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Black Hammer ’45 – Recensione

Il ritorno di Jeff Lemire all'Universo di Black Hammer ci catapulta direttamente alle battute finali della Seconda Guerra Mondiale. Lo scrittore canadese ci presenta un triplice conflitto che vede protagonista il leggendario Squadrone Black Hammer. Coadiuvato da un ottimo comparto grafico, la nuova opera di Lemire cattura il lettore, portandolo però purtroppo ad un finale troppo affrettato.

Con la conclusione della saga principale, Jeff Lemire continua il suo viaggio alla scoperta dell’Universo di Black Hammer. Lo scrittore ci porta questa volta direttamente nella Seconda Guerra Mondiale con Black Hammer ’45. Ad accompagnare questa volta il canadese nella realizzazione dei suoi quattro capitoli troviamo Ray Fawkes, ai testi, e Matt Kindt, ai disegni. Proposta in un elegante volume cartonato da BAO Publishing, Nerdpool vi porta oggi alla scoperta della nuova opera dello scrittore Premio Eisner.

Lemire ha già precedentemente espanso la sua personale realtà supereroistica, con opere quali Sherlock Frankensteinc contemporanea alle vicende della saga principale, e Quantum Age, ambientato invece in un futuro prossimo. Con Black Hammer ’45 invece lo scrittore per la prima volta si cimenta nell’approfondire il passato degli eroi di Spiral City, portandoci agli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale. Con ’45 Lemire ci porta il suo omaggio alla Golden Age del fumetto americano, sviluppatasi proprio negli anni del secondo conflitto mondiale.

Lo Squadrone Black Hammer

La conclusione della guerra è prossima, la Germania è costretta giorno dopo giorno ad indietreggiare sotto gli attacchi degli Alleati, sostenuti inoltre da numerosi eroi in maschera. Allo stesso tempo la Russia continua la sua offensiva contro i tedeschi, sbaragliando le truppe nemiche grazie all’armata di robot guidata dal Capitano Aleksandra Nazarova. É in questo scenario facciamo la conoscenza dello Squadrone Black Hammer, un gruppo di piloti d’élite accomunati dalle origini afroamericane.

Quest’ultimi verranno incaricati direttamente dal Presidente degli Stati Uniti di condurre un’importante missione nei pressi di Vienna, dove sembra si stia dirigendo anche l’armata della Nazarova. Ad attendere qui però entrambi gli schieramenti ci sarà il leggendario Ghost Hunter, pilota dell’esercito tedesco celebre per le molteplici uccisioni. I piloti del Black Hammer, guidati dal Capitano Hammer Hawthorne, si troveranno dunque a dover affrontare una duplice minaccia nel disperato tentativo di portare a termine questa difficile impresa.

Senza svelare troppo della trama e dei suoi risvolti, il nuovo tassello dell’Universo di Black Hammer si presenta da subito come una lettura decisamente interessante, così come lo sono i suoi protagonisti ed antagonisti. I membri dello Squadrone sono caratterizzati dalla totale assenza di fama che avvolge le loro imprese, mai celebrate dalla stampa e dai media. Tutto ciò unicamente a causa della propria pelle, una caratteristica purtroppo determinante in quel preciso momento storico. Gli scenari bellici illustrati da Kindt, caratterizzati da un tratto sporco e grezzo, omaggiano e richiamano molte delle pubblicazioni dell’epoca, prima fra tutte ovviamente Captain America Comics. La testata dedicata alla Sentinella della Libertà nasce infatti proprio in quegli anni, esordendo con la celebre copertina in cui Capitan America prende a pugni Hitler in persona.

Il problema del finale

Tra battaglie aeree e personaggi a noi già noti, purtroppo però i soli quattro capitoli realizzati da Lemire non riescono appieno ad approfondire le vicende introdotte nelle prime pagine del volume, lasciando il lettore con un finale troppo affrettato. Il triangolo bellico mostrato nelle fasi intermedie dell’opera ci mostra numerosi spunti interessanti, intrattenendo sia nei testi che nelle tavole. Ma, come detto prima, il vero problema di Black Hammer ’45 rimane la conclusione. Non perché sia brutta, ma perché risulta essere decisamente non all’altezza delle aspettative create nell’incipit realizzato a quattro mani da Lemire e Fawkes.

In definitiva, vi consigliamo di leggere le avventure dello Squadrone Black Hammer? Decisamente sì. Al netto di un finale troppo affrettato, Black Hammer ’45 riesce velocemente a conquistarsi l’interesse del lettore. Il marchio di fabbrica di Jeff Lemire non delude mai, proponendoci anche qui personaggi ed interazioni ben studiate. Il tratto di Kindt può risultare ostico ai lettori meno navigati, ma decisamente adatto al tipo di opera presentataci qui da Dark Horse Comics.

L’intera miniserie viene interamente proposta da BAO Publishing in un elegante volume cartonato, al prezzo di €17,00. Se avete amato la serie principale realizzata da Jeff Lemire, state certi che Black Hammer ’45 non vi deluderà.

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Il ritorno di Jeff Lemire all'Universo di Black Hammer ci catapulta direttamente alle battute finali della Seconda Guerra Mondiale. Lo scrittore canadese ci presenta un triplice conflitto che vede protagonista il leggendario Squadrone Black Hammer. Coadiuvato da un ottimo comparto grafico, la nuova opera di Lemire cattura il lettore, portandolo però purtroppo ad un finale troppo affrettato.
Voto
8

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