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Borat 2: la recensione del geniale seguito diretto da Jason Woliner

"Borat - Seguito di film cinema" è divertente, provocatorio e intelligente. Girato in segreto durante la pandemia da Covid-19 tocca il culmine della genialità grazie a scene realizzate filmando situazioni di vita reali. Tanti sono i temi delicati trattati nella pellicola, con una interessante morale finale e un plot twist sconvolgente.

Il 23 Ottobre è sbarcato su Amazon Prime Video Borat – Seguito di film cinema, che a distanza di 14 anni da Borat – Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan, segna il ritorno di Sacha Baron Cohen nei panni del giornalista kazako Borat Sagdiyev.

Questo film rappresenta decisamente un ritorno col botto, girato in segreto durante la pandemia mondiale da Covid-19, rispecchia una satira geniale e provocatoria realizzata con grande coraggio.

Borat 2

Ma cominciamo descrivendone la trama.

Trama Borat 2:

Il film si apre con la tipica voce fuoricampo del protagonista che aggiorna lo spettatore su ciò che è successo nella sua vita negli ultimi anni, dopo il ritorno in Kazakistan dall’America, che abbiamo visto nel primo film.
Borat si sofferma in particolar modo sugli aspetti politici e i cambiamenti avvenuti nel mondo, come il passaggio della presidenza da Barack Obama, portatore di guai, al nuovo presidente che porterà l’America a splendere nuovamente, Trump… più precisamente “McDonald Trump“.

Trump

Borat viene dunque contattato dal presidente del Kazakistan, che per entrare in contatto con Trump e diventare suo fidato amico, ingaggia il baffuto giornalista per raggiungere il vicepresidente Mike Pence e omaggiarlo di un dono molto speciale, la più importante star del Kazakistan: la scimmia Johnny.

Le cose però non vanno esattamente come previsto, dunque Borat dovrà reinventare un modo per sistemare le cose, mentre il mondo nel frattempo sta vivendo una pandemia dovuta ad un virus sconosciuto, denominato COVID-19.

Una dissacrante realtà

Seppur inizialmente Borat 2 può sembrare una semplice commedia, in linea con la precedente pellicola, man mano che si procede con la visione emerge tutta la genialità di un film senza precedenti.
Una storia che alla base non ha che un canovaccio per poi lasciare campo libero alle interazioni di Sacha Baron Cohen con il mondo circostante.
Girato in totale segretezza, l’attore si è catapultato in situazioni di vita reale, utilizzando dei travestimenti per non farsi riconoscere e introdotti con ottimi espedienti nella narrazione.
In tutte o quasi le scene che vediamo, sono infatti presenti persone “reali” e non attori parte del cast, dunque totalmente all’oscuro di essere parte di un film.

  • Borat
  • Borat

Borat 2 è folle, provocatorio e dissacrante.
Mostra la realtà per quello che è, con amara ironia e un umorismo politicamente scorretto che lascia spiazzati e coinvolge contemporaneamente in fragorose risate.

Di particolare rilievo è la scena con l’ex sindaco di New York e ora avvocato di Trump, Rudolph Giuliani, che ha creato non poco scalpore e pesanti accuse a causa dell’ambiguità della situazione creata.

Make America Great Again

Questo film è in sostanza una critica ad un’America bigotta, ai politici che la governano e alla popolazione che la abita.
Una critica all’ignoranza, all’ipocrisia e alle discriminazioni.
Moltissimi sono i temi delicati che vengono trattati in maniera fortemente progressista, dal maschilismo all’omofobia, al tema dell’aborto fino al razzismo e all’Olocausto.
Nel film vediamo infatti la comparsa di Judith Dim Evans, sopravvissuta ai campi di concentramento, la donna ha un interessante e buffo dibattito con il protagonista e la pellicola è dedicata alla sua memoria, la donna è infatti scomparsa qualche settimana fa.

Per non parlare poi di un clamoroso e geniale plot twist finale, che riesce a collegare tutti i puntini e inevitabilmente generare un fragoroso applauso.

Il film è dotato inoltre di un profondo messaggio, una morale che dona speranza, sottolineata dal cambiamento avvenuto in Borat, che da uomo sessista, ignorante e rinchiuso nel suo mondo fatto di errate convinzioni, riesce a maturare e avere una seppur minima evoluzione culturale.
Ciò a far intendere che chiunque, ognuno di noi, può sviluppare una presa di coscienza che porti a migliorare, ad essere persone migliori.

“Il mio obiettivo non è quello di denunciare il razzismo e l’antisemitismo,
ma di far ridere,
rivelando però il pericoloso scivolamento verso l’autoritarismo.”

– Sacha Baron Cohen

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