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Dampyr 238: Roxana – recensione

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Il primo Dampyr del 2020 è ambientato in Romania!

Il numero 20 in copertina sta a significare che siamo nell’anno del ventennale dall’inizio di questa serie (sembra ieri che è iniziata). L’albo celebrativo sarà pubblicato ad aprile, ma intanto spostiamoci in Romania dove è ambientata la storia di questo numero. La “belle epoque” con il suo stile liberty (o art noveau) la associamo facilmente alla Francia, ma questo sentimento per la bellezza e per il piacere si ebbe in molti luoghi del mondo, vedi appunto la Romania. In questa terra troviamo in missione, direttamente dall’università di York, i “ghost hunters”. Il gruppo di acchiappafantasmi, alleati del Dampyr, sono chiamati a controllare un glorioso albergo chiuso da quasi un secolo, un luogo che risulterebbe posseduto da spettri. Nell’Hotel Imperial “regnava” la bellissima e seduttrice Roxana, che ancora sovrasta tutti da un’impressionante vetrata…
Si ripete qui il classico schema della serie: amico/amici di Dampyr finiscono nei guai e puntualmente arriva Harlan Draka, assieme ai soci, in soccorso. L’antagonista di questo mese però colpisce veramente nel segno. Giorgio Gualandris era già stato veramente notevole nel suo esordio “La donna squarciata” di quasi 2 anni fa e qui si ripete.  Il disegnatore sa ricreare alla perfezione le atmosfere e gli ambienti della belle epoque, e anche le situazioni più sanguinolente.

Dampyr 238: Roxana – di Giovanni Di Gregorio e Giorgio Gualandris
pagine 98 – euro 3.90
Sergio Bonelli Editore

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