità

Il rombo dei motori ha il suo fascino, ma anche la musica in questo genere di racing ha la sua importanza. Quindi, oltre alle canzoni su licenza, speriamo che in Need for Speed Heat ci sia spazio anche per le tracce originali composte per i primissimi capitoli della serie. Un po’ come accaduto nel recente reboot, vorremmo tornare a sentire la musica composta da Rom Di Prisco, Saki Kaskas e soci. Nell’ottica di una fruizione del gioco per periodi prolungati, una playlist più corposa contribuirebbe ad una maggiore varietà.

Chiudiamo infine con il Photo Mode, elemento ormai d’obbligo in qualsiasi produzione. Need for Speed – così come tanti altri racing – non è soltanto un gioco di corse. Immortalare il proprio bolide nei luoghi più belli della città rappresenta un’emozione unica, un vanto con il quale dimostrare il proprio amore per le auto.

Negli scorsi anni, giochi come Driveclub ci hanno deliziati con modalità fotografiche sopraffine e non ci dispiacerebbe se Ghost Games proponesse un editor di qualità superiore.

Need for Speed Payback Screen
Le modalità fotografiche dei Need for Speed precedenti sono buone ma non buonissime, si può fare di più.

Riepilogo

Queste sono le cinque caratteristiche (secondo noi) necessarie affinché Need for Speed Heat si riveli un successo. È voi quali elementi vorreste fossero rivisti all’interno della serie? Fatecelo sapere nei commenti!

Vi ricordiamo inoltre che il gameplay di NFS Heat verrà svelato durante l’Opening Night Live della Gamescom che si terrà alle 20.00 del 19 agosto.

L’uscita di Need for Speed Heat è prevista per l’8 Novembre 2019 su PS4, PC ed Xbox One, continuate a seguire Nerdpool.it per tutte le novità inerenti questo titolo.

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