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Watchmen è uno show perfetto – la recensione della prima stagione

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Con l’ultimo episodio di Watchmen, doppiato in italiano e trasmesso ieri sera su Sky Atlantic, si è conclusa la prima stagione dello show HBO. Dopo aver analizzato puntata dopo puntata la serie, è arrivato il momento di giudicare l’opera nel complesso. Ecco la nostra recensione no spoiler:

Quando prendi uno dei fumetti più iconici e amati di sempre e decidi di farci una serie tv, il “disastro” può essere dietro l’angolo. Se ci aggiungi il fatto che in realtà userai quell’opera come base per fare un sequel ambientato 30 anni dopo, oltre al rischio del disastro, c’è la possibiilità che a livello di ascolti la serie possa avere delle difficoltà. Tutto questo non è accaduto, anzi, gli ascolti sono andati benissimo, e il disastro predetto da molti è in realtà stato un capolavoro.

Watchmen ha convinto puntata dopo puntata. Sebbene si dica che la perfezione non esiste, lo show HBO è a mio avviso perfetto, e lo è anche grazie a quelle piccole “imperfezioni” che lo caratterizzano e che vengono poi puntualmente spiegate.

I PUNTI ESSENZIALI PER CAPIRE WATCHMEN

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Questa serie va seguita tenendo in considerazione due punti chiave per capirne il pieno potenziale. Per prima cosa la lettura del fumetto di Alan Moore e Dave Gibbons è imprescindibile. Non si può pensare di avvicinarsi a questo show e riuscire a capirne le dinamiche senza aver letto il fumetto. Non bisogna neanche fare l’errore pensando di recuperare terreno guardando il film di Zack Snyder, che, per quanto possa essere bello o brutto, ha tralasciato e cambiato per forza di cose alcuni punti fondamentali. Il secondo punto chiave riguarda Peteypedia, il portale creato da HBO che al termine di ognuno dei nove episodi veniva popolato da dei file che aumentano la percezione e l’accurattezza che Lindelof e la produzione hanno pensato per Watchmen.

IL CORAGGIO DI DAMON LINDELOF

Tutto si può dire di Lindelof, tranne che non abbia coraggio. Dopo le polemiche che lo sceneggiatore statunitense dovette subire per il suo controverso finale di Lost, Lindelof ha avuto il coraggio di proseguire con le sue idee; prima regalando una piccola perla come The Leftovers, e poi lasciando gli amanti del fumetto piacevolmente sbalorditi con Watchmen.

I continui rimandi all’opera di Moore, le citazioni, gli aggancci, e tutto quello che viene strapolato e portato nella serie, sono tutte cose curate minuziosamente, portando un livello di precisione nella scrittura degli episodi difficilmente raggiungibile. La serie è cresciuta episodio dopo episodio, regalando una seconda parte di stagione a dir poco eccezionale, con dei colpi di scena da lasciare senza fiato.

LA STORIA

Watchmen è ambientato in un 2019 alternativo circa trent’anni dopo la fine del fumetto, e narra le vicende che avvengono in una piccola cittadina dell’Oklahoma di nome Tulsa. Come ci viene spiegato, rispetto a ciò che viviamo noi, la tecnologia si è sviluppata in modo diverso dopo i fatti del fumetto, infatti non esistono cose come cellulari o Internet. Per comunicare esistono solo dei comunissimi cercapersone. Il presidente degli Stati Uniti è Robert Redford. Eletto nel 1992 e ancora in forza alla Casa Bianca, i supereroi sono fuorilegge ricercati dall’FBI e la polizia di Tulsa opera a volto coperto in seguito all’evento noto come “Notte Bianca”, dove una strage di poliziotti compiuta nella mezzanotte di Natale di tre anni prima da parte un gruppo di suprematisti bianchi chiamato Il Settimo Reggimento, attaccò e uccise diversi poliziotti.

Per proteggere l’incolumità degli agenti, venne creata questa legge che portava le forze dell’ordine a nascondere il loro vero lavoro. I detective invece hanno nomi di battaglia, come Red Scare, Looking Glass, Sister Night, e costumi che li differenziano.

Il Settimo Reggimento ha il defunto Rorschach come modello di riferimento e ne indossa addirittura la maschera. Dopo la famosa “Notte Bianca”, la banda era stata completamente spodestata, fino a che un uomo mascherato da Rorschach ha crivellato di colpi un poliziotto in servizio. L’attentato porta il commissionario della polizia Judd Crawford (Don Johnson) e la detective Angela Abar (Regina King) ad indagare.

Tutto ciò come può collegarsi al fumetto? All’inizio me lo sono chiesto molte volte, tanto da pensare di consigliare la serie anche a chi non aveva letto il fumetto. Dopo la terza puntata però ho cominciato a capire che non era possibile farlo, perchè lo show ha cominciato a prendere tutto il possibile dal fumetto e lo ha trasportato in modo estremamente maniacale.

IL CAST

Una serie “perfetta” ha bisogno di performance adatte, e quelle viste in Watchmen sono pazzesche. Regina King con la sua Sorella Notte è talmente brava da sembrare reale, un personaggio nuovo che incarna perfettamente lo spirito di Watchmen. L’Ozymandias di Jeremy Irons è ciò che di meglio arriva dal fumetto. Con la sua trama “slegata” il suo personaggio riesce ad impreziosire ogni puntata, quasi a farti rimanere male nell’unico episodio in cui non compare.

Tim Blake Nelson (Looking Glass) e Hong Chau (Lady Trieu) interpretano altri due nuovi personaggi fondamentali nel legare il passato al presente, e le loro storie vi sconvolgeranno. Mai quanto la storia di Calvin “Cal” Abar, interpretato da Yahya Abdul-Mateen II, che raccoglie un’eredità importante dal fumetto.

LA SERIE DEL DECENNIO

Watchmen non è semplicemente la serie dell’anno, ma è la serie del decennio. Uno show che si differenzia dagli altri, e non solo per quanto riguarda i cinecomics.

Se leggerete le mie recensioni dei singoli episodi, vedrete che tutte hanno avuto voti altissimi. Avrei potuto fare una media e mettere quel voto a questa recensione finale, ma non gli avrei reso giustizia. Episodio dopo episodio, il collegamento ai fatti precedenti hanno cambiato il giudizio su ognuno di essi, tanto che per la prima volta ho deciso di dare il voto massimo, quello perfetto, perchè Watchmen è questo, uno show perfetto!

Anche il finale di stagione trasmette grandi significati attraverso dialoghi interessanti e una grande recitazione. Regina King emoziona dall’inizio alla fine. Un finale di stagione è sempre una cosa difficile da realizzare poiché le aspettative sono alte e in questo specifico caso lo erano ancora di più. Penso però che Lindelof, Cuse e il regista Frederick EO Toye abbiano svolto un lavoro davvero impeccabile.

La programmazione italiana è partita dal 21 ottobre in v.o., alle 3.00 e alle 21.15 su Sky Atlantic e in streaming su NOW TV. Dal 28 ottobre, alle 21:15 ci sarà l’episodio della settimana precedente doppiata in italiano. Mentre continuerà la contemporaneità con gli Stati Uniti nella notte tra la domenica e il lunedì. Ecco com’è stata presentata Watchmen da Sky:

Dopo Lost e The Leftovers, in contemporanea con gli Stati Uniti e in esclusiva per l’Italia arriva su Sky e NOW TV la nuova e attesissima serie HBO creata da Damon Lindelof, trasposizione dell’acclamata graphic novel di Alan Moore e Dave Gibbons. Ambientata in un mondo alternativo in cui i supereroi sono considerati dei fuorilegge, la serie trae ispirazione dalle vicende narrate nel fumetto. Nel cast Jeremy Irons, Regina King e Tim Blake Nelson; insieme a Lily Rose Smith, Yahya Abdul-Mateen II, Andrew Howard, Dylan Schombing, Adelaide Clemens, Frances Fisher, Louis Gossett Jr. e Don Johnson.

Non perdetevi le nostre recensioni di ogni singolo episodio che trovate qui sotto:

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