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The Last of Us Parte II: la vendetta secondo Naughty Dog

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In questo editoriale (rivolto a chi ha terminato il titolo) vi parlo della storia e delle tematiche di The Last of Us Parte II

Circa un mese fa vi ho parlato dei punti di forza del primo The Last of Us, di come contestualizza la violenza e di come ci si ritrova a prendere le parti di Joel nonostante le sue azioni. Perché a conti fatti, il tema alla base del titolo è l’amore. In questo seguito il team californiano ha portato ancora una volta sui nostri schermi un racconto semplice ma non privo di mordente. The Last of Us Parte II è infatti una storia di vendetta come tante altre, che tuttavia ci offre due punti di vista differenti.

Nei primi istanti di gioco veniamo introdotti alla tranquilla Jackson in cui, al netto di alcune divergenze, la vita procede senza intoppi. Qui apprendiamo che il rapporto tra Joel ed Ellie non è dei migliori e che la sessualità della ragazza non è accettata da tutti. In particolare Seth – il proprietario della taverna – ha reagito in modo esagerato alla vista di un bacio tra la suddetta e Dina.

Queste prime informazioni – che successivamente vengono arricchite attraverso alcuni flashback – forniscono al giocatore gli elementi chiave per una piena comprensione della storia. In esse troviamo l’inizio della relazione tra Ellie e Dina, ma anche il tema dell’omofobia (introdotto con le azioni di Seth) e la radice del senso di colpa, che inciderà particolarmente sulla nostra protagonista.

Occhio per occhio

The Last of Us Part II non tarda a ricordarci che le azioni commesse hanno delle conseguenze e che prima o poi qualcuno sarebbe venuto a pareggiare i conti. L’arrivo del gruppo di Abby è infatti destinato a stravolgere le vite dei nostri personaggi, e l’illusione di una nuova e pacifica realtà viene spazzata via con l’esecuzione di Joel. La violenza continua ad essere il linguaggio predominante, senza alcuna alternativa. Nel momento in cui Ellie è costretta ad osservare impotente il brutale atto, viene accecata dall’odio e dal desiderio di vendetta e ciò la spinge a seguire le tracce della donna ei suoi complici. Le ragazze – cercando di raggiungere Tommy – partono dunque alla volta di Seattle, luogo in cui si svolge buona parte delle vicende.

La sezione centrale dell’avventura è divisa in tre giorni che aumentano gradualmente di intensità, ma quando arriviamo al culmine del terzo giorno e pensiamo di essere giunti alla fine – con Ellie praticamente spacciata – veniamo messi nei panni di Abby. Un flashback ci riporta indietro di cinque anni e nel giro di qualche minuto scopriamo che il chirurgo ucciso da Joel al termine del primo capitolo era nientemeno che il padre della suddetta.

Le vicende avrebbero potuto concludersi con la morte dell’una o dell’altra, ma gli sviluppatori hanno voluto farci vedere anche il punto di vista di Abby. Inizialmente è quasi impossibile non provare antipatia nei suoi confronti e sono quasi certo che molti giocatori non siano riusciti ad empatizzare con essa. Ad ogni modo, questa nuova prospettiva ci consente di mettere in relazione i due personaggi, tant’è che Abby si rivela meno distruttiva rispetto ad Ellie. Di conseguenza, l’irrefrenabile desiderio di vendetta di quest’ultima si contrappone alla voglia di Abby di aiutare prima Owen e poi Lev e Yara.

L’altra faccia della medaglia

In un certo senso Abby ed Ellie sono due personaggi simili che – per una terribile coincidenza – finiscono a ricoprire due ruoli diametralmente opposti. La prima si ritrova a perdere tutto pur di aiutare i due ragazzi Serafiti, mentre la seconda finisce per rinunciare a tutto pur di compiere la sua vendetta. Nell’arco finale della storia, a partire dallo scontro al teatro, in Abby vediamo la voglia di diventare una persona migliore. Qui infatti Lev la convince a risparmiare Ellie e Dina, quest’ultima incinta proprio come l’amica Mel uccisa da Ellie. Le due ragazze hanno quindi la possibilità di farsi una vita insieme e, dopo un sostanzioso time-skip, la scena si sposta in una fattoria dall’aspetto idilliaco.

Come dicevo in precedenza, durante il prologo di The Last of Us Parte II vengono gettate le basi per la relazione tra Ellie e Dina, che viene portata avanti per tutta l’avventura senza risultare invasiva. A tal fine, il momento più significativo è il primo giorno a Seattle, poiché le giovani donne affrontano il viaggio insieme.  In questo modo assistiamo alla nascita di un certo affiatamento tra le due e scopriamo qualcosa in più su Dina, tra cui il desiderio di voler vivere in una fattoria.

Nonostante gli alti e bassi le due sopravvivono alle difficoltà, ma le cose si complicano quando Ellie scopre che Dina è incinta. Dopo questa rivelazione, la nostra chiede a Dina di restare al sicuro all’interno del teatro in cui hanno trovato rifugio. Da quel momento, la relazione tra le due subisce un brusco rallentamento per fare spazio a quella scia di violenza e morte senza pari di cui siamo artefici.

La strada per il perdono

Torniamo alla fattoria: Ellie non ha ottenuto la sua vendetta ma almeno è viva, nel frattempo Dina ha partorito e insieme potrebbero crescere il bambino senza particolari problemi. The Last of Us Parte II sarebbe potuto finire così, probabilmente senza scontentare nessuno. Sfortunatamente Ellie non è ancora riuscita a superare la morte di Joel e l’arrivo di Tommy peggiora le cose. Egli infatti ha ottenuto delle informazioni relative alla possibile posizione di Abby, ma non può andare a cercarla per via delle sue condizioni. La ragazza, ancora afflitta per l’accaduto, si ritrova costretta a scegliere tra la vendetta e Dina. L’azione si sposta dunque a Santa Barbara, dove Abby è stata avvistata precedentemente.

In questo lasso di tempo Abby e Lev sono stati catturati da un gruppo di schiavisti ed Ellie si ritrova costretta a liberarli. La visione della donna è angosciante: la troviamo in uno stato pietoso e tuttavia Ellie non vuole rinunciare alla resa dei conti. Con una bassezza costringe Abby allo scontro e dopo un’inutile lotta esasperata, il ricordo di Joel la spinge a lasciare perdere l’inutile conflitto.

Con questa scena Naughty Dog mette in atto uno dei momenti più estenuanti dell’intera serie che diciamocelo, ti fa sentire male. Ritrovarsi a picchiare una donna quasi inerme che ha già ampiamente pagato per le sue azioni, è qualcosa di terribile. Tale lotta è però necessaria ad Ellie per riuscire a perdonare Abby, ma soprattutto sé stessa. Nell’ultima sequenza vediamo infine Ellie tornare alla fattoria, ormai abbandonata, e dopo aver provato a suonare un’ultima volta la chitarra regalatale da Joel, decide di andarsene lasciandosi il passato alle spalle.

Considerazioni finali

Con The Last of Us Parte II Druckman e soci hanno dato vita ad una storia struggente e particolarmente emotiva. La struttura narrativa adottata forse non è proprio elegantissima e il passaggio da Ellie ad Abby nella seconda parte dell’avventura risulta addirittura straniante. Ciò nondimeno, i flashback collocati al termine di ogni giornata rendono i momenti successivi ancora più “vivi” e intensi. Così abbiamo modo di assistere al lento sgretolamento del rapporto tra Joel ed Ellie, o al tormento vissuto da Abby. Impossibile non notare come lo scandire del tempo porti Ellie nella stessa situazione vissuta da Abby, e come quest’ultima riesca invece a superare la sua condizione. L’incontro con Lev e Yara causano un cambiamento nella donna, mentre questa si fa carico del desiderio di Owen di trovare le Luci.

The Last of Us Parte II gita al museo
Trai ricordi di Ellie ci sono diversi momenti felici, purtroppo la bugia di Joel era destinata ad essere svelata…

Quanto ad Ellie invece, assistiamo ad una sorta di parabola discendente. Proprio nel momento in cui potrebbe ricominciare da capo, decide di rinunciare a quanto di buono c’è nella sua vita. Volta le spalle a Dina – e quindi alla possibilità di essere felice – per un’insensata vendetta che alla fine le costa anche due dita. Parte della sua rabbia è dovuta all’incapacità di perdonare Joel quando era in vita e ciò le causa un dolore incommensurabile. Purtroppo però, si ritrova a scegliere la strada della violenza con inevitabili conseguenze disastrose.

In definitiva, possiamo dire che Naughty Dog ha realizzato una degna conclusione per questa serie, con un finale dal sapore amaro ma che fa riflettere su molteplici aspetti.

In attesa della recensione del nostro Piero, continuate a seguire Nerdpool.it

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