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Suburra 3, la serie: la recensione della terza e ultima stagione

La stagione finale di Suburra raggiunge e supera la sufficienza soprattutto grazie alla bravura degli interpreti e i colpi di scena che ci hanno molto sorpreso. Sfortunatamente, una scrittura frettolosa e una carenza di originalità non la fa eccellere come le prime due stagioni.

Ezechiele 25.17: Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre perchè egli è in verita’ il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno, su coloro che proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome e’ quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te.

Vi state chiedendo cosa c’entra la famosa citazione di Pulp Fiction con Suburra – La serie? Beh, se Jules di Pul Fiction si ritrovasse nel finale di Suburra si farebbe la stessa domanda fatta nel film di Tarantino. Si chiederebbe se Cinaglia fosse l’uomo timorato, il Vaticano il pastore, gli esseri egoisti Aureliano e Spadino, Samurai e la mafia siciliana gli uomini malvagi. Ma si sbaglierebbe di grosso!

La terza e ultima stagione della serie, che doveva essere il prequel dell’omonimo film di Sollima ma spezza definitivamente ogni legame con la pellicola, arriva su Netflix in 6 episodi il prossimo 30 ottobre. Noi l’abbiamo vista tutta dun fiato in anteprima e siamo finalmente pronti ad esprimere il nostro giudizio.

È la resa dei conti finale su chi riuscirà a mettere definitivamente le mani su Roma una volta per tutte. Aureliano e Spadino sono ancora sconvolti e pronti a vendicarsi per il suicidio di Lele, Cinaglia gestisce gli affari dopo l’ascesa al campidoglio e Manfredi, uscito dal coma, deve superare l’ostacolo con la giustizia prima di tornare come capo del clan Anacleti.

Ancora una volta gli intrecci fra criminalità organizzata, Chiesa e politica sono il punto cardine della serie e, in vista del più grande affare del nuovo millennio, il Giubileo. Aureliano e Spadino, ancora più uniti, sono pronti a metterci le mani, sfidando quindi Samurai per reclamare il trono della Città Eterna. I due, però, hanno però bisogno di Cinaglia e di una new entry che alla fine si rivelerà molto importante. In questa terza stagione infatti entra in scena Sibilla, fedele alleata di Samurai. I 6 episodi ruotano un po tutti intorno a lei, cuore pulsante degli affari e dei segreti della città. Le cose però, non vanno mai nel verso giusto e con Manfredi ritornato sul piede di guerra ci vuole poco a far scorrere il sangue per le strade.

Questa terza stagione mi è piaciuta come le prime due?

Beh, diciamo di no. Mentre tutti ci aspettavamo il collegamento con il film, che non c’è stato, Suburra 3 ci ha regalato un mix di eventi che probabilmente non potevano entrare in soli 6 episodi. Troppi eventi in poco tempo appunto e tante cose già viste, Aureliano e Spadino che minacciano un Cardinale, torturano Cinaglia e mangiano un piatto di pasta (SPOILER stavolta non sarà ajo, oio e peperoncino), il siciliano che incontra i soci nel solito ristorante davanti ad un piatto di pesce (andava di moda già ai tempi di Romanzo Criminale) e le solite liti nella famiglia Anacledi.

Cosa mi è piaciuto

L’evoluzione dei personaggi è stato il vero colpo d’occhio di questa stagione finale. La crescita esponenziale di Cinaglia, doppiogiochista per eccellenza, che diventa sempre più potente facendosi strada fra ricatti e minacce e quella delle ragazze, Angelica e Nadia che si prendono una parte della scena anche grazie alla loro determinazione e astuzia. Fra le due nasce anche una grande amicizia, che puntata dopo puntata diventa sempre più forte, come anche quella fra Aureliano e Spadino, oramai inseparabili e più uniti di sempre.

Nel complesso Suburra non ha deluso le aspettative, ci ha sorpreso e fatto emozionare. Giacomo Ferrara è una grande sorpresa e Alessandro Borghi (che nel frattempo è diventato il mio attore italiano preferito) impeccabile come sempre.

Alla fine di quest’ultima stagione, lascio a voi decidere chi sarà l’uomo timorato e chi saranno gli uomini malvagi…

Io ve lo dirò prossimamente nella recensione con SPOILER!

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Suburra 3, la serie
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