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eFootball PES 2020: la recensione!

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La recensione del nuovo simulatore calcistico targato Konami è arrivata!

Lo sappiamo tutti: la recensione del simulatore calcistico di ogni nuova annata è una delle più attese, specie perché c’è una sfida centenaria in atto che pare non finire mai. FIFA contro PES, PES contro FIFA. Per anni ci si è concentrati su una domanda ed un dubbio atavico: qual è meglio, il titolo Konami o la produzione a marchio EA Sports? Forse, per la prima volta, la risposta è complessa, articolata, non scontata. Oggi, insieme a voi, analizziamo eFootball PES 2020, in questa approfondita recensione.

eFootball PES 2020 Recensione
Miralem Pjanic, cervello della Juventus, finalmente licenziata in ogni virgola in PES 2020.

Ben arrivati al nuovo, entusiasmante, PES 2020.

Dalla nostra analisi della demo, pubblicata non troppo tempo fa, avevamo già riscontrato degli enormi balzi avanti rispetto al passato. In confronto allo scorso anno, infatti, PES 2020 si presenta con un gameplay rinnovato e decisamente più realistico, e persino un nuovo sistema di dribbling. Il finesse dribbling, studiato in collaborazione con un professore del calibro di Andrés Iniesta, è una piacevole introduzione, che prova a dare una maggiore verve ai match.

Il titolo Konami presenta, come di consueto, una bella pletora di modalità sgargianti e tirate a lucido. Dal canonico Calcio d’Inizio, passando per la Master League e la Diventa un Mito, si va anche nella sezione eFootball, che raccoglie una varietà di modalità prettamente online. Si arriva, infine, al myClub, modalità che fa il paio (nelle dovute differenze) con Ultimate Team di FIFA, quest’anno arricchito anch’esso da numerose rifiniture.

La schermata iniziale di PES 2020, con la panoramica di tutte le modalità di gioco.

Giochiamo al calcio…

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Dopo la panoramica di rito su tutte le modalità di gioco, da approfondire secondo le vostre preferenze, è obbligatorio concentrarsi su una cosa fondamentale: il gameplay. L’eterna ricerca del gameplay perfetto ha portato i simulatori calcistici ad inseguire ogni anno di più la chimera del realismo. Quest’anno, specialmente dalle prime battute, PES 2020 sembrava aver sfiorato un gameplay praticamente perfetto, con movenze meno “sui binari”, con accelerazioni più credibili, gestione dei contatti fisici e del pallone di alto livello. Effettivamente, nei primi match, il feeling di trovarsi di fronte a qualcosa di molto vicino alla realtà è evidente, salvo poi incorrere in “piccoli” problemi man mano che si gioca. Il tutto non è stato riscontrabile da subito, ma solo dopo un test più approfondito per la recensione di questo eFootball PES 2020.

Non è raro, infatti, che i giocatori si disinteressino del pallone che scorre loro accanto, così come non è raro che in fase difensiva anziché correre verso la sfera facciano un mezzo passo nella direzione opposta. Nella gestione dei passaggi abbiamo un’altra remora: se da un lato sono funzionali ed abbastanza realistici, dall’altra spesso vengono indirizzati dove decide il gioco stesso, martoriando le nostre intenzioni di costruire un’azione rapida e precisa. Per carità: succede anche nel calcio vero di sbagliare, però ricordiamoci che è pur sempre un videogioco, e la fruizione è più importante della frustrazione.

Milan Vs. Inter: il derby di Milano nel MatchDay
Un azione del recente MatchDay: Milan – Inter, e Piatek viaggia spedito verso Handanovic.

La gestione dei tiri è molto buona, migliorata ulteriormente, e dona la sensazione di un pallone “che pesa”, rendendo il comportamento della sfera credibile e ben calibrato. Forse un po’ troppo ad effetto i tiri a giro, che paiono a volte quasi telecomandati, ma solo qualora il giocatore possieda mezzi tecnici di altissimo livello.

Batistuta Juventus PES 2020
Ecco un Batigol in versione bianconera (grazie agli agenti del myClub) che mitraglia tutti dopo uno splendido tiro a giro.

Degni di nota anche i calci piazzati, con le punizioni che (finalmente!) tornano ad essere quelle che hanno fatto la storia di PES: semplici, immediate, efficaci, precise. Presenti anche i canonici schemi, sia su piazzato che su calcio d’angolo, mentre i rigori sono tendenzialmente uguali alla scorsa edizione, quindi niente da segnalare.

Tecnicamente parlando, che dice il Dr. Fox?

La nostra recensione di eFootball PES 2020 si è concentrata, al momento, prevalentemente sul gameplay, ma non possiamo escludere il comparto tecnico. Konami, infatti, ha spremuto al massimo il proprio motore grafico, quel FoxEngine che ci ha saputo già regalare parecchie emozioni. I risultati? Decisamente di alta qualità.

Messi PES 2020 Recensione
Un mai domo Lionel Messi, alle prese con la gestione della felicità. Provaci ancora, Leo.

L’engine mostra i muscoli, in quello che potenzialmente sarà uno dei suoi ultimi compiti prima di passare letteralmente la palla, specialmente nella resa visiva dei volti. La riproduzione dei calciatori, in primis dei più celebri, passa dai loro volti, oltre che dal loro fisico. Sotto questo aspetto, Konami non delude le aspettative, ed alza ancora di più l’asticella. Fedelissimi alle loro controparti reali, i volti dei calciatori sono pieni di dettagli e realizzati con cura certosina. Unico problema: le animazioni facciali, che certo non pretendiamo siano ai livelli del celeberrimo Heavenly Sword o L.A. Noire, però hanno un sapore agrodolce. Invece, le animazioni corporee nella vita di campo sono sicuramente più rifinite e ben connesse, salvo quando il sistema decide di infilare un input-lag incomprensibile. Allora le cose si fanno più sconnesse e – sinceramente – abbastanza casuali, con giocatori che cambiano direzione o semplicemente passeggiano accanto alla palla con animazioni davvero poco coerenti.

Il comparto audio è di buon livello, anche se Caressa alla lunga inizia a diventare stucchevole, con una parlantina pedante e, sovente, fuori luogo. Ci sarebbe bisogno di un’iniezione di varietà nelle telecronache, ormai, ma probabilmente se ne parlerà alla nuova generazione (forse). Il pubblico, i cori, le esultanze e la colonna sonora che ci accompagna nei menù sono tutti parametri piacevoli e quasi sempre azzeccati.

Nerdpool Insider: dentro il gioco

Spesso, nelle recensioni, i lettori iniziano a chiedersi cose tipo “sì, tutto bello, ma come hanno provato il gioco? Che tipo di test è stato eseguito? Dove hanno visto questa e quella cosa?“. Tutte domande lecite, e così ho deciso di raccontarvi il mio personalissimo test di eFootball PES 2020 per questa recensione.

Batistuta e Ronaldinho: myClub PES 2020
Una Juventus decisamente inedita, quella con Dinho e Batigol. Ma piuttosto efficace, vi dirò…

Vi risparmio la tiritera sulla modalità calcio d’inizio e quelle sciocchezze da bar dello sport. Ho effettuato, però, una bella panoramica nella modalità Training, andando a capire le principali differenze rispetto allo scorso anno. La modalità allenamento è abbastanza completa, con i consueti obbiettivi da raggiungere in una serie di esercizi, ma è presente una lacuna. Introdotto il nuovo sistema del Finesse Dribbling, mi aspettavo una bella panoramica in merito, cosa che invece non è presente nell’allenamento. Un vero peccato, perché ci sono alcuni esercizi competitivi, ma non una presentazione come forse meritava.

Il focus è stato, naturalmente, sulle modalità più succulente: dall’eFootball alle carriere, finendo al myClub. L’eFootball è sostanzialmente una raccolta delle modalità online per il multiplayer, con le Divisioni che spiccano.

Test a test.

Il test con la modalità Diventa un Mito, invece, mi ha visto prendere il controllo di un talento cristallino: Kingsley Coman, ala prolifica del Bayern Monaco (ex Juventus ed ex PSG). È sempre curiosa la possibilità di scegliere un campionato diverso dalla squadra di appartenenza: il Bayern in Serie A TIM è stato dunque una bella novità per il calcio italiano. La modalità per far diventare un mito il nostro calciatore prediletto, usando solo lui nei match, introduce poco, ma raffina parecchio le sue caratteristiche. Vivremo la consueta crescita del giocatore, unita al suo sviluppo, con dovizia di particolari ed una difficoltà sempre crescente. Del resto, siamo soli in questa missione, e dobbiamo uscirne trionfanti!

Subito dopo, ho iniziato l’indimenticabile Master League, una vecchia conoscenza che non ci stancheremo mai di affrontare. Sono partito con la formazione “classica”, quella degli scarponi, ho scelto il Manchester United e provato un po’ le funzionalità. Sempre bella la struttura, ancora un po’ anonima la parte del calciomercato (troppo asettica), anche se le trattative sembrano piuttosto reali. Salvo rari esiti di mercato poco logici, devo dire che la gestione del budget è credibile, complessa al punto giusto, specie per un team che non dispone di grandissimi fondi. Sinceramente troppo lente le scene d’intermezzo, che annoiano in modo pesante, completamente senza brio. Per il resto, solita qualità, per una modalità che è ormai consolidata, e questa recensione non può che confermarlo.

Infine, sono passato alla modalità myClub, la quale si contrappone alla più celebre Ultimate Team di FIFA, come già detto in precedenza. Con differenze palpabili, possiamo definire myClub come un FUT con meno microtransazioni. Non che non sia possibile effettuarne, anzi, però ci sono molte più possibilità di ottenere i fuoriclasse (o i giocatori di livello) in modo più “sano” e meno complicato, massimizzando il divertimento. Grazie ad Agenti ed Osservatori, infatti, ho potuto arruolare giocatori di assoluto rilievo, quali Verratti, J. Boateng, Lloris, Batistuta, Suso, e molti altri. Insomma, una modalità davvero divertente, che completa l’esperienza di gioco di PES 2020.

Un match che, in Europa, sta diventando una piacevole abitudine.

Tirare le somme, prego.

La domanda è sempre quella: lo compro oppure no? Quest’anno, ancora più degli scorsi, la risposta è un innegabile ““. Sperando che questa recensione di eFootball PES 2020 vi abbia aiutato, non possiamo negare che l’ultima edizione del simulatore Konami sia sicuramente quella meglio riuscita di sempre.

Abbiamo riscontrato poche pecche, anche se alcune sono davvero significative: l’input-lag che colpisce spesso i giocatori, ad esempio, è terribile. Non è raro pensare che i suddetti abbiano avuto un malore o stiano giocando alle lumache, perché la lentezza nella risposta ai controlli è quasi preoccupante. Altre volte, invece, tutto fila liscio. Non è raro neppure che l’intelligenza artificiale dei propri compagni non risponda a dovere. Facile citare giocatori che si disinteressano della palla che scorre accanto ai loro alluci o passaggi inventati sulla base di un comando che non diceva nemmeno per sogno quella direzione. O ancora movimenti d’attacco mai fatti dai compagni, che purtroppo rimangono a farsi coprire dai difensori come fossero in villeggiatura. Ultimo, ma non ultimo, i contrasti: notevole il lavoro sulle lotte di fisico tra i giocatori, ma gli arbitri continuano ad essere troppo incoerenti nella gestione delle sanzioni e dei falli.

Speriamo che venga rilasciata una patch per correggere questi problemi, i quali alla lunga rischiano di compromettere l’esperienza di gioco anche pesantemente.

Insomma, PES 2020 non è esente da difetti, ma sicuramente è il miglior gioco di calcio mai uscito da casa Konami. Ne avrete per tonnellate di ore di divertimento, urla e madonne, e siamo certi che lo apprezzerete.

Continuate a seguirci su Nerdpool.it, perché a breve il rivale storico di PES tornerà anche su queste pagine…

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