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Bloodshot libro due – Recensione

Il Libro Due riprende esattamente da dove si era interrotto il precedente e ci fornisce maggiori informazioni sulla missione dei Bruciati, organizzazione misteriosa che sembra essere dalla parte dei buoni. La storia è improntata sull'azione e non mancano le scene di combattimento, ma non si rinuncia a una buona dose di approfondimento psicologico.

Continua la nuova serie regolare di Bloodshot, ancora in corso negli Stati Uniti, ideata da Tim Seeley e Brett Booth per Valiant e pubblicata in Italia da Edizioni Star Comics.

Qualche mese fa vi avevo parlato del primo volume (trovate la recensione qui), rivelatosi una piacevole sorpresa e una lettura molto improntata sull’azione. Questo rilancio rappresenta un perfetto entry point per qualsiasi lettore. Pur approcciandomi per la prima volta al personaggio, il volume precedente ripercorreva gli elementi salienti del suo passato e introduceva due importanti gruppi di comprimari: il Black Bar e i Bruciati.

Il Libro Due riprende esattamente da dove si era interrotto il precedente e ci fornisce maggiori informazioni sulla missione dei Bruciati, organizzazione misteriosa che sembra essere dalla parte dei buoni. Nei tre capitoli che compongono questo volume il focus è posto in particolare sulla relazione tra Bloodshot e Eidolon, una psiota che, in passato, è stata salvata dal protagonista e che ora collabora con il Black Bar. Si scoprono ulteriori dettagli del loro primo incontro e rientrano in gioco gli Ultimi Figli della Carne, già apparsi nel preludio all’inizio del Libro Uno.

Tim Seeley si dimostra un eccellente stratega nel saper predisporre sulla scacchiera tutti gli schieramenti che partecipano alla vicenda. La storia è ovviamente focalizzata sull’azione e non mancano le scene di combattimento, anche piuttosto estreme e sanguinolente. Tuttavia, non si rinuncia a una buona dose di approfondimento psicologico, mettendo in luce le dinamiche che legano tutti i personaggi.

In particolare, Bloodshot sembra avere tante sfaccettature che lo rendono “umano”. Non è solo un mostro (come tutti sembrano definirlo). Sotto al suo aspetto così particolare si nasconde un animo gentile e disposto a tutto per proteggere i più deboli e le persone care.

Parlando dei disegni, Brett Booth è l’artista perfetto per questa serie. Il suo stile richiama molto la prima Image anni ’90 di Jim Lee e Rob Liefeld e si rivela eccezionale nel rappresentare le numerose scene d’azione. Una nota di merito anche per le copertine di Declan Shalvey, semplici e con pochi dettagli, ma di grande impatto.

Sono molto curioso di sapere come proseguirà la vicenda. A chi cerca una serie action, divertente e con personaggi molto interessanti, non posso che consigliare questa nuova incarnazione di Bloodshot. Non smetterò mai di spendere parole di elogio anche per Edizioni Star Comics. La casa editrice perugina sta portando la Valiant in Italia ormai da qualche anno con un rapporto qualità/prezzo dei volumi e una cura editoriale impareggiabili.

Il Libro Due riprende esattamente da dove si era interrotto il precedente e ci fornisce maggiori informazioni sulla missione dei Bruciati, organizzazione misteriosa che sembra essere dalla parte dei buoni. La storia è improntata sull'azione e non mancano le scene di combattimento, ma non si rinuncia a una buona dose di approfondimento psicologico.
Voto
8

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