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Il Diritto di Opporsi a chi non vede l’uguaglianza nella diversità

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L’accusa infondata di omicidio che sconvolse per sempre la vita di Walter McMillian (Jamie Foxx) nel 1987 può sembrare un fatto così lontano nel tempo da illuderci che possa appartenere al passato. Ancora oggi però Il Diritto di Opporsi, film in uscita nelle sale italiane il prossimo 30 gennaio, non rappresenta una conquista ma piuttosto una meta troppo lontana da raggiungere.

Lasciando alla nostra recensione del film il compito di dare giusto merito alla regia (Destin Daniel Cretton) ed al cast (Michael B. Jordan, Jamie Foxx e Brie Larson) è impossibile non sottolineare l’attualità del messaggio lanciato da questa pellicola, messaggio che può facilmente essere declinato in tante situazioni scomode al potere di chi non sa vedere l’uguaglianza nella diversità.

Walter McMillian finì nel braccio della morte per l’omicidio di una 18enne bianca: un delitto al quale fu completamente estraneo, ma per il quale era necessario trovare un colpevole in fretta, per “tranquillizzare la comunità” (bianca). Un processo frettoloso, un’accusa già scritta da una presunta colpevolezza ontologica insita nei cittadini dello stato dell’Alabama appartenenti alla comunità afroamericana.

Non serve particolare arguzia o malizia per trasportare questa discriminazione ai fatti di cronaca odierna, quando ad esempio viene negato un porto sicuro a chi fugge da una condizione di vita indegna. Eppure la nostra società consente ancora oggi queste differenze, tanto ampie da colpire il singolo individuo o una comunità intera.

A strappare dal braccio della morte Walter McMillian fu Bryan Stevenson (Michael B. Jordan), un giovane afroamericano laureato in legge ad Harvard. Avrebbe potuto far carriera nel Nord degli Stati Uniti e invece scelse di lavorare, in gran parte pro bono, per difendere i condannati a morte in Alabama, molti dei quali non ebbero beneficiato di un regolare processo: e quasi tutti neri come lui.

Ma chi sono i “Bryan Stevenson” di oggi? Chi è ancora capace di lavorare, lottare e dedicarsi a chi ha perso speranza e dignità? Chi ha il coraggio di far valere il diritto altrui di opporsi?

PRESENTAZIONE DEL FILM

Michael B. Jordan (“Black Panther”, “Creed – Nato per combattere”, “Creed II”) e i premi Oscar Jamie Foxx (“Ray”, “Baby Driver – Il genio della fuga”, “Django: Unchained”) e Brie Larson (“Room”, “The Glass Castle” e l’imminente “Captain Marvel”), sono i protagonisti de “Il diritto di opporsi”, un drama illuminante che porta sul grande schermo una delle storie più importanti del nostro tempo. Il premiato regista Destin Daniel Cretton (“The Glass Castle”, “Short Term 12”) dirige il film, tratto dal pluripremiato best-seller di Bryan Stevenson.

Tratto da una storia vera

Una storia vera potente e stimolante, “Il diritto di opporsi” segue il giovane avvocato Bryan Stevenson (Jordan) e la sua storica battaglia per la giustizia. Dopo essersi laureato ad Harvard, Bryan avrebbe potuto scegliere fin da subito di svolgere dei lavori redditizi. Al contrario, si dirige in Alabama con l’intento di difendere persone condannate ingiustamente, con il sostegno dell’avvocatessa locale Eva Ansley (Larson).

Uno dei suoi primi casi, nonché il più controverso, è quello di Walter McMillian (Foxx), che nel 1987 viene condannato a morte per il famoso omicidio di una ragazza di 18 anni, nonostante la preponderanza di prove che dimostrano la sua innocenza, e il fatto che l’unica testimonianza contro di lui sia quella di un criminale con un movente per mentire. Negli anni che seguono, Bryan si ritroverà in un labirinto di manovre legali e politiche, di razzismo palese e sfacciato, mentre combatte per Walter, e altri come lui, con le probabilità – e il sistema – contro.

l film è prodotto dal due volte candidato all’Oscar Gil Netter (“La vita di Pi”, “The Blind Side”) e Asher Goldstein (“Short Term 12”), mentre Mike Drake, Michael B. Jordan, Bryan Stevenson, Gabriel Hammond, Daniel Hammond e Niija Kuykendall sono i produttori esecutivi.

Cretton dirige il film da una sceneggiatura che ha scritto insieme a Andrew Lanham (“The Glass Castle”), basata sul libro di Stevenson Just Mercy: A Story of Justice and Redemption. Pubblicato nel 2014 da Spiegel & Grau; il testo è stato per 118 settimane nella lista dei best seller del New York Times, e nel complesso è stato nominato uno dei migliori libri dell’anno da numerosi top outlets, tra cui TIMEMagazine. Per la sua opera, Stevenson si è aggiudicato inoltre la Andrew Carnegie Medal for Excellence; un NAACP Image Award e il Dayton Literary Peace Prize per la Nonfiction.

Il cast

Fanno parte del cast principale O’Shea Jackson Jr. (“Straight Outta Compton”) nei panni di Anthony Ray Hinton, un altro detenuto condannato a morte ingiustamente, la cui causa viene presa in carico da Bryan; Rob Morgan (“Mudbound”) nei panni di Herbert Richardson, che si trova nel braccio della morte in balia del proprio destino; e Tim Blake Nelson (“Wormwood”) nel ruolo di Ralph Myers, la cui cruciale testimonianza contro Walter McMillian verrà messa in discussione.

Il team creativo che collabora con Cretton dietro le quinte comprende il direttore della fotografia Brett Pawlak, la scenografa Sharon Seymour; il montatore Nat Sanders e il compositore Joel P. West, che hanno tutti precedentemente collaborato con il regista in “The Glass Castle”. Fa parte del gruppo anche la costumista Francine Jamison-Tanchuck (“Detroit”, “End of Justice – Nessuno è innocente”).

“Il diritto di opporsi” sarà girato quasi interamente nei pressi di Atlanta, in Georgia, con alcune scene anche a Montgomery, in Alabama.

Warner Bros. Pictures, presenta una produzione Gil Netter, Outlier Society; “Il diritto di opporsi” la cui uscita è prevista per il 30 gennaio 2020 e sarà distribuito in tutto il mondo dalla Warner Bros. Pictures.

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2 Commenti

  1. ” Non serve particolare arguzia o malizia per trasportare questa discriminazione ai fatti di cronaca odierna, quando ad esempio viene negato un porto sicuro a chi fugge da una condizione di vita indegna”.
    Ci vuole certamente molta malizia per comparare il caso di un uomo accusato ingiustamente di un omicidio e il caso di migliaia di persone senza diritto che cercano illegalmente di entrare in un altro Stato spinti i più da ragioni economiche

    • Persone alle quali è negato “il diritto di opporsi”. L’accusa di illegalità nell’ingresso in altro stato (chi lo dice? fuggono da una guerra) o la spinta da ragioni economiche… è l’accusa. E la loro difesa? Hanno “il diritto di opporsi”?

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