Joker: tutti gli Easter Eggs più importanti del film

Uno degli aspetti più importanti di un film, e ancora di più quando si parla di pellicole ispirate ai fumetti, è la presenza di Easter eggs, contenuti nascosti che rimandano a vari aspetti della cultura popolare. Non sempre sono proprio nascosti, a volte sono sfumature di un discorso, a volte richiami più o meno velati a scene iconiche di altri film o del fumetto di riferimento, a volte ancora sono murales visti di sfuggita.

E come poteva il Joker di Todd Phillips non esserne pieno? Nonostante la sua iniziale dichiarazione di non aver mai letto fumetti di Joker per prendere ispirazione, infatti, i rimandi al personaggio dell’universo fumettistico e alle sue precedenti interpretazioni cinematografiche ci sono, e funzionano.

Andiamo quindi a vedere quali sono gli Easter eggs più importanti del film, e segnalateci nei commenti se voi ne avete notati altri!

ATTENZIONE: ciò che segue contiene Spoiler su Joker di Todd Phillips.

1. The Killing Joke

The killing joke

Il concetto dietro al capolavoro di Alan Moore, Batman: The Killing Joke, è stato il faro ispiratore di praticamente ogni opera multimediale che ha incluso Joker come personaggio. In particolare, in Joker, Arthur Fleck sogna di voler fare il comico, e ci prova, ma con risultati orribili, così come nel fumetto di Moore.

Ancora, uno dei punti cardine del fumetto era l’idea del “One Bad Day”: chiunque, in un momento della vita particolarmente negativo, può impazzire fino a diventare un Joker. Ecco, nella scena in cui Arthur si trova in casa di Sophie (Zazie Beetz), e la informa di avere avuto “a really bad day”, dopo aver scoperto la verità sulle sue origini, l’influsso di Moore si sente con forza.

2. Re per una notte

Re per una notte

In Re per una notte, film del 1982 diretto da Martin Scorsese, Robert De Niro rappresenta Rupert, un comico che non riesce a farsi strada nel suo mondo, impazzisce e rapisce il suo idolo, il presentatore del suo talk show preferito. La figura di Arthur Fleck strizza spesso l’occhio a quella di Rupert, fino ad arrivare al completo ribaltamento di ciò che succede nel film di Scorsese: De Niro interpreta l’idolo di Arthur, e quest’ultimo presenzia al suo show.

Inoltre, alcune scene di Arthur da solo nel suo appartamento richiamano la spettacolare interpretazione di De Niro in Taxi Driver.

3. Zorro e Charlie Chaplin

Charlie Chaplin

Diversi altri film vengono richiamati nella pellicola. Primo fra tutti, Tempi Moderni di Charlie Chaplin viene proiettato quando Arthur entra di soppiatto nel teatro alla ricerca di Thomas Wayne. Tempi Moderni fu una delle prime pellicole a mostrare quanto la vita da lavoratore inficiasse il benessere psicologico degli uomini delle metropoli che stavano nascendo all’epoca, e il richiamo alla condizione di Arthur è evidente.

Un rimando a Batman e alle sue origini, invece, è rappresentato dalla locandina di Zorro mezzo e mezzo, film del 1981 diretto da Peter Medak, presente all’ingresso del cinema da dove Bruce Wayne e i suoi genitori scappano prima di essere aggrediti da uno dei clown ispirati da Joker. Il costume di Batman, infatti, si ispira proprio a quello di Zorro.

Altro richiamo alle origini di Batman si può trovare sempre nel cinema precedentemente citato, dove è in proiezione anche Excalibur. Si tratta di una pellicola del 1981, già usata da Zack Snyder per raccontare l’omicidio dei Wayne in Batman v Superman.

Un’altra opera richiamata con gran forza è Send in the Clowns (Che entrino i pagliacci), canzone scritta da Stephen Sondheim per il musical A Little Night Music, cantata dagli assalitori di Arthur nel vero e proprio punto di rottura del film.

4. Il Ritorno del Cavaliere Oscuro

Dark Knight

L’entrata ad effetto di Arthur Fleck nello show Live! With Murray Franklin richiama un altro grande capolavoro del fumetto: Batman: Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller. In quest’ultimo, infatti, Joker, dopo aver passato 10 anni in stato catatonico, viene ospitato nello show di David Endocrine e lo uccide in diretta televisiva assieme a tutto il resto dello studio. In effetti, la scena finale del Joker di Phillips è molto simile, tranne che Arthur si limita a uccidere il solo Murray Franklin.

5. Gli altri Joker

Jokers

Incredibilmente, Joker riesce a rendere omaggio a quasi tutte le sue altre interpretazioni cinematografiche: il completo che indossa Arthur verso la fine del film è ispirato a quello del Joker di Cesar Romero nella serie televisiva di Batman degli anni ’60; la scena di Arthur nella macchina della polizia è un omaggio toccante al Joker di Heath Ledger ne Il Cavaliere Oscuro di Nolan; la scena in cui Arthur modifica il volto di Murray Franklin su un poster è un richiamo al Joker interpretato da Jack Nicholson in Batman (1989).

Non solo, il film di Phillips riesce a omaggiare anche LEGO Joker e il Joker della serie animata di Batman. L’ospite che compare nello show di Murray Franklin prima di Arthur, infatti, si chiama Ethan Chase, ed è un richiamo al film diretto da Todd Phillips nel 2010 Parto col folle, dove proprio questo personaggio era interpretato da Zach Galifianakis. Quest’ultimo è il doppiatore di LEGO Joker.

Il font con cui compare il logo dello show Live! With Murray Franklin è, infine, lo stesso utilizzato per i titoli degli episodi in Batman: The Animated Series.

6. La gang di Joker

joker gang

Quando la notizia del “killer con la maschera da clown” si diffonde per tutta Gotham, diversi cittadini iniziano rivolte violente indossando proprio l’iconica maschera. Questo è un evidente richiamo alle numerose versioni delle gang di Joker che si sono viste in tutti i contenuti multimediali a lui dedicati. In particolare, in una delle ultime scene Joker viene innalzato ad eroe sopra una macchina della polizia da tutti i suoi fedeli.

7. Amusement Mile

Amusement Mile

L’iconico quartiere dove vive Arthur Fleck nel film è “Amusement Mile“, lo stesso nome del parco dove Joker tenta di far impazzire il Commissario Gordon in The Killing Joke. Non solo, questo parco è entrato nel cuore degli appassionati del pipistrello anche per la sua presenza nei videogiochi della serie Batman: Arkham.

8. L’ospedale di Arkham

Arkham

Non poteva mancare l’ospedale di Arkham, un altro dei grandi punti fermi di tutti i racconti legati a Batman e, soprattutto, alle sue nemesi. Nel film, l’ospedale per malati mentali occupa un posto ancora più centrale, perché è il luogo dove Arthur scopre le sue vere origini, marcando l’ultimo grande passo verso la nascita di Joker.

9. Ratcatcher e l’Enigmista

ratcatcher

La Gotham raccontata nel film non è ancora quella piena di supervillain di Batman, ma un paio di riferimenti ai nemici del pipistrello vengono comunque fuori: il primo è Ratcatcher, che pare essere il riferimento delle continue notizie di avvistamenti di “super ratti” nelle strade della città; inoltre, alcuni graffiti presenti sulle pareti dell’ascensore di Arkham, rappresentanti dei punti interrogativi potrebbero essere dei richiami all’Enigmista.

10. Bruce sul… Batpole?

Batpole

I Batpole sono i famosi pali usati dal Batman di Adam West nella serie degli anni ’60 per passare da villa Wayne alla caverna di Batman. Nella scena in cui Arthur va a villa Wayne nella speranza di parlare con Thomas, questi incontra il piccolo Bruce che gioca in un parchetto dove è presente proprio un palo che serve ad uscire da un fortino.

11. Alfred!

Alfred

Può esserci Bruce Wayne senza Alfred, il maggiordomo per antonomasia? No, appunto, e in Joker è interpretato magistralmente da Douglas Hodge. Nonostante si trovi ad essere un ruolo chiave nel permettere ad Arthur di scoprire la verità sulle sue origini, però, il povero maggiordomo non viene mai chiamato per nome.

12. Debra Kane

Debra Kane

Il nome della terapista di Arthur, Debra Kane ( interpretata da Sharon Washington), nasconde un doppio rimando: il suo cognome è lo stesso di Bob Kane, il creatore di Batman; il suo nome è, invece, quello della sociologa presente nel fumetto Batman: The Ultimate Evil di Andrew Vachss.

13. Il club dei pagliacci di Pogo

pogo

Il club dove Arthur Fleck tenta la sua ascesa da comico si chiama “Pogo’s”. Questo era uno dei nomi usati da John Wayne Gacy, famigerato serial killer che usava compiere molti dei suoi omicidi vestendosi proprio da pagliaccio.

14. I cameo!

Todd Phillips

Non potevano mancare vari cameo di celebrità nel film: il primo è proprio del regista Todd Phillips, che interpreta un comico che si esibisce prima di Arthur nel club. Non lo vediamo, ma la voce è proprio la sua. Presenti anche Justin Theroux, star della serie The Leftovers, e Bryan Callen, attore visto in Una Notte da Leoni. Il primo interpreta un ospite allo show di Murray Franklin; il secondo, invece, lavora nella stessa compagnia dove Arthur faceva il clown.

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