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Control: Recensione del nuovo titolo dagli autori di Max Payne

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Control, la nuova avventura visionaria e ricca di fascino firmata Remedy Entertainment

Giunto ai titoli di coda di Control, un desiderio mi pervade: vorrei che Remedy potesse sviluppare sempre più giochi! L’ultima fatica dei produttori di Alan Wake non ha fatto altro che ricordarmi lo straordinario talento di questo studio nel creare mondi avvincenti e surreali. La storia ed i personaggi di Control mi sfidano, confondono ed incuriosiscono letteralmente dal suo primo minuto di gioco. I dialoghi sembrano strani e compromessi, soprattutto nelle prime fasi, ma più ci gioco più comprendo l’utilità di questo approccio misterioso. Control ha bisogno di molto tempo per poter spiegare sé stesso, per far conoscere i suoi personaggi, studiare l’ambiente ed acquisire gradualmente nuove meccaniche ed abilità. L’atmosfera di Control è sinistra, ed invia al giocatore una serie di interrogativi dal momento in cui si preme start per la prima volta.

Bureau, fenomeni paranormali ed entità sovrannaturali

In Control, interpretiamo Jesse Faden che, all’inizio del gioco, si presenta al Federal Bureau of Control, in un edificio noto come The Oldest House. Quest’ultimo è sede di un dipartimento governativo segreto che ritiene abbia rapito suo fratello Dylan come parte della missione di salvaguardia del paese da fenomeni ultraterreni.

L’incipit di Control è volutamente criptico: quasi immediatamente una voce ci dirà che siamo la nuova direttrice del Federal Bureau of Control. Il boss precedente è morto, sembra essersi suicidato con l’Arma di Servizio, una potente pistola in grado di cambiare aspetto e caratteristiche in maniera dinamica. Si tratta di un cosiddetto Oggetto del Potere che solo il Direttore può impugnare, o chi è degno di esserlo. Jesse riesce perciò ad utilizzarla, diventando la nuova direttrice. Se non bastasse lo shock, il nostro primo giorno di lavoro comincerà col piede più sbagliato, il Federal Bureau of Control è attaccato da The Hiss, un’entità soprannaturale malvagia, proveniente da un’altra dimensione, che penetra come una sorta di sibilo, infettando le menti dei suoi ospiti per piegarle alla propria volontà.

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The Hiss ha fatto breccia nel nostro piano della realtà sfruttando i varchi presenti all’interno dell’edificio. Tutti gli impiegati sono stati resi agenti al suo servizio oppure messi in una sorta di stasi, sospesi fra le due dimensioni. Ci sono volute solo poche ore prima che mi abituassi ai corpi galleggianti. In Control quei corpi sospesi sono assolutamente ovunque. Cammini in una stanza, ed eccoli lì, forme senza vita vestite con abiti scuri da ufficio o elmetti arancioni e giubbotti di sicurezza. All’inizio sono inquietanti, ma più esplori il mondo paranormale del gioco, meno lo diventano. Sono solo un appuntamento fisso dell’ambiente di gioco, come scale o macchine per il caffè. Ma, seppur nel corso del gioco mi sono abituato alla loro presenza, non mi sono mai sentito del tutto a mio agio.

I misteri si infittiscono

Ma chi è Jesse Faden, e come può mantenere la sua compostezza di fronte alle inquietanti distorsioni eteree e materiali che avvolgono l’edificio? Queste sono le domande che ci accompagneranno nel corso di tutta l’avventura. Essere vago e misterioso potrebbe essere visto come un difetto in altri giochi, ma l’alone di mistero che avvolge il gioco è proprio ciò che rende Control così affascinante. Incredibilmente, i misteri si infittiscono sempre più mentre perlustriamo il quartier generale dell’ufficio in cerca di risposte. Da qui in poi, tutto diventerà sempre più strano, e questo è solo l’inizio. Entrare nel dettaglio delle vicende che legano Jesse e Dylan Faden al Bureau sarebbe un vero peccato. Soprattutto nelle prime ore, la progressiva scoperta dei retroscena rappresenta un elemento portante dell’esperienza di gioco.

In questo senso il lavoro di scrittura di Sam Lake è davvero notevole, senza nulla da invidiare ad opere cinematografiche, letterarie e televisive contemporanee. Come già accaduto nelle precedenti opere di Remedy, la trama si svela su differenti livelli. Dialoghi (con ampie possibilità di approfondimento facoltativo) si alternano a filmati d’intermezzo e ad una densità notevole di documenti sparsi ovunque nelle ambientazioni. La cura della scrittura e dei minimi dettagli è impressionante, e tutto contribuisce a creare un ambiente complesso e stratificato, dotato di un suo passato, di regole e tradizioni specifiche che dovremo, ma soprattutto vorremo, assimilare esplorandolo.

Control Recensione

Un action adventure con elementi da metroidvania

Control è un action adventure con una visuale in terza persona che ricorda tantissimo per posizionamento, fluidità e taglio registico, quella di Quantum Break. Control non è lineare, presenta infatti elementi da metroidvania ed è pieno di motivi che ci portano a ripercorrere i nostri passi. In pratica l’intera Oldest House sarà a nostra disposizione e potremo esplorarla in lungo e in largo risolvendo i suoi misteri e seguendo un arco narrativo principale che ci porterà a dipanare gli avvenimenti. Non ci sarà, dunque, una struttura a livelli lineare, ma una sorta di open world. Intere zone dell’edificio non saranno inizialmente accessibili a Jesse finché non avrà preso possesso delle abilità più avanzate.

Enorme il focus sulla necessità di esplorare ogni ambiente per raccogliere le risorse necessarie a migliorare i poteri della neo-direttrice e sbloccare quelli nuovi. La mappa, richiamabile in sovraimpressione senza fermare l’azione di gioco, diventerà ben presto fondamentale per orientarsi, dato che la Oldest House si rivelerà molto più grande e labirintica del previsto. Orientarsi e spostarsi sarà un esercizio costantemente in equilibrio tra una conoscenza via via sempre più approfondita dell’ambiente di gioco, ben aiutato dai marker di missione chiari e dal fast travel che si sbloccherà una volta conquistati i Punti di Controllo, ed il gusto puro della scoperta degli angoli più nascosti di ogni location.

Control Recensione

Una sola arma, cinque strumenti di distruzione

Come detto su Jesse entra in possesso, sin da subito, della nostra Arma di Servizio, che è un potente strumento che solo il direttore dell’Ufficio di presidenza può usare. All’inizio l’arma ricorda una normalissima pistola, ma guardandola più da vicino ci si accorge di come alcune sue parti vibrino e siano sempre pronte a riposizionarsi per formare configurazioni variabili. Questo perché può assumere cinque forme differenti ed in qualsiasi momento si può passare velocemente tra due di queste forme. Le munizioni sono infinite, ma ogni forma ha un limite in quanto ad autonomia, oltrepassato il quale occorre ricaricare, proprio come un’arma al plasma di Halo, che si surriscalda.

Avanzando nel gioco si sbloccheranno le varie forme, da acquistare utilizzando i materiali trovati procedendo nella storia. Tutte e cinque le forme possono inoltre essere modificate, ritoccando il danno inferto o attutendo il rinculo, aumentando l’autonomia del caricatore e altro ancora. E, come tanti altri aspetti di Control, nessuna forma “funziona” come vi aspettereste. Manca un sistema di copertura tradizionale, e anche per questo c’è un motivo ben preciso: come ricordano le schermate di caricamento, Control è uno shooter pensato per mantenere l’utente costantemente in movimento.

Abilità e Gameplay

Sicuramente, uno degli aspetti più interessanti della produzione è legato all’utilizzo dei poteri e delle abilità, le quali rappresentano il fulcro – insieme alla pistola – della giocabilità del nuovo pargolo di Remedy. Jesse è in possesso di poteri paranormali che le permettono di tenere a bada i nemici in diversi modi. Fin dalle prime fasi dell’avventura, la protagonista può sollevare e scagliare in qualsiasi direzione praticamente ogni oggetto che ha a portata di mano, grazie all’abilità Lancio (che, come tutte le abilità, può essere migliorata e potenziata grazie ai punti abilità ottenuti completando missioni).

Alla fine del gioco, Jesse è una specie di supereroe. Può volare, raccogliere oggetti con la mente e controllare i nemici indeboliti. Come la sua rigenerante arma di servizio, i poteri di Jesse si ricaricano continuamente, abbastanza rapidamente. Lo sblocco progressivo dei poteri porta ad un vero e proprio crescendo, tanto nell’intensità e nella vastità degli scontri, quanto nella possibilità per il giocatore di affrontarli in molteplici modi, creandosi le proprie strategie e supportandole con l’utilizzo di mix di sua scelta.

Il combattimento si basa quindi su premesse abbastanza interessanti, ma non sempre gli scontri di Control riescono ad entusiasmare per ritmo ed equilibrio. Parlando di intelligenza artificiale dei nemici, è necessario fare un’importante premessa. Control non offre la classica selezione di un livello di difficoltà, bensì si basa su un costante auto-bilanciamento. Le statistiche degli avversari saranno sempre adeguate allo status corrente degli upgrade del giocatore. La IA nemica nel complesso è sembrata davvero ben realizzata. Gli avversari si presentano in gruppi assortiti, armati in maniera differente e dotati di poteri telecinetici simili ai nostri. Adottano tattiche volte ad impedire all’utente di trincerarsi dietro le coperture, operazione spesso compromessa anche dalla distruttibilità degli ambienti, che rende una parte dei ripari decisamente poco affidabili.

Control eccelle nella gestione della fisica

Ciò che maggiormente stupisce in Control è la simulazione della fisica messa in campo dal Northlight Engine. Gran parte degli scenari, muri di cemento compresi sono distruttibili (sebbene, naturalmente, siano stati imposti degli ovvi limiti ambientali e strutturali). Il modo più efficace di rendersi conto di quanto la simulazione della fisica abbia impatto sul gameplay è il classico confronto prima/dopo. Quello si presenta come un open space popolato di scrivanie ordinate verrà totalmente distrutto in seguito ad uno scontro con gli agenti posseduti dall’Hiss. Il motore di Remedy muove un numero impressionante di poligoni, e gestisce in maniera talvolta sorprendente la simulazione della fisica. Capiterà più di una volta di rimanere davvero sorpresi da come una reazione a catena o un’inaspettata esplosione possano scatenare a schermo un caos di distruzione, frammenti e giochi di luce, rendendo ogni scontro a suo modo unico.

Control Recensione

Grafica e aspetto tecnico

Tecnicamente il gioco è interessante, sia dal punto di vista grafico che artistico. L’impressione generale è quella di una grande pulizia delle geometrie grazie a un anti-aliasing efficace, unita ad un utilizzo degli effetti caratteristico per Remedy, volto a dare all’immagine quella tipica grana cinematografica. Si passa da sale asettiche e luminose a corridoi bui e inquietanti, sempre in attesa che compaiano le luci rosse che annunciano l’arrivo di nemici; ma non mancano aree differenti, fra sotterranei e tunnel, ad aumentare il tasso di varietà di ciò che si vede sullo schermo.

Peccato per l’assenza del supporto all’HDR che avrebbe sicuramente potenziato l’eccellente gestione dell’illuminazione. Il fatto che quasi tutto possa essere distrutto è un valore aggiunto all’eccellente realizzazione tecnica del titolo. Però, per via di questa sua generosità, dà vita nelle situazioni più caotiche e affollate, a diversi cali di frame. Remedy è già al lavoro su patch correttive. Ottimo lavoro è stato fatto per quanto riguarda il sound design, che conferisce a oggetti specifici del mondo di gioco un carattere unico. Così come la costante cantilena ripetuta dai posseduti dall’Hiss, tanto caratteristica quanto inquietante.

Control Recensione

Potete acquistare la vostra copia di Control seguendo questo link.

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