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Black Hammer Vol. 1 Origini Segrete – Recensione

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Nelle scorse settimane, in occasione della conclusione italiana della serie principale, noi di NerdPool abbiamo analizzato Black Hammer, opera di Jeff Lemire pubblicata da BAO Publishing. Cominciamo oggi invece un viaggio settimanale alla scoperta di ogni singolo volume di questa fantastica epopea, partendo dalla serie principale e terminando con gli spin-off.

Asportati dal loro mondo supereroistico in seguito a una crisi del Multiverso, gli eroi dimenticati di Spiral City ora vivono in una misteriosa fattoria in un villaggio dal quale non possono scappare, da perfetta famiglia disfunzionale.

Così recita la trama dietro Black Hammer – Origini Segrete, primo di quattro volumi sulla serie principale di questo piccolo Universo. Jeff Lemire ci presenta infatti un gruppo di supereroi divenuto ormai una famiglia a tutti gli effetti, e con tutti i problemi che ne scaturiscono. I protagonisti sono infatti costretti a vivere giorno dopo giorno in una realtà che non li appartiene, con il solo ricordo delle loro superavventure.

Una “normale” famiglia di eroi

Questo era il sottotitolo de Gli Incredibili, pellicola Pixar del 2004 che in qualche modo fa da precursore ad un’opera come Black Hammer. Altri autori in passato hanno esplorato il concetto di “famiglia disfunzionale”, basti pensare a The Umbrella Academy, o gli stessi Fantastic Four di Lee e Kirby. Se le opere prima citate si focalizzavano più sulle avventure dei protagonisti, condite dai rapporti di quest’ultimi, Black Hammer invece punta la sua attenzione sul dramma dei personaggi che abitano il suo mondo. Nonostante la natura supereroistica di questi, non troveremo molta azione in questo primo volume, una componente esplorata solamente attraverso i ricordi dei suoi personaggi.

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Proprio quest’ultimo punto ci riporta ad uno dei temi principali dell’opera: il ricordo. I protagonisti si sentono ormai persi nel non ricoprire più il ruolo di eroi che li aveva accompagnati per tutta la vita. I primi capitoli di Black Hammer esplorano infatti il passato dei suoi personaggi, mostrandoci la loro vecchia vita da eroi. Tramite questi flashback Lemire ci aiuta a conoscere meglio questi bizarri protagonisti, ma soprattutto ci mostra il dolore che li accompagna e di come essere un supereroe comporti anche superproblemi.

Non a caso ho scelto proprio questa frase per descrivere questi personaggi, perché Black Hammer non è altro che una lettera d’amore alle storie della Golden Age del fumetto americano. I disegni di Dean Ormston sposano alla perfezione questa idea, immergendo il lettore in un racconto dalle ambientazioni volutamente Vintage. A dar man forte troviamo i colori piatti di Dave Stewart, colorista più volte premiato col Premio Eisner.

Lucy Weber, Giornalista

Parallelamente a questi eroi dimenticati, troviamo Lucy Weber, giovane giornalista in cerca di suo padre, l’omonimo supereroe che presta il suo nome all’opera. Lucy è la classica giornalista pronta a tutto pur di scoprire la verità, modellata un po’ sulla Lois Lane della DC Comics. Saranno proprio le ricerche di quest’ultima a dar vita alla trama principale di Black Hammer, portandoci ad un colpo di scena finale che ci mostrerà la vera natura di alcuni personaggi.

Concludiamo qui l’analisi di questo straordinario primo volume. Black Hammer #1 – Origini Segrete è edito in Italia grazie a BAO Publishing al prezzo di €19,00. Recuperate questo capolavoro e sono sicuro che non ve ne pentirete. A settimana prossima con l’analisi del secondo volume!

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