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Tenet: la recensione del nuovo discusso film di Christopher Nolan

Tenet è sicuramente un film confusionario, che non offre molte risposte alle domande che lo spettatore si pone, i personaggi non sono particolarmente caratterizzati, fattore che ne impedisce una buona empatizzazione. Questo film però riesce a coinvolgere e rapire, impedendo allo spettatore di staccare gli occhi dallo schermo, un'incredibile esperienza audiovisiva che fa distogliere l'attenzione dai difetti della narrazione. Un film che va sentito e visto più volte. Da non perdere assolutamente

Il 26 Agosto di quest’anno è stato rilasciato nei cinema il tanto atteso nuovo film di Christopher Nolan, Tenet.
Un thriller fantascientifico descritto dai più come estremamente complesso e contorto.

Tenet Poster

Nonostante la sua complessità, Tenet rappresenta in realtà uno dei film più semplici e meno complicati da comprendere realizzati dal regista e probabilmente anche uno dei meno apprezzati a causa di una debole caratterizzazione dei personaggi e un montaggio frettoloso che riduce la possibilità di comprensione dello spettatore.

Ma partiamo dal principio.

Viaggi nel tempo in rewind

Tenet inizia subito travolgendo lo spettatore in scene di azione che si susseguono all’interno dell’Opera di Kiev, “Opera” è infatti una delle parole presenti all’interno del Quadrato di Sator, enigma attorno a cui ruota la pellicola.
Qui facciamo la conoscenza del nostro protagonista, interpretato da David Washington, un uomo di cui non si conosce il nome e che viene presentato semplicemente come Il Protagonista.

Washington veste dunque i panni di un agente segreto che ha il compito di salvare il mondo da una possibile Terza Guerra Mondiale, sfidando la legge temporale e che appunto lui definisce “Guerra Fredda temporale“.

Come già detto, il film si basa sull’enigma realmente esistente del Quadrato del Sator, ovvero un cosiddetto quadrato magico che presenta cinque parole in latino: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS.
Ognuna di queste parole dà luogo a un palindromo, cioè una frase che rimane identica se letta da sinistra a destra e viceversa o dall’alto in basso e viceversa.

Il Quadrato di Sator

Ed è su questo aspetto che gioca Christopher Nolan, del quale è tipica la sua capacità di rendere le storie un trip mentale senza precedenti.

“Tenet” è la parola chiave che apre tutte le porte, attraverso cui il protagonista si imbatte in inseguimenti e combattimenti al contrario. Si gioca con l’utilizzo del rewind come forma di viaggio nel tempo.
Il Quadrato del Sator non viene mai menzionato nel film, né particolarmente preso in considerazione, viene solo utilizzato da Nolan per dar vita ad una sua incredibile storia.

Fantascienza, action, meccanica quantistica e fisica si fondono creando scene estremamente dinamiche e confusionarie, che il protagonista sembra però riuscire a gestire inspiegabilmente senza troppa difficoltà e senza farsi molte domande.
D’altronde lui è IL PROTAGONISTA, fattore che ci viene ripetuto più volte nel corso del film, quasi come se avesse in sé tutte le nozioni necessarie per portare a termine la sua missione.

Tante domande e poche risposte

Tanti sono gli interrogativi che lo spettatore si pone durante la visione, attento a non tralasciare alcun dettaglio, cosa non semplice data la dinamicità fin troppo spedita delle scene, ciò dà infatti l’idea che manchino dei pezzi.
Nolan non riesce immediatamente a dare una spiegazione a tutte le domande che lo spettatore si pone nel corso del film, lasciando alcune tracce che sta a chi guarda mettere insieme e donando quel velo di mistero interpretativo tipico delle sue creazioni.

Nulla è particolarmente approfondito, ma ciò tende a passare in secondo piano grazie ad una totale immersione ipnotizzante in un’esperienza audiovisiva incredibile.
Palazzi che si ricompongono dopo (o prima) di un’esplosione, auto che da ribaltate si rialzano quasi come animate da una forza inspiegabile e tornano sulla carreggiata, proiettili che dal bersaglio ritornano all’interno della pistola.
Un’inversione dell’entropia in cui passato, presente e futuro si intersecano in un’unica scena, mostrando diversi punti di vista di uno stesso avvenimento. Il tutto accompagnato dalle splendide musiche di Ludwig Göransson.
Una stratificazione del tempo e della realtà che non può non lasciare lo spettatore stupefatto, indipendentemente dal suo apprezzamento o meno.

Tenet è un racconto che non sempre si scioglie e si dipana trovando spiegazioni logiche, ma che di spiegazioni logiche forse non ne ha tanto bisogno.
Frase che viene ripetuta spesso durante il corso del film è infatti:

“L’ignoranza è la nostra salvezza.”

Questa frase che agli occhi di molti potrebbe sembrare una banale giustificazione a ciò che non si riesce a spiegare o comprendere, ma che trasmette anche l’importanza di godere di ciò che si ha di fronte, di lasciarsi trasportare senza porsi troppe domande, le cui risposte potrebbero non piacere o semplicemente non cambiare la sostanza di ciò che osserviamo e/o viviamo o addirittura eliminarne la magia.

I Personaggi

Per quanto riguarda i personaggi della pellicola, partendo dal Protagonista, come già detto l’uomo sembra non avere difficoltà nel comprendere il funzionamento di una realtà in reverse, laddove invece chiunque si sarebbe trovato in totale confusione, inoltre si tratta di un personaggio non particolarmente caratterizzato, di cui poco sappiamo, a tratti piatto e con il quale difficilmente si empatizza.

Neil, interpretato da Robert Pattinson, è una figura misteriosa di cui inizialmente non si comprende il ruolo e che accompagnerà il Protagonista nella sua missione contro il tempo.
Solamente verso circa la fine del film lo spettatore si farà un’idea sull’identità di Neil, grazie a qualche indizio lasciato dal regista, ma di cui non si avrà mai la conferma né la smentita, rimanendo dunque una semplice supposizione.
L’interpretazione di Pattinson però è sicuramente eccezionale e degna di nota.

  • Tenet
  • Tenet

Il villain Andrei Sator è interpretato da Kenneth Branagh e prende il nome proprio da una delle parole all’interno del Quadrato del Sator, che vuol dire coltivatore/seminatore. È probabilmente lui il personaggio meglio caratterizzato e riuscito della pellicola, un uomo potente, violento, possessivo e spregevole che vuole trascinare con sé il resto del mondo.

Kat Sator è invece la moglie del villain, interpretata da Elizabeth Debicki, una donna ormai vittima e succube del marito.
L’unico desiderio di Kat è il benessere del figlio, la donna decide dunque di allearsi con Il Protagonista e Neil per fermare Andrei e provare finalmente ad essere libera.

Considerazioni

Dal punto di vista logico e razionale, sicuramente Tenet presenta molte lacune che di fronte ad un occhio critico risaltano particolarmente; far dunque conciliare l’emozione trasmessa dalla pellicola e la logica della storia o meglio della narrazione, è dunque estremamente complicato.
Christopher Nolan è rinomato ormai per rendere confusionarie e complesse storie che potrebbero essere in realtà spiegate e raccontate con più semplicità, ma sta proprio qui la sua particolarità.
Ciò che comprende leggi fisiche all’interno di una storia cinematografiche non deve essenzialmente sempre essere spiegato razionalmente, il cinema permette di giocare tra realtà e fantasia, fondendole e creando realtà assurde e inspiegabili e se ciò riesce a trasportare lo spettatore e travolgerlo di emozioni, la logica entra in secondo piano.

La scelta se far prevalere la logica o l’emozione sta però tutta nello spettatore, è a discrezione di chi guarda decidere dove far pesare maggiormente l’ago della bilancia.

Facendo riferimento ad una frase del personaggio di Clémence Poésy:

Non capirlo, sentilo”

Tenet è un film da sentire, dentro di sé, non essenzialmente da capire.
Bisogna lasciarsi trasportare, navigare con lui e se proprio si vuole provare a capirlo meglio rivederlo ancora e ancora, quantomeno per coglierne tutti i dettagli e goderne pienamente.

Trailer Tenet

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Tenet è sicuramente un film confusionario, che non offre molte risposte alle domande che lo spettatore si pone, i personaggi non sono particolarmente caratterizzati, fattore che ne impedisce una buona empatizzazione. Questo film però riesce a coinvolgere e rapire, impedendo allo spettatore di staccare gli occhi dallo schermo, un'incredibile esperienza audiovisiva che fa distogliere l'attenzione dai difetti della narrazione. Un film che va sentito e visto più volte. Da non perdere assolutamente
Tenet
8.5

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