Quando uscì nel 1999, nessuno poteva mai credere che The Blair Witch Project potesse incassare ben 248 milioni di dollari. Il film, infatti, portò in auge il “falso documentario” (Found Footage). Questa è un’efficacissima tecnica cinematografica per suggestionare gli spettatori, tanto vero che a farne uso sono per la maggior parte film horror.

The Blair Witch Project – 1999 – Daniel Myrick, Eduardo Sánchez

Durante la Gamescom 2019, Bloober Team ha presentato una demo di Blair Witch da 22 minuti. Ci ritroviamo nel 1996 nei panni dell’ex poliziotto Ellis e il suo cane Bullet. Siamo alla ricerca di un ragazzino di nome Peter Shannon, smarrito nella foresta di Black Hills nei pressi di Burkittsville (anticamente chiamato Blair). Ennesimo caso della serie iniziato nel 1994 con i tre ragazzi del film The Blair Wirch Project.

Arrivati a bordo della nostra auto, chiaro riferimento di Blair Witch a Resident Evil 7, ci inoltriamo subito nella foresta. In men che non si dica, ci ritroviamo a correre tra alberi che inspiegabilmente cadono fragorosamente, rumori inquietanti e musica da suspense. Il tutto immersi in una gelida foschia infernale. Ci rifugiamo in un grandissimo albero cavo per poi vagare tra le sue radici e il sottosuolo. Troveremo spesso durante il cammino foto di persone rivolte contro il muro, così come il serial killer locale Rustin Parr soleva fotografare le vittime (8 bambini).

Nell’altro segmento di demo di Blair Witch, ci viene svelato il primo nemico: un mostro dai lunghi arti, senza pelle e dalla notevole velocità di spostamento. Possiamo fare poco e corriamo velocemente in fuga verso l’altro scenario, quest’ultimo caratterizzato da calma piatta e enigmi da risolvere. Proprio in questo frangente ci viene svelato uno dei meccanismi principali del titolo: le cassette rosse.

Trovato quest’oggetto per la prima volta, potremo manipolare la realtà. Basterà infatti fare rewind per far allineare ciò che succede nel video e la nostra realtà. Esempio: dobbiamo sbloccare una porta per proseguire. Il video ci mostra un soggetto che tenta di sfuggire affannosamente dal cameraman. Ad un certo punto proprio la porta bloccata verrà aperta. Basterà fermare il video in questo punto per ritrovare la porta aperta e proseguire.

Successivamente ci viene mostrata l’ultima area della demo di Blair Witch. Ci troviamo da soli, Bullet non c’è, abbiamo a disposizione solo la nostra videocamera. Questa ci permette di illuminare leggermente l’ambiente e usare gli infrarossi attraverso il piccolo monitor sul lato. Altra citazione ad un capostipite del genere: Outlast.

Siamo in una casa abbandonata, la stessa del film, e vaghiamo tra i corridoi e le stanze dalle marcie pareti distrutte. Continuiamo a cercare Peter Shannon di cui odiamo alle volte il pianto. L’ambiente è un labirinto e si ripetono fino al collasso mentale. La tensione sale, pareti e muri si ricompongono inspiegabilmente, un mostro appare tanto per farci prendere un colpo. Ad un certo punto leggiamo una scritta su un muro “Don’t look, you look you dead, don’t look”. Da questo punto in poi dobbiamo proseguire a capo chino, pena ovviamente la morte. Al termine la nostra videocamera smetterà di emettere luce e una voce femminile ci bisbiglierà: “My Ellis, forever mine”.

La demo di Blair Witch finisce qui, all’apice della tensione. Le prime impressioni suggeriscono che la storia abbia ancora tanto da svelare e il comparto tecnico sia solido e capace di trasmettere le giuste sensazioni. Le aspettative sono molte alte, dato che il progetto è molto ambizioso.

Blair Witch uscirà il 30 agosto e noi di Nerdpool non vediamo l’ora di acquistarlo. Sarà disponibile per PC e Xbox Game Pass. Continuate a seguirci su Nerdpool per non perdervi le migliori notizie!

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