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Star Wars: L’ascesa di Skywalker – Recensione

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Star wars: l’ascesa di Skywalker, ultimo capitolo della trilogia iniziata nel 2015 non che ultimo film dedicato alla famiglia Skywalker. La regia è di nuovo nelle mani di J.J. Abrams per la sceneggiatura di J.J. Abrams, e Chris Terrio.

I capitoli precendenti

L’idea di questa nuova trilogia era di chiudere la saga degli Skywalker in una sorta di passaggio del testimone tra i protagonisti della prima trilogia e i nuovi personaggi. Obiettivo, a mio avviso, raggiunto solo in parte.

Come sappiamo la storia registica di queste pellicole è travagliata con notevoli ripercussioni nei film stessi. Ma non solo, infatti questa saga ha spaccato completamente il fandom. Il risveglio della forza, diretto da J.J. Abrams, è stato criticato per essere molto simile a Una nuova speranza. E sì, le analogie ci sono ma lo scopo di questo film, era l’introduzione dei nuovi protagonisti con l’intenzione di farli crescere nel corso della trilogia. Alcune idee del regista erano palesi, come ad esempio il collegamento tra Rei e la famiglia Skywalker (e non dite di no).

Con il secondo capitolo Star Wars: gli ultimi Jedi,la regia passa a Rian Johnson che con il suo film fa una virata a 180°, dandogli un taglio nettamente diverso ed allontanandosi dalle linee di Episodio VII. Le scelte del regista, coraggiose ma alquanto discutibili, hanno diviso completamente in fandom. Questi film hanno fatto uscire anche il lato più brutto, o se vogliamo, oscuro dei fan. Come dimenticare la chiusura dell’account instagram da parte di Kelly Marie Tram che interpreta Rose Tico! L’attrice è stata bersagliata per mesi dagli insulti degli haters del web che l’hanno offesa per il suo aspetto fisico e per il personaggio interpretato.

Star Wars

The rise of skywalker

Con L’ascesa di Skywalker ed il ritorno di J.J. Abrams alla regia, è chiaro il tentativo di ritornare a quella che era la sua idea iniziale aggiustando il tiro lì dove Johnson era uscito troppo dai binari. Abrams ha letteralmente condensato due film in uno, con un risultato alquanto controverso che sicuramente dividerà per l’ennesima volta il fandom.

La pellicola non è noiosa, anzi intrattiene dall’inizio alla fine complice un ritmo cadenzato. Ancora una volta la colonna sonora di John Williams è coinvolgente e intrigante. Il montaggio però risulta frenetico con tanti cambi di scena e location a scapito, di nuovo, della crescita dei personaggi. Infatti oltre ai protagonisti dei precedenti film sono stati inseriti nuovi elementi al cast. Inoltre ci sono anche dei graditi ritorni, come il pilota “Snap” Wexley (interpretato da Greg Grumberg) e l’intramontabile Lando Calrissian (Billy Dee Williams). Questa miriade di personaggi ha poco spazio per crescere e farsi conoscere. Inoltre c’è tanto, tanto fanservice. Ha davvero senso accontentare il fan fino a questo punto?

Fanservice a parte, questo film piacerà a fan accaniti e non, in particolare a chi non ha particolarmente apprezzato The Last Jedi.

SPOILER

Dopo un’attenta riflessione ho deciso questa parte di recensione sarà spoiler quindi se non avete ancora visto il film non volete rovinarvi la sorpresa, non proseguite con la lettura.

Cominciamo dall’elefante nella stanza, il ritorno di Palpatine. Ad aprile 2019 durante Star Wars Celebration di Chicago è stato rilasciato il primo teaser trailer del film che terminava con una risata molto conosciuta. Per mesi ci sono state miliardi di elucubrazioni a riguardo. Palpatine tornerà, non tornerà, tornerà come spirito, è un clone, ci stanno trollando. È tutto vero, Palpatine è tornato anzi, non se ne mai andato…siamo seri? Non sono riusciti a trovare un villain con la V maiuscola? C’erano tutte le premesse per un grande scontro tra Kylo Ren e Rei e invece no.

Rei è la nipote di Palpatine, cosa inverosimile di per se. Usato come escamotage per far capire che il Lei c’è un lato chiaro e un lato scuro. Quindi L’ascesa di skywalker è in realtà l’ascesa di Palpatine. Ripetiamo tutti insieme: l’universo è stato salvato da una Palpatine non dagli Skywalker. Rey è una Skywalker “dentro”? Può essere ma è un po’ tirata come spiegazione.

Dico la verità probabilmente dovrei rivedere il film una seconda o terza volta per dare un giudizio. In questo momento non posso dire che L’ascesa di Skywalker sia brutto, anzi mi è pure scesa una lacrima sul finale ma non mi è neanche piaciuto. Sono a metà in una sorta di limbo. Ho apprezzato la prima parte della storia in cui Rei, Fin e Poe sono assieme. Per la prima volta fanno squadra tutti e tre, ho trovato quella parte molto “star wars”.

Rei nello scontro finale sente tutte le voci degli Jedi che l’aiutano. Bel contentino! Però a quel punto avrei voluto vedere gli spiriti di tutti! Ma magari sono io che chiedo troppo. Ho invece apprezzato tanto che Leia sia diventata la maestra di Rei.

Per concludere ho una serie di domande che non avranno mai risposta, domande magari superficiali ma che continuo a farmi. Che rapporto c’è tre Fin e Rei? Cosa doveva dirle? Perché C3PO aveva il braccio rosso in Episodio VII? Perché Leia muore? Forse aveva esaurito la linfa vitale? Anakin Skywalker era il prescelto de che? Gli Jedi hanno poteri taumaturgici?

Se avete le risposte per queste domande scrivetelo nei commenti e continuate a seguire Nerdpool.it!

Star Wars: L’ascesa di Skywalker vedrà nel cast Daisy Ridley, Adam Driver, John Boyega, Oscar Isaac, Domhnall Gleeson, Naomi Ackie, Richard E. Grant, Billie Dee Williams e Ian McDiarmind. Uscito nelle sale italiane il 18 dicembre 2019.

Tutte le news della prima attesissima serie live-action per Disney+, Star Wars: The Mandalorian, cliccando qui.

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