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Remothered: Broken Porcelain – La recensione

Difficilmente riusciamo a consigliare Remothered: Broken Porcelain allo stato attuale, pur avendo una trama davvero interessante, sopratutto per i fan del primo capitolo. Conviene giocarlo dopo le varie patch degli sviluppatori, dato che al momento è pieno di bug e vi rovinereste l'esperienza di gioco.

Remothered: Broken Porcelain recensito!

Dopo aver provato il mese scorso la demo di Remothered: Broken Porcelain, abbiamo spolpato la versione finale nella sua interezza e siamo pronti a parlarvene in questa recensione. Il titolo, sviluppato da Stormind Games e pubblicato da Modus Games, è il seguito di Remothered: Tormented Fathers, horror italiano di grande successo, vincitore di svariati premi nel 2018. Le aspettative per il seguito sono alte fin dall’annuncio del titolo, scopriamo insieme se sono state rispettate a dovere.

Una storia d’amore, e dell’orrore, frammentata

Iniziamo dalla trama, la parte più riuscita del gioco grazie a una narrazione non lineare; gli eventi del gioco viaggiano dal passato al presente costantemente, seguendo il punto di vista di narratori differenti, tra cui Rosemary, protagonista del primo capitolo e Jennifer, personaggio che interpretiamo in questo nuovo capitolo. Il gioco è sia un prequel che un sequel di Tormented Fathers e nelle prime ore di gioco, gli eventi potrebbero risultare confusionari; andando avanti, però, ogni pezzo del puzzle andrà al suo posto, raggiungendo l’apice in un finale carico di rivelazioni e commozione.

Senza grossi spoiler, la storia gira attorno a Jennifer, ragazza di 15 anni che dopo essere stata cacciata da un collegio a causa del suo carattere ribelle, si ritrova a lavorare come inserviente nell’hotel Ashmann. La ragazza è avvolta nel mistero, con un passato sconosciuto, scoprirà in seguito di essere finita in quel luogo non per caso, ma per trovare le risposte che cerca.

Remothered: Broken Porcelain horror  recensione

Oltre alla protagonista avremo Stefano Ashmann, proprietario dell’hotel, la governante Andrea e Linn, migliore amica di Jennifer e personaggio chiave nel gioco. La relazione tra le due ragazze risulta un elemento cruciale per la trama, infatti viene approfondito da flashback che mostrano il loro legame all’origine. Questo fino ad arrivare agli eventi presenti, dove Linn è apparentemente colpevole di aver tradito la fiducia di Jen.

Ogni personaggio è ben caratterizzato, con un passato oscuro, ricco di intrighi amorosi da nascondere, e crea la giusta suspense al giocatore nel scoprire la verità su ognuno. Gli eventi di Remothered: Broken Porcelain sono collegati con quelli del primo capitolo, chiarendo alcune situazioni lasciate in sospeso e approfondendo relazioni di alcuni personaggi di entrambi i giochi. Per chi non avesse giocato il primo capitolo, il gioco fornisce comunque un breve riassunto degli eventi principali.

Remothered: Broken Porcelain horror  recensione

Tematiche come il superamento di eventi traumatici e la memoria fragile (di “porcellana”, appunto) sono il fulcro della saga. Questi argomenti sono rispecchiati in determinate azione dei personaggi, come il dimenticare, o addirittura nascondere eventi passati, con le dovute conseguenze.

Corri, corri, mia piccola falena

Come già descritto nel nostro provato, il gameplay risulta un’evoluzione di quello già presente nel primo capitolo, un mix tra stealth, azione ed enigmi da risolvere. Tutto ciò è accompagnato da nuove meccaniche interessanti, ma nessuna sfruttata a dovere, purtroppo, e sì che vi era tutta l’opportunità.

Abbiamo un sistema di crafting per creare armi da taglio e trappole potenziate per ferire o distrarre il nemico, all’apparenza davvero utili; col tempo, addirittura, risulterà più efficace e immediato usare oggetti raccolti al volo, oppure fuggire dal nemico cercando un nascondiglio. Il nuovo sistemata di copertura è funzionante, ma l’intelligenza artificiale dei nemici è cosi mal realizzata che spesso risulterà inefficace senza capirne il motivo.

Il gioco offre la possibilità di potenziare la protagonista, utilizzando le chiavi della falena, collezionabili nascosti nei vari scenari che utilizzati come punti, ti permettono di potenzieremo statistiche come salute, velocità, fortuna, stealth e cosi via. Un sistema interessante quanto inutile, dato che le differenze da livello a livello sono veramente minime e poco percepibili. Anche potenziando una statistica al massimo, infatti, è veramente difficile notarlo in gioco, anzi… forse è proprio impossibile.

Remothered: Broken Porcelain horror  recensione

Skills everywhere

La nostra protagonista dispone inoltre di un’abilità unica, il controllo delle falene: è pertanto in grado di poterle comandare a piacimento per risolvere enigmi o distrarre nemici. Anche qui non mancano i bug, la simulazione del volo delle falene è ingestibile, risulta davvero difficile controllarle senza schiantarci ovunque. Inoltre, il fatto che sia a tempo limitato non aiuta, saremo costretti a ripetere l’azione più volte, rendendo il tutto piuttosto snervante.

I veri nemici del gameplay, però, sono i vari antagonisti da affrontare, uno più buggato dell’altro. Vedremo Andrea fare il moonwalk alla Micheal Jackson e bloccarsi all’infinito nell’apertura di una porta; o ancora Ashman spararci all’impazzata senza capire quando verremo colpiti o no, bloccando le nostre azioni continuamente. Per non parlare di alcuni nemici da eliminare, che scompariranno magicamente dopo averli colpiti con un oggetto, dovendo per forza riavviare il gioco per renderli visibili.

Remothered: Broken Porcelain horror  recensione

Pur con le varie novità introdotte (poco impattanti), giocare nei panni di Jennifer risulterà frustrante sotto ogni punto di vista. Basti pensare ai movimenti poco precisi, ai continui bug nell’interagire con oggetti oppure l’interfaccia che non da segni di vita dopo aver salvato una partita, dovendo riavviare per forza il gioco. Gli inseguimenti con i nemici si trasformano da momenti col cuore in gola a gag comiche, smorzando tutta la tensione per colpa di bug sempre nuovi. Difficilmente riusciremo a reagire agli inseguitori, dato che si scontreranno a noi come treni impazziti, facendoci cadere continuamente; tutto questo è seguito da un’animazione lentissima, e rischiamo di essere bloccati contro il muro e ripetutamente feriti, per non dire uccisi male.

Oltre ai bug, il titolo risulta poco vario addirittura rispetto a Remothered: Tormented Fathers, dove c’erano situazioni più varie tra enigmi ed inseguimenti; in Broken Porcelain è stato dato troppo focus all’affrontare il nemico di turno, diventando la sagra dello stalker. Da un gameplay che nel primo capitolo risultava appagante e funzionale, siamo passati a un seguito pieno di problemi che rovinano l’intera esperienza di gioco, o che rischiano di comprometterla inesorabilmente.

Un comparto tecnico da rivedere

Oltre alle problematiche viste nel gameplay, anche a livello tecnico il titolo non convince. Pur con una grafica degna di nota, le animazioni risultano legnose e mal realizzate, accompagnate da lip-sync totalmente errato. In ogni cutscene vengono evidenziati questi difetti, con personaggi simili a pupazzi nei loro movimenti, per non parlare dei tagli tra una scena e l’altra, spesso forzati, rovinando la narrazione in determinate scene.

Il comparto sonoro risulta di buona fattura, pur non avendo una grossa varietà di tracce, quelle poche presenti sono ben realizzate e utilizzate nei momenti giusti, enfatizzando scene drammatiche o inseguimenti adrenalinici. Anche qui i problemi non mancano, con effetti audio mancanti, tracce interrotte bruscamente e loop audio poco convincenti.

L’ambientazione è ben realizzata, l’hotel è inquietante, desolato e caratteristico, con richiami a classici dell’horror come Shining e Misery non deve morire, creando la giusta atmosfera. Ogni stanza è ricca di dettagli, anche se con il passare delle ore, ci si ritroverà a percorrere gli stessi luoghi, provando un senso claustrofobico di girare in tondo. La tensione e l’atmosfera horror del primo capitolo cercano di emergere anche in Broken Porcelain, ma vengono soffocate dai continui problemi tecnici e bug, con sommo dispiacere.

Remothered: Broken Porcelain, un seguito amaro

Tirando le conclusioni, Remothered: Broken Porcelain non è il seguito che ci aspettavamo; pur riuscendo a colpire positivamente per trama e ambientazione, il titolo risulta quasi ingiocabile. Addirittura, ad un certo punto, l’unico interesse era seguire la storia, trascurando il resto, rovinando così l’esperienza di gioco.

La mossa di anticipare l’uscita del gioco di una settimana non la comprendiamo ancora, visto lo stato finale del gioco, necessitava maggiore lavoro, magari posticipando addirittura.

Una nota di merito è comunque il supporto del titolo post lancio; dopo le recensioni negative sulla pagina Steam, gli sviluppatori stanno supportando il gioco a dovere, con un continuo rilascio di hotfix tramite patch quasi ogni giorno. Il problema è che il titolo ha cosi tanti problemi che le patch non bastano, resta ancora un’esperienza difficilmente godibile, infatti lo abbiamo concluso dopo ben tre patch! Ma Remothered era ancora in alto mare…

Speriamo che Remothered: Broken Porcelain venga tirato fuori da questa situazione grazie alle continue correzioni, visto il potenziale inespresso. È un peccato se la saga dovesse finire qui, pur risultando una trilogia. Crediamo che con il prossimo capitolo non si ripeterà una situazione simile. In fondo, sarebbe sufficiente usare la giusta cura per creare un gioco che riesca a colpire, proprio com’è stato il primo capitolo.

A proposito di horror, avete dato un occhio a Little Hope?

Se poi volete contribuire alla crescita di NerdPool e siete interessati ad acquistare Remothered: Broken Porcelain, vi diamo una zampa noi.

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GRAFICA
5
SONORO
6
GAMEPLAY
4
LONGEVITÀ
6

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