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The Kissing Booth 2: la recensione del secondo capitolo della commedia teen di Netflix

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Voto finale
4.5
The Kissing Booth 2 è un film leggero e senza pretese, diretto ad un pubblico più giovane. Anche questo secondo capitolo è estremamente sdolcinato, vengono però toccati temi nei quali molti adolescenti si rivedono e che i più sognatori non disdegneranno. Rimane comunque un film mediocre che punta all'intrattenimento, per un noioso pomeriggio estivo.

A maggio del 2018 era sbarcato su Netflix il primo capitolo della commedia adolescenziale, The Kissing Booth, che vede come protagonisti una giovane Joey King nei panni di Shelly “Elle” Evans, insieme a Jacob Elordi come Noah Flynn e Joel Courtney interprete di Lee Flynn.

The Kissing Booth 2

Oggi, 24 Luglio 2020, la piattaforma streaming ha aggiunto al suo palinsesto il secondo capitolo di quella che potrebbe essere una trilogia.

Ma prima di addentrarci nella recensione di questo secondo film è necessario fare un breve recap di ciò che avevamo visto nel primo capitolo.

Ricapitolando

Nel primo capitolo di The Kissing Booth avevamo fatto la conoscenza di Elle, un’adolescente che ha perso la madre e vive con il padre e il fratello più piccolo ed è cresciuta accanto al suo migliore amico Lee, con il quale ha stilato una serie di regole dell’amicizia da non infrangere mai.
Tra le regole redatte dai due ragazzi vi è il divieto per Elle di frequentare il fratello di Lee, Noah, il ragazzo più figo della scuola, il più desiderato dalle ragazze, un bad boy che non deve chiedere mai e verso il quale ovviamente anche Elle è attratta.

Noah ricambia i sentimenti per la ragazza e, nonostante le numerose difficoltà incontrate dai due nel corso della storia, riescono a vivere il loro amore, complice lo stand del bacio alla fiera della scuola, almeno fino alla fine delle vacanze estive, quando poi Noah sarà costretto a trasferirsi a Boston per frequentare l’Università di Harvard.

Distacchi, bugie e nuovi incontri…

Ed è da qui che riprende il nuovo capitolo.

Inizia un nuovo anno scolastico, l’ultimo per Elle e Lee, ancora legati da una forte ed indissolubile amicizia.
La nostra protagonista si ritrova però a dover gestire nuove e complicate situazioni, come la sua relazione a distanza con Noah, distanza che cercano di colmare tramite videochiamate e messaggi, ma ciò purtroppo non sembra bastare. Comunicare è sempre più difficile ed Elle inizia ad essere colma di dubbi e preoccupazioni.

Come già detto, è l’ultimo anno di scuola per Elle e la ragazza deve infatti iniziare a fare domanda ai vari college; tra le famose regole stipulate con Lee vi è quella di frequentare insieme la stessa università, ma Elle si ritroverà ancora una volta di fronte ad un’ardua scelta tra due possibili opzioni: quella di seguire il suo amico o raggiungere Noah a Boston e tentare di far domanda ad Harvard.

Ad aggiungersi a ciò, un altro “problema” sembra far capolino nella vita di Elle.
A scuola c’è un nuovo studente di nome Marco (Taylor Perez), un ragazzo dal fisico scultoreo “tutto da sgranocchiare“, un sorriso smagliante, incredibili doti canore e un, per nulla inaspettato, talento.

Marco

Il triangolo no…

Ovviamente, come qualsiasi buona commedia teen che si rispetti, Marco inizia a provare qualcosa per Elle, sempre più confusa e in preda alla gelosia dopo aver scoperto che tra le nuove amicizie che Noah ha stretto al college vi è una splendida e carismatica ragazza, Chloe (Maisie Richardson-Sellers), una modella che sembra attirare su di sé gli occhi e le attenzioni di chiunque la circondi.

Per sfuggire alle preoccupazioni causate dalla distanza con Noah, Elle cerca di occupare la maggior parte del suo tempo in compagnia di Lee, non rendendosi però conto di rappresentare un ostacolo nella relazione tra lui e la sua ragazza Rachel (Meganne Young), conosciuta nel primo film.
Rachel sente infatti sempre più il peso di quella che sembra essere una relazione a 3, nella quale spesso viene poco considerata e messa da parte da Lee.

The Kissing Booth

“Le aspettative confondono le nostre idee sul futuro, sia riguardo ciò che pensiamo di fare che riguardo a chi crediamo di conoscere”

Considerazioni

The Kissing Booth 2 è una commedia leggera e spensierata, non ha molte pretese e sicuramente è rivolta ad un target di adolescenti o anche semplicemente di eterni romantici e sognatori.
La storia e il susseguirsi degli eventi sono abbastanza prevedibili e scontati, non lascia dunque spazio a particolari e sconvolgenti colpi di scena.

Il film riprende ancora una volta quelli che possono essere i tipici problemi adolescenziali: l’amore, l’amicizia, la scuola, i dubbi e le incertezze sul futuro, un futuro che Elle come qualsiasi adolescente non ha ben chiaro e che la spaventa.

Guardando il film ci si ritrova spesso a storcere il naso a causa delle varie e discutibili decisioni e comportamenti dei personaggi, i quali si nascondono inutilmente dietro a bugie, cose non dette e mezze verità che inducono ad un concatenarsi di sfortunati eventi che si sarebbero potuti tranquillamente evitare, quasi come se fossero stati inseriti nel film solo per allungare il brodo, riproponendo le stesse dinamiche presenti nel primo film.

Nonostante sia esageratamente sdolcinato e surreale, The Kissing Booth 2 è un prodotto da guardare per puro intrattenimento, inoltre è molto probabile e quasi automatico che ci si affezioni ai personaggi e alle loro storie, elemento che porterà i più a voler vedere un possibile terzo film. Nota di merito al tema di stampo LGBTQ+ preso in considerazione dal film, come ormai in ogni prodotto Netflix, che tocca i cuori degli spettatori… anche dei più cinici.

Trailer The Kissing Booth 2

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Voto finale
4.5
The Kissing Booth 2 è un film leggero e senza pretese, diretto ad un pubblico più giovane. Anche questo secondo capitolo è estremamente sdolcinato, vengono però toccati temi nei quali molti adolescenti si rivedono e che i più sognatori non disdegneranno. Rimane comunque un film mediocre che punta all'intrattenimento, per un noioso pomeriggio estivo.

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