Tapesty, un gioco di civilizzazione ma… – Recensione

Tapesty, un gioco di civilizzazione ma… – Recensione

VOTO
7.5
PRO
  • Vari approcci per affrontare il gioco, con possibilità di ricominciare le partite con una diversa strategia
  • Semplice da apprendere, ricco di scelte da affrontare
  • Componentistica bellissima con materiali di alta qualità

CONTRO
  • Ambientazione non sentita
  • Non è un gioco di civilizzazione come ci si aspetta
  • Manuale troppo minimal, single player troppo farraginoso

Millenni fa, in un posto lontano, una forma quasi primordiale di umano scopre il fuoco. Da lì, esprimendosi a gesti e forse pitture rupestri, un uomo inizia a coltivare la terra, ad esplorare il mondo, progetta uno shuttle e vola nello spazio. Non capiremo mai come ci sia riuscito, con i pochi gesti e versi gutturali che conosce, ma l’ha fatto. Qui, in Tapestry, si narra un’inconsueta e interessante storia della civiltà umana.

Ma non fermatevi a quanto scritto sopra, seppur bizzarro. Tapestry è molto di più della storia di uno zappatore analfabeta in cerca di campi da arare su Marte, ma un gioco che senza dubbio ci regalerà delle partite varie e interessanti.

Lo amerà: chi cerca un gioco che permetta di variare strategie e modalità di gioco
Lo odierà: chi vuole un gioco di civilizzazione fedele al genere.

Anno: 2019
Età consigliata: 14+
Giocatori: 1-5
Durata: 115′
Lingua: italiana

Genere: Avventura
Editore: Ghenos Games
Autore/i: Jamey Stegmaier
Illustrazioni e grafica: A. Bosley, R. Brown
Prezzo: €99,00

Ambientazione

Ci troveremo a seguire, con la nostra civiltà, una serie di percorsi evolutivi attraverso determinati passaggi di ere. Ogni cosa è incentrata sulla scoperta, dalle tecnologie al tracciato progresso, dalle carte Tapestry alla plancia entrate. Dalla scoperta del fuoco passeremo quindi di era scegliendo una carta in nostro possesso, che potrà portarci dei bonus immediati o per tutta la durata dell’Era.

Quelle mille miniature nella scatola

Abbiamo visto nel nostro unboxing la bellezza delle miniature di Tapestry, alcune piccole e dettagliatissime, altre grandi e colorate. Non è facile trovare miniature già dipinte nei giochi, questo lo sappiamo, e probabilmente questo è uno dei fattori che rende Tapestry non propriamente economico.

Le miniature, già colorate, di Tapestry

I materiali però sono fantastici. Tutto è curato, dalle piccole miniature ai segnalini. Così come la qualità delle plance giocatore, civiltà e capitale è molto alta, con una ruvidezza che impedisce alle miniature di spostarsi con un nonnulla. Potremmo davvero perderci nel guardare i dettagli che rendono la grafica di Tapestry speciale.

Le illustrazioni delle carte Tapestry, Tecnologia e soprattutto le plance Civiltà sono bellissime, ben realizzate e magistralmente dipinte.

Le bellissime plance Civiltà di Tapestry

Il rovescio della medaglia arriva con il manuale. Aprendo la scatola e trovando tantissimi componenti di gioco, ci si sarebbe aspettati un bel manuale corposo. Invece sono solo 4 pagine, più 4 per la modalità single player e due guide di riferimento gemelle da tenere a portata di mano. Il manuale sembra scritto da qualcuno che, dopo averci spiegato il gioco dal vivo, ci da giusto una rinfrescatina su come si gioca. Sebbene il gioco sia, a tutti gli effetti, abbastanza facile da giocare e veloce nella turnazione (salvo le fasi entrate che vedremo poi), non è altrettanto semplice da spiegare. Avrei preferito un manuale un po’ più dettagliato.

La parte dedicata all’Automa (il single player) è invece piuttosto confusionaria in vari punti. Anche in questo caso sarebbe stato meglio sprecare qualche parola in più, con esempi adatti anche a chi ha poca dimestichezza con i giochi di questo genere.

Serve un bel tavolo grande

Tapestry non è per niente contenuto nelle sue dimensioni, soprattutto se si considera che il tabellone aperto è grande poco più di mezzo metro per lato. Oltre a quello avremo da disporre 3 carte tecnologia più il mazzo, le carte Tapestry, a fianco alle icone dedicate sul bordo del tabellone, e le tessere Territorio. Dal lato opposto del tabellone andrà invece posizionata la plancia delle miniature, con i monumenti colorati nei relativi spazi.

La parte più ingombrante arriva con la plancia giocatore, si parla di circa 18 cm in altezza per 63 cm di laghezza. In base a dove saremo seduti, vedremo dei numeri sul tabellone che indicheranno quale mappa della plancia Territorio otterremo. Tale mappa verrà quindi posizionata accanto alla destra della plancia delle Ere, mentre a sinistra di tale plancia verrà posizionata quella della Civiltà. Inoltre, alla destra della plancia Territorio, verranno posizionate le eventuali carte Tecnologia in corrispondenza dei simboli x, cerchio o quadrato, a seconda del loro sviluppo.

Flusso di gioco

Tapestry ha fondamentalmente due fasi: quella di avanzamanto sui percorsi progresso, e quella in cui si cambierà era, detta Turno Entrate.

Nel corso del turno in cui andremo ad avanzare, potremo scegliere uno dei quattro percorsi, ovvero Tecnologia, che ci permetterà di acquisire carte Tecnologia da evolvere a ogni turno Entrate, Scienza, che con il suo dado ci farà avanzare casualmente sugli altri percorsi, Esplorazione che ci permetterà di scoprire la mappa centrale posizionando delle tessere e ottenendone i bonus, Conquista che, lavorando in sinergia con Esplorazione, ci permetterà di raggiungere il centro della mappa ed espandere il nostro dominio.

Proseguendo su ogni tracciato dovremo però spendere delle risorse. Tali risorse si potranno ottenere raramente posizionando tessere sulla mappa esplorazione, ma il metodo più corretto e fruttuoso è il turno Entrate. Proseguendo nei vari percorsi andrete a posizionare delle “casette” dalla vostra plancia Ere alla vostra plancia Territorio, scoprendo così ulteriori bonus. Il turno Entrate vi permetterà di ottenere quei bonus. Inoltre, durante questa fase del gioco, potrete fare l’upgrade di una tecnologia, ottenere punti ulteriori da bonus particolari, ottenere i bonus della vostra civiltà se specificato solo durante il turno Entrate e cambiare era, posizionando una nuova carta Tapetry e ottenendo così il relativo bonus istantaneo o prolungato per tutta l’era.

Il gioco termina quando tutti i giocatori passano alla quinta Era, in cui si limiteranno solo ad ottenere i punti bonus, senza piazzare carte.

Pezzo da 90 o gioco a perditempo?

Tapestry è un gioco che mi ha stupita per la sua rigiocabilità, senza cadere nella monotonia della stessa strategia applicata a ogni partita. Si può decidere, di volta in volta, se concentrarsi sulla tecnologia, sull’esplorazione e conquista, o tentare la sorte grazie al dado del percorso Scienza.

Il gioco, ad un primo sguardo, sembra complesso e faragginoso, ma già dopo il primo turno entrate ci si rende conto di quanto sia invece semplice e immediato. Infatti è uno di quei giochi in cui la spiegazione diventa più complessa e lunga della fase vera e propria di gioco, che scorre invece in modo semplice e veloce. Sebbene non sia molto adatto a chi si sta avvicinando al mondo dei giochi da tavolo, potremmo comunque tenerlo in considerazione per coloro che non hanno alle spalle un numero considerevole di giochi provati, a patto che non si lascino impressionare dalla quantità industriale di componenti da piazzare prima di partire, e da tutte le scelte da fare.

Le miniature sulla plancia Territorio

Non ho trovato grandi differenze tra una partita in 2 persone e una in 5, se non, come è ovvio, una dilatazione del tempo delle partite. L’iterazione tra giocatori, invece, non è molta: ognuno pensa alle sue mosse e alla propria strategia, tant’è che un giocatore può completare la sua partita e rimanere letteralmente a guardare gli altri mentre proseguono la loro solitaria corsa all’evoluzione.

L’ambientazione purtroppo non è molto sentita, soprattutto il tema di civilizzazione. Tapestry non è un gioco di civilizzazione come vuole farci credere, non c’è una sequenza logica nell’evoluzione, non ci sono vincoli come il dover sviluppare il linguaggio prima di inventare cose più avanzate, e questo lo rende più vicino all’astrattismo che al suo genere.

Anche le miniature, per quanto siano belle e particolari, non hanno un ruolo degno di nota nel corso della partita, ma servono solo a riempire “buchi” su una mappa che spesso nella nostra strategia gioca un ruolo talmente tanto marginale che quasi ce ne scorderemo.

la plancia di gioco di Tapestry

Rimane comunque un gioco interessante e non monotono, dove si possono sperimentare diverse strategie senza ricadere nel solito e unico metodo per vincere facile. Potrete tentare la sorte con il dado della Scienza, lanciarvi nella conquista e nell’esplorazione fino a raggiungere lo spazio, o dedicarvi all’avanzamento tecnologico.

Non considero Tapestry uno di quei giochi che non devono assolutamente mancare nella vostra collezione, ma è un titolo da provare almeno una volta, per vedere se vi invoglia a rigiocarlo (cosa che comunque succede a me) o vi rapisce totalmente.

VOTO
7.5
PRO
  • Vari approcci per affrontare il gioco, con possibilità di ricominciare le partite con una diversa strategia
  • Semplice da apprendere, ricco di scelte da affrontare
  • Componentistica bellissima con materiali di alta qualità

CONTRO
  • Ambientazione non sentita
  • Non è un gioco di civilizzazione come ci si aspetta
  • Manuale troppo minimal, single player troppo farraginoso

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