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Il leggendario artista Klaus Janson parla del suo lavoro con Frank Miller su Daredevil

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Tra il 1979 e il 1983, due delle più grandi leggende dei fumetti, lo scrittore e artista Frank Miller e l’artista Klaus Janson, unirono le forze su Daredevil, ridefinendo il personaggio e creando una delle serie a fumetti più acclamate di tutti i tempi.

L’opera rivoluzionaria di Miller e Janson su Daredevil elevò il personaggio nella ormai famosa icona Marvel che è oggi. Introdusse il brutale assassino di Elektra e rese il genio criminale Kingpin e il tiratore scelto Bullseye i più grandi nemici del Diavolo di Hell’s Kitchen. Le scelte di narrazione dei creatori e la rappresentazione oscura di Hell’s Kitchen hanno reso la loro versione sull’uomo senza paura una delle run più influenti nella storia della Marvel.

Klaus Janson parla di come Frank Miller ha cambiato le cose nella serie…

Prima che Frank arrivasse, c’erano tanti artisti assegnati alla serie perchè Daredevil era bimestrale e quindi ne avevamo bisogno. C’erano anche tanti scrittori e il mio compito era quello di mantenere un aspetto coerente sulla testata. Nessuno si aspettava davvero che Frank rimanesse attivo per tutto quel tempo, perché gli illustratori di solito facevano due o tre mesi e poi finivano, ma quando Frank è arrivato c’è stato un vero cambiamento nel livello di impegno.

Penso che i lettori a quel punto abbiano iniziato a interessarsi davvero al personaggio. Il mio lavoro si è poi intensificato quando Frank ha iniziato a scrivere la serie. Non c’erano differenze creative, abbiamo davvero pensato in approcci molto simili nella narrazione. È stato davvero un ottimo rapporto di lavoro ed anche molto divertente.

Uno sguardo al passato ricordando QUELLO CHE ORA È DIVENTATO UN CLASSICO

Ci siamo incontrati in un momento davvero interessante della nostra vita. Era incredibilmente affamato e ambizioso, così come me e penso che entrambi siamo rimasti così fino ad oggi. Volevamo davvero fare qualcosa che spingesse il più possibile la serie con il materiale e le opportunità che avevamo. Siamo stati in grado di spingerci al limite e fare cose che non erano state viste. Ho avuto la possibilità di sfruttare molte tecniche di colorazione e usare il bianco e nero in vari modi. In un certo senso, bollivano in pentola molte idee che Frank ed io avevamo e che coincidevano in quel momento.

Uno dei vantaggi di lavorare su Daredevil in quel periodo era che la serie stava per essere cancellata, quindi nessuno aveva nulla da perdere. Non ci sono state restrizioni reali su di noi, quindi ci è stato permesso di avere accesso a tutte le cose che volevamo fare. 

C’era una coesione in Daredevil che si poteva percepire. C’era una visione comune, una visione coesiva … Al terzo anno, eravamo solo Frank e io. Non c’era nessun altro colorista, non c’era nessun altro inchiostratore, scrittore. Eravamo io e Frank e il letterista, Joe Rosen. Sfornare un mensile con solo due persone è difficile, non si vede tutti i giorni.

Durante la creazione della versione di Hell’s Kitchen …

Mi sono trasferito a New York all’inizio degli anni ’70 e non me ne sono mai andato. Ho sempre voluto vivere a New York. Penso che parte del divertimento era guardare Daredevil avere a che fare con la corruzione, la crudeltà e la maleducazione di Hell’s Kitchen, perché tutto ciò era molto reale in quel periodo. Probabilmente non avreste scelto di viverci negli anni ’70 o ’80.

Miller è influenzato dall’architettura, da Frank Lloyd Wright, dal design e questo è qualcosa che condividiamo. Quindi in termini di compatibilità, avevamo diversi interessi comuni. Quando abbiamo creato quelle atmosfere, gli ambienti e le architetture della città dovevano essere precisi e credibili ed è una cosa che entrambi abbiamo cercato di fare.

Sulle iconiche sequenze d’azione durante la run …

Penso che Frank fosse in qualche modo molto influenzato dai film giapponesi a quel tempo, dai film con i samurai e da qualche manga. La capacità cinica di Frank non si limita solo alle scene di combattimento. La sua preoccupazione generale era che oltre a raccontare la storia, il fumetto doveva intrattenere e comunicare qualcosa al lettore. La telecamera viene spesso tirata indietro quando vedi le scene di combattimento di Frank, quindi è molto chiaro il dove si trovano tutti e cosa stanno facendo. È un segno di un buon narratore.

Sul suo personaggio preferito …

Mi è piaciuto molto Kingpin. Frank è stato in grado di disegnarlo in un modo molto voluminoso e di grandi dimensioni.

Cosa possono aspettarsi i lettori che leggono la sua run per la prima volta …

Penso che DAREDEVIL funzioni su un paio di livelli diversi. Uno è solo il puro piacere di vedere personaggi come Ben Urich e il Punitore o la creazione di Elektra. Vederli evolversi durante la serie penso sia un vero piacere. E secondo, penso che chiunque sia interessato alla narrazione o all’arte possa imparare molto dalla run che io e Frank abbiamo fatto. Direi ai nuovi lettori di leggerlo due volte, una volta per la storia e la seconda volta per vedere cosa abbiamo inserito e non aver paura di guardare negli angoli delle tavole. Ci sono molti dettagli che possono sfuggire. Frank e io abbiamo inserito molti contenuti nascosti. Scopri cose nuove ogni volta.

Noi di NerdPool abbiamo dedicato anche un “I Classici del Fumetto” al Daredevil di Miller, la nostra rubrica che esplora i grandi capolavori del fumetto americano.

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Via:Marvel

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