Il Re Leone prende vita ed emoziona tanto quanto il classico animato della Walt Disney. Il film diretto da Jon Favreau rispetta l’originale, aggiungendo alcuni elementi che sono perfetti per il live-action.

il re leone  recensione walt disney

Non posso nascondere che il film d’animazione de Il Re Leone occupa un posto speciale nel mio cuore. Questo potrebbe far pensare che la mia analisi possa essere poco obbiettiva, visto l’amore che nutro per il capolavoro diretto da Roger Allers e Rob Minkoff nel 1994. Proprio questo amore mi ha portato però ad essere più attento che mai ai dettagli.

Quando venne annunciato che Il Re Leone sarebbe stato tra i vari classici Disney ad essere in lavorazione per un live-action, ebbi un misto di “paura” e felicità. Al di là dei vari record che il film ebbe all’epoca, Simba e la sua storia furono un punto di riferimento importante per i bambini e gli adolescenti di quegli anni, segnando anche le generazioni future.

La storia la sappiamo praticamente a memoria, ma quante volte abbiamo sperato che Mufasa risalisse da quella gola e che a cadere fosse Scar? Personalmente ogni volta che ho rivisto quella scena. Questo momento l’ho vissuto anche durante il live-action, segno che anche questa versione è in grado di emozionare ancora e trasportarti in qualcosa di unico nonostante sia stato già visto e rivisto.

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LA COLONNA SONORA E IL DOPPIAGGIO

La storica colonna sonora composta già nel ‘94 dall’intramontabile Hans Zimmer cambia interpreti ma non ne risente. Marco Mengoni (Simba adulto) ed Elisa (Nala adulta) incantano e se la cavano egregiamente anche quando non devono cantare. Gli amanti di Coco avranno anche riconosciuto Simone Iuè prestare la voce (cantata) al giovane Simba. Edoardo Leo e Stefano Fresi (Timon e Pumba) danno nuova vita ad Hakuna Matata, regalandoci una versione molto simile a quella del cartone, con l’opportunità di prendersi qualche libertà.

Massimo Popolizio e Luca Ward doppiano rispettivamente Scar e Mufasa in una versione diversa rispetto a quella di Tullio Solenghi e Vittorio Gassman. I due personaggi più “maturi” del film sono quelli che hanno subito il cambiamento maggiore a livello vocale. Se per gli altri protagonisti troviamo una vicinanza con il classico cartone, per i due fratelli che si contendono la rupe dei Re, si è passati a una versione più realistica. E’ strano pensare a qualcosa di realistico vedendo degli animali parlare, ed è proprio questo una delle cose che sembrano creare fredezza durante alcuni dialoghi. Questa presunta freddezza viene però spazzata via dai momenti cantati, che anche qui sono la parte più riuscita.

EFFETTI VISIVI E CAMBIAMENTI

Il live-action de Il Re Leone è visivamente affascinante. Gli animali sono davvero realistici, ed è forse questo che potrebbe “confodere” il pubblico. Questo avvicinamento alla realtà, era la cosa che più mi preoccupava dopo aver visto il trailer, ma i dubbi sono spariti grazie ad alcuni cambiamenti apportati dalla versione animata.

Seppur a volte impercettibili per chi non ricorda il film originale, alcuni dialoghi e scene cambiano per dare ancor più il senso realistico alla storia. Tra i cambiamenti più importanti che mi hanno colpito, segnalo la scena che nel film animato vedeva Simba adulto, che in preda allo sconforto ricordava il il padre morto, lasciandosi cadere a terra e alzando un polverone che arrivò fino a Rafiki.

In questa versione il saggio babbuino viene a scoprire in modo diverso che Simba è ancora vivo. Nella scena in live-action, vediamo infatti che una ciocca della criniera del figlio di Mufasa arriva fino a lui grazie a quel famoso cerchio della vita che tanto vorrebbe insegnare questo racconto. Un’aspetto che Jon Favreau sembra aver voluto sottolineare con una scelta coraggiosa e che ha evidenziato anche in altri momenti del film.

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CONSIDERAZIONI

Il Re Leone è tornato, ruggendo al box-office e incantando il pubblico, qualcuno non ne sentiva il bisogno, ma in tanti, me compreso, non hanno resistito alla tentazione. Rivedere il piccolo Simba crescere e commettere i suoi errori, il dramma della perdita, dell’amicizia, dell’amore che non ha confini, della voglia di potere che ostacola componenti della stessa famiglia, più altre tematiche che questa pellicola riesce ancora oggi ad affrontare, porta tutt’ora ad amare questi personaggi.

Non abbiate paura ad emozionarvi, che siate genitori che accompagnano i figli, o adulti che vogliono tornare a 25 anni fa, o persone che si affacciano per la prima volta a questo grande classico Disney, sappiate che Il Re Leone è lì, pronto ad accogliervi alla rupe dei Re e mostrarvi come può essere magnifico il cerchio della vita.

Hakuna Matata a tutti!

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PANORAMICA
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