IN EVIDENZA

Project Power: la recensione del nuovo film Netflix; azione in pillole!

Project Power è un film di azione vecchio stile, con una buona gestione della componente "super-poteri" e in grado di saper pigiare il piede sull'acceleratore quando vuole. La trama, però, è complessivamente banale, stracolma di stereotipi, in cui tutto sa di già visto. I dialoghi sono quasi sempre pessimi, rovinando delle performance attoriali di buon livello, anche grazie al cast. Tutto sommato, è un film che fa meglio la cosa che vuole fare meglio e questo sicuramente gli vale la sufficienza.

Il filone di film Netflix action/sci-fi si allarga sempre di più: Bright, 6 Underground, Extraction, The Old Guard… solo per citarne alcuni. A questi si aggiunge ora Project Power, diretto da Ariel Schulman e Henry Joost, con un cast di tutto rispetto e un animo fracassone e spettacolare.

Seguendo le orme degli altri film Netflix che hanno presentato star come Charlize Theron, Will Smith, Ryan Reynolds e Chris Hemsworth, qui si punta tutto su Jamie Foxx e sul suo carisma. Sarà bastato a valorizzare al meglio quanto vuole raccontare Project Power? Scopriamolo nella nostra recensione!

5 minuti di potere assoluto!

È quello che recita la locandina (virtuale) del film: cosa daresti per 5 minuti di potere assoluto? La trama del film, infatti, ruota tutta intorno ad una droga sintetizzata in pillole, chiamata Power, capace di offrire all’utilizzatore un potere per 5 minuti. Che tipo di potere? Trasformarsi in una torcia umana (non bella come te, Johnny Storm, tranquillo!), trasformare le proprie ossa in armi, diventare invisibile… C’è un po’ tutto il campionario tipico di super-poteri, se non fosse per un dettaglio: prima di assumere la pillola non si può sapere che potere si avrà. Per cui, sì, se ci state pensando, potete anche diventare una bomba ed esplodere!

A tentare di impedire la diffusione di questa droga a New Orleans c’è il tipico team da film action: Il Maggiore, interpretato dal premio Oscar Jamie Foxx, classico ex-militare in missione per motivi personali; Frank, interpretato da Joseph Gordon-Levitt, un poliziotto che usa segretamente la Power per contrastarne la diffusione; infine, c’è Robin (Dominique Fishback), la ragazzina del gruppo, capace di aggiungere quel pizzico di genio e incoscienza che ogni vecchio action richiede.

Ecco, a parte l’ironia spicciola, il problema più grande di Project Power si può facilmente intuire dando un’occhiata all’incipit. Si tratta di un film action dalla sceneggiatura banale, vecchio nelle meccaniche e nella realizzazione, basato su archetipi piuttosto superati. È il tipico film dove è più importante il rumore delle pallottole e lo splatter piuttosto che lo sviluppo della trama. È un male? Non necessariamente. Certo, la premessa era davvero interessante e avrebbe consentito un incedere più articolato, magari con qualche cenno alle implicazioni socio-politiche di una droga di questo tipo. Tutto ciò manca, perché il film si accontenta di raccontare la sua storia, ristretta nel piccolo delle vicende dei 3 protagonisti e della solita, tipica, organizzazione di cattivi che vogliono fare miliardi vendendo un prodotto.

Occhio all’orologio

Le scene d’azione non sono sempre brillanti, ma riescono ad essere frenetiche e intense quando entrano in gioco i super-poteri. In particolare, il film sfrutta alla grande il fattore 5 minuti, che rende molti combattimenti una corsa contro il tempo per evitare di perdere l’effetto del potere di turno. Questo dettaglio riesce ad offire un buon grado di suspence in qualche situazione, nonostante il potere di Frank venga sfruttato davvero male considerandone le possibili implicazioni.

Ciononostante, la gamma di poteri presente nei 112 minuti circa di cui è composto il film è piuttosto soddisfacente. Ce n’è per tutti i gusti, con un’ottima riproduzione dei possibili effetti negativi di alcune tipologie di potenziamenti. Il dettaglio sulle conseguenze dell’utilizzo dei poteri elementali è davvero curato, regalando una patina di realismo persino a situazioni tipiche sci-fi.

Il problema è quando si smette di sparare, o correre, o qualsiasi altra roba frenetica e/o omicida, e si comincia a parlare. La debolezza dei dialoghi di Project Power è a tratti imbarazzante e si fatica davvero a sviluppare empatia per i personaggi persino in situazioni palesemente create allo scopo. Il film cerca anche di suggerire la presenza di effetti post-traumatici nel protagonista, ma lo fa in un modo talmente tragicomico che decide di non provarci più.

Alcuni personaggi vengono utilizzati brevemente e poi abbandonati, nonostante gli sviluppi della trama imporrebbero una loro ricomparsa. È come se ad un certo punto Project Power si fosse reso conto di aver messo troppa carne a cuocere, decidendo di eliminare completamente diversi personaggi e spunti perché bisognava arrivare alla fine.

The Big Easy

La città di New Orleans, dove è ambientato il film, è soprannominata The Big Easy, per la rilassatezza con cui vivono i suoi abitanti. E, in effetti, la riproposizione della città presentata in Project Power è davvero fedele all’originale. Le luci, i colori, le tensioni tra il ghetto e la parte più ricca della città, i problemi di droga… Tutto è ben presentato, seppur brevemente, perché l’obiettivo è sempre e solo fare da cornice all’azione. Ma è una cornice perlopiù positiva, va riconosciuto.

Anche qui, però, l’eccesso non è mai gradito, altrimenti si sfocia nello stereotipo. Ed è il caso di Robin, tipica ragazzina in rotta con la scuola, le regole e l’establishment, che ovviamente rappa e spaccia per guadagnare denaro all’insaputa della madre. Fondamentalmente è una figura positiva, che collabora con Frank nella sua lotta contro la diffusione della droga. Ma, davvero, il grado di banalità nella sua caratterizzazione e nei dialoghi che la vedono protagonista è quasi fastidioso.

Azione, solo azione

In definitiva, Project Power è un film di azione vecchio stile, con una buona gestione della componente “super-poteri” e in grado di saper pigiare il piede sull’acceleratore quando vuole. La trama, però, è complessivamente banale, stracolma di stereotipi, in cui tutto sa di già visto. I dialoghi sono quasi sempre pessimi, rovinando delle performance attoriali di buon livello, anche grazie al cast. Tutto sommato, è un film che fa meglio la cosa che vuole fare meglio e questo sicuramente gli vale la sufficienza.

Per chi è alla ricerca di due ore di visione leggera e azione frenetica e adrenalinica, è il film perfetto. Soprassedendo sulla qualità del plot e sulla caratterizzazione dei personaggi e gustandosi un po’ di super-poteri esplosivi, si può arrivare a trarre dal film il suo meglio. Dispiace, comunque, perché la qualità della premessa era importante e sarebbe stato interessante svilupparla in maniera più complessa.

Vi lascio con il trailer ufficiale del film:

Continuate a seguirci, qui su NerdPool.it e sui nostri social, per non perdervi le prossime novità legate a Netflix, e non solo.

ARGOMENTI CORRELATI

Project Power è un film di azione vecchio stile, con una buona gestione della componente "super-poteri" e in grado di saper pigiare il piede sull'acceleratore quando vuole. La trama, però, è complessivamente banale, stracolma di stereotipi, in cui tutto sa di già visto. I dialoghi sono quasi sempre pessimi, rovinando delle performance attoriali di buon livello, anche grazie al cast. Tutto sommato, è un film che fa meglio la cosa che vuole fare meglio e questo sicuramente gli vale la sufficienza.
Project Power
6.5

Scrivi qui il tuo commento...