Death Stranding sta per arrivare su PlayStation 4. Meno di un mese al lancio, previsto per l’8 novembre, ed il primogenito di Kojima Productions vedrà la luce, e sarà nelle nostre mani. Gli interrogativi, e sono tanti, fioccano, ma tra tutti alcuni sono stati affrontati da Hideo Kojima in persona, pubblicati recentemente sulle pagine del magazine nipponico Famitsu. Di cosa parliamo? Della questione Game Over e del comparto Multiplayer, veri e propri “enigmi” ancora oggi…

Death Stranding Game Over Multiplayer
Lo sguardo da fur(b)etto di Kojima-san.

Essere morti o non essere morti, questo è il dilemma

Dacché si parla di Death Stranding, il dubbio sul famigerato Game Over è in pole position. Il buon Kojima, infatti, ha sempre mantenuto uno stretto riserbo sulla morte in quanto tale, nel suo gioco, asserendo che non sarebbe stato così canonico, morire. Da qui in avanti si sono scatenate tutta una serie di ipotesi e teorie, anche se Hideo ha voluto dare un altro paio di indicazioni. Dalle pagine del magazine, infatti, Kojima-san si esprime così:

Non c’è un vero e proprio Game Over come lo intendiamo oggi. Nella morte, Sam Bridges annega in uno spazio “oceanico”, e bisognerà ritrovare il suo corpo per poter tornare al “mondo normale”. In quest’ottica, è utile rivedere il primo trailer di Death Stranding…

Le parole di Kojima a Famitsu, in merito al Game Over

Chiaramente, il game designer nipponico gioca ancora un po’ a fare l’Enigmista, ma noi stiamo al gioco ed andiamo subito a riguardarci suddetto trailer, risalente all’E3 2016 (pensa tu)! Che sia davvero lì la chiave per comprendere la morte, in Death Stranding?

Indizi sulla gestione del Game Over direttamente dal primo trailer in assoluto, almeno così dice Hideo.

Multiplayer asincrono, sì, ma come?

Sul multiplayer, invero, c’è il medesimo mistero, se non di più. Negli ultimi video gameplay, infatti, s’è visto come il multiplayer asincrono sia presente e globalizzato all’interno di Death Stranding. Non è ancora del tutto chiaro come possa funzionare. Kojima, quindi, esplica che ci sono due sistemi di “approvazione” (o di Like, se vogliamo stare nel mondo social). Se si utilizza una struttura – un ponte, una scala e via discorrendo – creata da un utente, quest’uso sarà la prima approvazione, il primo “like”. Altresì, è possibile “votare” la struttura in questione assegnandone un secondo. Non sappiamo ancora in che modo queste votazioni influiranno sulle strutture, è ipotizzabile che per diventare parte integrante del mondo di gioco condiviso, debbano avere ambedue le approvazioni, ma sono solo ipotesi.

Piccola postilla sui crateri visti nel corso dei video: Kojima spiega che il cratere esisterà “solo nel vostro mondo, non in quello degli altri giocatori, è un effetto temporaneo, e la pioggia sistemerà le cose. Tecnicamente, però, il cratere potrebbe causare la scomparsa di una serie di edifici o costruzioni: quelle andranno perse per sempre? E perché si generano dei crateri? Tutti interrogativi che ancora Kojima-san non ha spiegato, e che presumibilmente scopriremo solo giocando a Death Stranding.

Death Stranding Game Over Multiplayer
Crateri a perdita d’occhio e figure inquietanti che volteggiano nell’aria. Abbiamo fumato troppo?

Vi ricordiamo che il titolo di Kojima Productions uscirà l’8 novembre in esclusiva su PlayStation 4. Seguite noi fervidi criceti di NerdPool.it per non perdere nemmeno mezzo aggiornamento sul nuovo lavoro di Hideo Kojima.

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